Rafael Correa: I Diritti Dei Popoli Sono Più Importanti Del Capitale

Rafael Correa: i diritti dei popoli sono più importanti del capitale

 

“La crisi attuale riflette gli errori dell’Organizzazione Mondiale del Commercio ed è una conseguenza della mancanza di regole nei flussi di capitali. Questo significa il collasso del paradigma individualista e basato sulla competizione, camuffato come progresso tecnologico. La OMC è complice della menzogna, diffusa dai profeti del neoliberismo, che il libero commercio rappresenta un vantaggio per tutti. Esiste uno studio dell’Università di Cambridge che smentisce clamorosamente il presunto collegamento tra libero commercio e sviluppo e dimostra, piuttosto, come i paesi abbiano sempre cercato di proteggere le proprie merci. Tutto questo ci ha portato a una dittatura del capitale, che adesso beneficia di più diritti che non gli esseri umani stessi”.

 

Alcune settimane dopo il ritiro dell’Ecuador dal CIADI, Correa ha voluto denunciare il fatto che, nell’attuale ordine economico mondiale, i diritti degli esseri umani vengano dopo quelli delle grandi multinazionali. Con i TLC e con il CIADI qualunque multinazionale ha il potere di denunciare uno stato sovrano senza passare per nessun meccanismo interno all’ordinamento giuridico delle singole nazioni”.

 

Correa ha anche criticato le false soluzioni che si stanno portando avanti per fronteggiare la crisi. “Se un sistema è al collasso, non possiamo aspettare che i suoi fautori ci forniscano i rimedi per superare la crisi. Dobbiamo piuttosto essere noi a farlo. Senza dubbio, i paesi membri del G20 stanno dando denaro al FMI senza porre condizioni, come quella di cambiare le politiche neoliberali adottate finora. In Nicaragua il FMI pretende di congelare i salari e bloccare le pensioni. Il FMI è uno strumento di controllo sulle nostre economie. Francamente credo che dovrebbe essere definitivamente messo da parte”.

 

Lori Wallach, direttrice del Global Trade Watch  ha aggiunto: “In realtà questa crisi non è solamente il risultato del cattivo comportamento delle banche quanto piuttosto la conseguenza prevedibile di leggi e istituzioni che hanno creato le condizioni propizie per lo scoppio della crisi. In particolare, è il risultato dell’Accordo di Servizi Finanziari firmato nel 1999 nel quadro della OMC, il quale ha completamente smantellato il sistema di regole che prima controllava i flussi finanziari internazionali, esportando questo stesso modello in tutto il mondo. La cosa peggiore è che il G20 ha preteso la conclusione della Ronda Doha della OMC, che non farà altro che favorire una maggiore liberalizzazione e deregolamentazione dei servizi finanziari a livello mondiale”.

 

Correa ha concluso il suo intervento proponendo alcune misure alternative che, attualmente, sono in fase di sperimentazione in America Latina come il Banco Sur, il Fondo Regionale delle Riserve e la moneta comune (sucre). “Questa crisi ci sta offrendo la possibilità di cambiare il nostro modo di pensare, elaborando strategie differenti rispetto a quelle finora dominanti e sviluppando dottrine fondate sui nostri valori e sulle nostre tradizioni”.

 

Traduzione di Francesca Casafina