Quei Giganti Del Mare Che Sfregiano La Laguna

Quei giganti del mare che sfregiano la Laguna

crociera venezia[su ilFattoquotidiano] E se succedesse anche a Venezia? La domanda non è retorica e Gian Antonio Stella la poneva, sul Corriere della Sera, all’indomani della tragedia della Jolly Nero a Venezia.

 

Certo, il presidente dall’Autorità portuale, Paolo Costa, e il presidente della Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, liquidano scaramanticamente: e perché dovrebbe succedere? Per esempio perché è successo. Magari non in laguna, eppure l’incendio della nave da crociera Zenith, la notte del 25 giugno scorso, a poche miglia dal porto di Venezia, non è un auspicio felice — nonostante scongiuri e rituali esorcizzanti. E poi, come ricordava Stella, negli ultimi anni i veneziani hanno assistito alla “Mona Lisa” incagliata di fronte alla Riva degli Schiavoni; un gigante dal nome esotico, la “Haci Emine Ana”, in avaria contro i cantieri del Mose; infine la “Celebrity Solstice” e la “Carnival Breeze” in Marittima sono rimaste senza ormeggi, rotti per il vento forte, e lì a svolazzare allegre.

 

Insomma, questi colossi galleggianti, grattacieli orizzontali che ospitano migliaia di turisti felici, non sono soltanto uno schiaffo all’estetica. Sono anche un oggetto estraneo, per nulla neutro, in una città unica e bellissima perciò fragile nei suoi equilibri: è noto che le fondamenta della città soffrono per le correnti generate dal passaggio dei giganti del mare.

 

Il Comitato No Grandi Navi, che si batte affinché si arresti il passaggio di questi giganti, invoca che le navi incompatibili con la laguna siano estromesse. E alle argomentazioni di carattere economico (portano un indotto commerciale importante, fondamentale per la città di Venezia) rispondono che non si deve rinunciare a questo indotto, ma semplicemente spostare il terminal per le grandi navi da crociera. Ma il Comitato Portuale di Venezia ha stabilito (lo scorso 27 giugno) di mantenere l’attuale sede in Marittima, ovvero nel centro storico, piuttosto che portarlo a Marghera come proponeva il sindaco, Giorgio Orsoni. Il tutto perché lo spostamento sarebbe un disastro per numerose attività e causerebbe forti danni occupazionali.

 

Ma val la pena trasformare a tutti i costi la laguna in una Disneyland per le grandi navi, permettere il passaggio e l’attracco (seppur in massima sicurezza, come tengono a ribadire i portuali), a fronte del rischio di trasformare, e di certo non in meglio, un ecosistema fragile e unico che rende Venezia esattamente quello che è: una città unica e bellissima, un simbolo del nostro patrimonio artistico invidiato in tutto il mondo.