Quinto Diario Dalle Carovane. Oro Nero Del Messico

Quinto diario dalle carovane. Oro nero del Messico

di Marica Di Pierri su Il Manifesto il 4 dicembre 2010

Che il golfo del Messico sia ricco di petrolio, sia nella zona costiera che nelle acque profonde è tristemente noto a tutti dopo il disastro della piattaforma della Bp che ha riversato in mare circa 5 milioni di barili di greggio.

Coatzacualcoes, cittadina del golfo nelo stato di Veracruz, è un centro nevralgico di estrzione e raffinazione del greggio sin dagli anni 60. La Pemex, compagnia petrolifera nazionale, il cui processo di privatizzazione si è concluso nel 2008, estrae nella zona da decenni- assieme a varie imprese straniere – circa 250 barili al giorno. Accanto ai vari fronti estrattivi sorgono gli impianti di raffinazione, gli effluvi gassosi si espandono per centinaia di Km grazie ai forti venti che battono la costa. Le molte industrie che producono materiale plastico, sopratutto pvc, scaricano i loro residui direttamente nel golfo.

Un cartello campeggia di fronte ad uno degli ingressi del polo industriale recitando “proteggiamo l’ambiente e la qualità della vita”. Anche l’Ecuador è un paese petrolifero. Ma nel paese andino, dove la costituzione del 2008 riconosce alla Natura titolarità di diritti propri, un gruppo di attivisti ha presentato alla corte costituzionale una denuncia contro la BP per il disastro del golfo. I Diritti della Natura sono Universali e ciò permette di istruire una causa in Ecuador anche se il crimine ambientale è avvenuto fuori dal paese. La denuncia proprosta tra gli altri da Vandana Shiva, Nemmo Bassey, Blanca Chancoso e Alberto Acosta, verrà presentata a livello internazionale durante le giornate di mobilitazione di Cancun. Partendo dal presupposto che nessuna compensazione economica è sufficiente a ripagare la devastazione ambientale prodotta, chiederà tra l’altro che la BP si astenga dall’estrarre la stessa quantità di petrolio che ha sversato in mare.