“Proteggere Il Bene Comune Della Terra E Dell’umanità”

“Proteggere il bene comune della Terra e dell’umanità”

progetto naturaL’evento, conosciuto anche come “G192”, riunisce gli alti rappresentanti dei governi di tutto il mondo per cercare di trovare soluzioni, non solo alla crisi economica e finanziaria, ma a tutte le crisi che minacciano l’umanità e il pianeta, in quanto, come afferma d’Escoto “le sfide delle varie crisi sono fra di loro interconnesse e ci obbligano in quanto rappresentanti dei popoli della Terra, a dichiarare le nostre responsabilità gli uni verso gli altri affinché insieme, con grande speranza, riusciamo a trovare soluzioni giuste”.

 

L’ex ministro degli Esteri nicaraguense ha precisato che: “Non è umano né responsabile costruire un’Arca di Noè che salvi solo il sistema economico dominante, abbandonando la maggior parte dell’umanità al suo destino, a subire le conseguenze di un sistema imposto da un irresponsabile, ma potente minoranza “.

 

Premettendo che “abbiamo raggiunto l’ultima frontiera”, d’Escoto ha sottolineato la necessità di ricercare un modello di vita sostenibile. “L’egoismo e l’avidità non si possono riparare. Hanno bisogno di essere sostituiti dalla solidarietà, e questo, ovviamente, comporta un cambiamento radicale. Se ciò che davvero vogliamo è una pace stabile e duratura, deve essere assolutamente chiaro che si deve andare al di là dei controlli e delle correzioni al modello esistente e che bisogna creare qualcosa che punti verso un nuovo paradigma di convivenza sociale. (…) Abbiamo costruito un’economia globale. Adesso è il momento di creare una politica ed un’etica globali che partano dalle molte esperienze e tradizioni culturali di popoli diversi “.

 

Questa sfida, secondo il Presidente dell’Assemblea, comporta l’adottare l’ottica che proviene dalla scienza della Terra, secondo la quale la Terra è inserita in un ampio e complesso cosmo in evoluzione. “Questa concezione contemporanea si coniuga con l’antica visione dell’umanità e dei popoli originari, per i quali la terra è sempre stata ed è venerata come Madre”, egli ha sottolineato, che “Sfortunatamente, a causa del nostri consumi eccessivi e dei rifiuti da essi generati, la Terra ha già oltrepassato del 40% la sua capacità di sostituzione dei prodotti e dei servizi che generosamente ci offre”.

 

Da quest’ottica, ha affermato, deve nascere una nuova etica globale del bene comune, la cui prima affermazione, consista nel proclamare e salvaguardare il bene comune della Terra e della stessa umanità, si tratta di beni di cui nessun privato può appropriarsi e che dovrebbero servire alla vita di tutti, delle generazioni presenti e future, della comunità e di tutti gli altri esseri viventi.

 

Questi beni fondamentali sarebbero costituiti: dalla terra, dalla biosfera della Terra, in particolare l’acqua, le foreste e gli oceani, dal clima della Terra e dall’umanità nel suo insieme. Rispetto a quest’ultima, d’Escoto ritiene indispensabile non solo la riduzione o la non proliferazione delle armi nucleari ma la loro totale eliminazione.

 

 

Strategie anticrisi

 

Alla luce di questi principi etici, il Presidente della Assemblea ha considerato cinque strategie per uscire dalla crisi attuale, al fine di fornire le basi per quello che lui chiama Biocivilizzazione.

 

“l’uso sostenibile e responsabile delle scarse risorse naturali. Che comporta il superamento della logica dello sfruttamento della natura ed il consolidamento del rapporto di rispetto e di sinergia”.

 

“il conferimento del giusto pesoall’economia nella società, superando la visione riduttiva che ne ha fatto l’asse strutturale della convivenza umana. L’economia deve essere rispettosa dei valori e non fonte di valori, deve essere vista come attività destinata a creare, entro i limiti del rispetto degli standard ecologici e sociali, le basi della vita fisica, culturale e spirituale di tutti gli esseri umani sul pianeta.

 

“la diffusione della democrazia a tutti i rapporti sociali ed a tutte le istituzioni. Ciò implica non solo l’applicarla e approfondirla a livello politico con una nuova definizione di Stato e di Organismo internazionale, ma anche estenderne i principi alla sfera economica, della cultura e dei rapporti tra uomini e donne per renderla valore universale e ed infinito.

 

“la creazione di un ethos minimo che derivi dallo scambio multiculturale e dalle tradizioni filosofiche e religiose dei popoli, in modo che queste possano partecipare alla definizione di Bene Comune dell’umanità e della Terra e all’elaborazione di nuovi valori.

 

“la promozione di una visione spirituale del mondo che faccia giustizia alla ricerca umana del trascendente, al lavoro creativo degli esseri umani ed al nostro breve soggiorno in questo piccolo pianeta”.

 

Inoltre, d’Escoto ha nominato cinque principi etici per mantenere viva la realtà dinamica ed in costruzione del Bene Comune dell’umanità e della Terra: il rispetto, la cura, la compassione, la responsabilità universale e la cooperazione.

 

In conclusione, egli ha manifestato la profonda convinzione che l’attuale scenario non è di tragedia, ma solo di crisi. Egli afferma che “La tragedia si conclude male e con una Terra devastata che può sopravvivere senza di noi. L’attuale dolore non è il rantolo di un moribondo, ma il dolore di un nuovo parto”. E ha ricordato ai rappresentanti dei governi ” che per poter sfruttare le opportunità che l’attuale crisi ci presenta, dobbiamo mettere da parte gli atteggiamenti egoistici. Questi, infatti, cercano solo di preservare un sistema che suppone benefici solo di una minoranza, e chiaramente comporta conseguenze nefaste per la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta. “

Traduzione di Marisa Foraci