Perù: Continua La Resistenza Dei Contadini

Perù: Continua la resistenza dei Contadini

Lo sciopero nazionale agrario convocato dalle organizzazioni contadine, rurali, ed indigene del Perù, iniziato il 18 febbraio ha avuto successo in tutto il paese. La protesta organizzata ha avuto forti risonanze in tutte le regioni. Il Governo, invece di costruire un dialogo, ha risposto con la repressione indiscriminata, la dichiarazione di stato di emergenza di otto provincie del nord e l’ordine d’intervento dell’Esercito. Il bilancio al momento è di almeno quattro morti. Per assurdo è questo stesso governo che diffonde messaggi di democrazia e di partecipazione, mentre crea leggi per favorire le imprese multinazionali, la privatizzazione delle acque, la concessione dell’Amazzonia e delle zone archeologiche, così come la vendita delle terre per favorire gli investimenti stranieri. Mentre chi lotta per i propri diritti subisce repressione e vengono processati.


Questa azione repressiva fa parte di un processo di criminalizzazione delle rivendicazioni sociali, avallato dall’approvazione di undici decreti legislativi che aumentano le pene per chi ostruisce le strade e per chi compie altre azioni di protesta. Contro queste norme si sono uniti i movimenti sociali in una campagna nazionale di raccolta firme che verranno presentate al Tribunale Costituzionale.

L’azione di criminalizzazione della resistenza contadina non ha avuto inizio con questi decreti legislativi. Fino ad ora sono stati processati più di seicento indigeni per reati gravi, incluso quello di terrorismo, solo per aver difeso i diritti delle loro comunità contro gli effetti distruttivi della miniera. A questo si aggiunge la persecuzione, le accuse e le minacce permanenti ai loro dirigenti.

Il Coordinamento Andino delle Organizzazioni Indigene, CAOI, esprime tutto il suo sostegno allo Sciopero Nazionale Agrario ed alla sua piattaforma aggiuntiva. Allo stesso tempo rifiuta la repressione indiscriminata, esigendo serie sanzioni per chi ha causato le morti, l’inizio immediato del dialogo e la fine dello Stato di Emergenza e della criminalizzazione delle proteste sociali.

Miguel Palacín Quispe

Coordinatore Generale della CAOI

PIATTAFORMA DELLO SCIOPERO NAZIONALE AGRARIO:

1º Definizione di una Politica Agraria e di Protezione dell’Agro Peruviano nei confronti del Trattato di Libero Commercio, TLC.

2º Per il mantenimento dell’attuale Legge sull’Acqua N° 17752 e contro la LEGGE DELL’ACQUA DEL POTERE ESECUTIVO.

3º Per il risanamento dei debiti Agrari. Esigiamo dal governo un Decreto di Emergenza per sospendere l’acquisto delle terre da parte degli enti finanziari e di altro genere.

4º Pieno rispetto dei diritti delle comunità contadine e delle comunità amazzoniche. Rifiutiamo il Progetto di Legge N° 1770/2007-PE e tutti i progetti ideati dal potere esecutivo e contrari all’interesse delle comunità (No alla vendita all’asta delle terre della costa, della sierra e della foresta).

5º Ampliamento e avviamento immediato del Banco Agropecuario.

6º Consegna urgente del guano delle isole per una agricoltura sostenibile.

7º Dichiarazione dello Stato di Emergenza delle campagne delle valli colpite dal terremoto del 15 agosto del 2007.

8º Sviluppo immediato del Piano Nazionale per lo Sviluppo dell’Allevamento.

9º Stop alla depredazione delle risorse naturali nella nostra Amazzonia attraverso concessioni incontrollate a favore delle multinazionali petrolifere, forestali e minerarie.

10º Per un giusto prezzo del cotone peruviano, del latte, del mais e di altri prodotti.

11º No alla criminalizzazione della protesta sociale e alla persecuzione politica dei leader contadini tesi alla difesa dei diritti dei popoli.

12° Escludere la “sacra” foglia di coca dalla lista degli stupefacenti. L’attuazione dei compromessi e degli accordi firmati dallo Stato e dai produttori.

Coordinamento andino delle organizzazioni indigene – CAOI
Ecuador – Colombia – Perù – Bolivia – Chile – Argentina
www.minkandina.org