Regalo Di Natale A Caltagirone: Sgomberata Palazzina Ponte Di Nona. Oggi Nuova Occupazione

Regalo di Natale a Caltagirone: sgomberata palazzina Ponte di Nona. Oggi nuova occupazione

imagesAncora una volta, per di più alle porte dell’inverno, la questura di Roma e la Digos, con un ingente dispiegamento di forze, si sono mosse per tutelare l’interesse di uno contro i diritti di molti. Ieri mattina è stata infatti sgomberata la palazzina di via Valentino Cerruti a Ponte di Nona, occupata da 53 nuclei familiari in emergenza abitativa. Prima di essere occupata, il 6 aprile scorso, la palazzina di Via Cerruti era abbandonata e vuota perchè invenduta. Uno dei 51.000 stabili nuovi e invenduti del comune di Roma, che in tutto conta oltre 250.000 immobili inutilizzati, a fronte di oltre 30.000 domande di assegnazione di alloggi popolari.

 

Nel frattempo stamattina le famiglie sgomberate sono tornate ad occupare, entrando in un altro immobile vuoto, di proprietà pubblica, sempre nel quartiere Ponte di Nona, in via Aldo Capitini 57, già sede della Asl RMB. L’ottica della nuova azione è chiara: ribadire che l’emergenza abitativa della città deve essere affrontata cominciando dalla messa a disposizione del patrimonio pubblico e privato invenduto ed inutilizzato, a partire dal ritiro della delibera che prevede la dismissione del patrimonio pubblico immobiliare, che potrebbe efficacemente essere destinato ad uso sociale.

 

Da tempo Action e gli altri movimenti per il diritto all’abitare di Roma chiedono che vengano messi a disposizione per rispondere alla sempre più grave emergenza abitativa gli immobili vuoti presenti in città, soluzione che risponderebbe al contempo più esigenze: garantire in tempi certi un alloggio a chi ne è privo, mettere un freno alla speculazione edilizia dilagante nella città dei palazzinari, evitare nuove cementificazioni nelle poche zone di agro romano rimaste verdi.

 

Sino ad oggi, all’emergenza abitativa l’amministrazione pubblica ha risposto con circa 150/300 case popolari consegnate ogni anno, mentre restano salvi e tutelati sopra ogni cosa gli interessi economici degli immobiliaristi che da decenni decidono nei loro uffici i piani regolatori e le metrature di cemento costruite in una città che, come i numeri sopracitati dimostrano e per di più a mercato immobiliare ristagnante, non avrebbe bisogno di alcuna altra costruzione.

 

In questa ottica lo Tsunami Tour promosso dai movimenti di lotta per il diritto all’abitare, che attraverso una ondata di nuove occupazioni ha denunciato con forza speculazioni, incuria e abbandono del patrimonio immobiliare. L’occupazione sgomberata a Ponte di Nona, nello specifico, oltre a fornire alloggio a oltre 50 famiglie, stava divenendo luogo di aggregazione e scambio per il quartiere. Strano che all’inizio di settembre il consigliere comunale Dinoi, del gruppo misto, si fosse preoccupato di presentare una interrogazione all’assessore alla Casa e all’emergenza abitativa Ozzimo chiedendone lo sgombero e argomentando che era necessario che cessassero al più presto i presunti disagi vissuti dagli abitanti dei palazzi adiacenti. Poco importa al consigliere invece dei disagi delle 53 famiglie sgomberate.

 

Per tutte le ragioni sin qui riportate suona ancor più assurdo il sottotitolo del pezzo scritto con enfasi dal Messaggero, di proprietà guarda un po’ di Gaetano Caltagirone, che possiede anche il palazzo di Ponte di Nona. Il pezzo recita: “Un palazzo occupato abusivamente da otto mesi è stato restituito oggi ai legittimi proprietari”.

 

Restituito piuttosto alla speculazione e al degrado, con la complicità delle forze dell’ordine, senza preoccuparsi di lasciare senza tetto oltre 50 nuclei familiari, molti con minori, sotto Natale e con temperature non certo amichevoli.

 

Andrea Alzetta di Action, ex consigliere comunale, ha parlato di un pessimo segnale da parte dell’amministrazione: “Il sindaco aveva annunciato una tregua natalizia su sfratti e sgomberi ma evidentemente si continua a trattare l’emergenza abitativa come faccenda di ordine pubblico“.

 

Come associazione impegnata nella difesa dei diritti e della giustizia sociale e nella costruzione di una idea altra della città, denunciamo quanto avvenuto ieri esprimendo piena solidarietà alle famiglie di Ponte di Nona e agli attivisti di Action e pieno appoggio alla nuova occupazione, realizzata per garantire il diritto alla casa delle famiglie rimaste in strada dopo l’azione di ieri.

 

Associazione A SUD
Per informazioni e contatti:
Action diritti in movimento
Action ponte di nona
3332677837