Perchè Opporsi Ad Expo Anche Dai Castelli Romani

Perchè opporsi ad Expo anche dai Castelli Romani

MaydayDEFbassa-717x1024-717x1024[su occupazioniprecaristudenti.org] Expo 2015 è ormai alle porte e nonostante la distanza che ci separa da Milano vogliamo mettere in luce i motivi della nostra opposizione all’Esposizione Universale e spiegare perché parteciperemo al corteo del 1° Maggio a Milano. Questo testo riprende il filo del discorso iniziato durante l’iniziativa del 29 marzo e fornisce qualche utile strumento per decostruire la narrazione tossica che giorno dopo giorno i media e la politica fanno dell’evento dell’anno.

 

Durante l’iniziativa abbiamo evidenziato innanzitutto una cosa. Expo2015 altro non è che un grande evento che ricalca in tutto e per tutto il modello delle grandi e piccole opere che stanno devastando i nostri territori.

 

Un milione di mc di terreni agricoli acquistati dagli Enti pubblici non prima che gli stessi acquirenti li trasformassero in terreni edificabili, regalando così 120 milioni di fondi pubblici a due privati, Fondazione Fiera e Cabassi (noto palazzinaro milanese). Un’operazione speculativa gestita da Governo regionale, Giunta di Milano e Confindustria che la Corte dei Conti ha definito solo “astrattamente ammissibile”, con lotte intestine tra cordate politiche ed economiche (Comunione e Liberazione prima, Lega poi, il tutto finito nelle mani dell’arancione Pisapia che non ha mai tentato di scontentare le cooperative, CMC in testa, che da subito si sono tuffate nell’affare), infiltrazioni mafiose e corruzione. Sembra di assistere ad un film già visto, quello proiettato in Val Susa con la TAV o a Venezia con il MOSE (ma la lista potrebbe essere molto più lunga).

 

In totale, i soldi pubblici spesi per l’acquisto e la costruzione del sito e delle opere annesse si aggira attorno ai 10 miliardi di euro, quasi totalmente finiti nelle casseforti di grandi gruppi imprenditoriali privati. Soldi che stanno arricchendo i soliti noti e che lasceranno in eredità ai cittadini milanesi solo una cosa: un enorme debito pubblico che il Comune di Milano ha già iniziato a colmare aumentando i prezzi dei biglietti dei mezzi pubblici, tagliando i servizi essenziali e svendendo quote di partecipazione ad imprese pubbliche.Insomma, le grandi opere altro non sono che uno strumento di accaparramento di denaro pubblico che aumentano i profitti di pochi e generano costi sociali per tutti. Veri e propri strumenti di shock economy che giustificano e rendono accettabili le misure di austerità necessarie per ripagare l’enorme debito generato. Le Olimpiadi invernali di Torino (oltre 4 miliardi di euro di debito per il Comune) e le Olimpiadi di Atene stanno li a ricordarci proprio questo.

 

A questo si aggiunge la corruzione che ha accompagnato la costruzione di Expo e che generalmente è descritta esclusivamente come espressione di qualche mela marcia, dalla dubbia morale e non come fattore endogeno al sistema. È chiaro, invece, che davanti ad una politica liberista che svuota da decenni le casse pubbliche a favore di quelle private, delegando la gestione dell’interesse generale a chi fa del profitto l’unico orizzonte di azione, la corruzione altro non è che uno strumento necessario ad oliare questo trasferimento e superare così quegli inutili orpelli che ancora (per poco) impediscono la privatizzazione totale della nostra società.

 

Soldi pubblici, privati cui si delega l’interesse generale senza nessun vincolo, corruzione…un mix che qui ai Castelli Romani conosciamo bene e che ritroviamo tale e quale nella storia dell’inceneritore che ancora oggi sperano di costruire ad Albano. Un’opera assolutamente inutile, la cui costruzione da parte del magnate dei rifiuti Cerroni sarà possibile soltanto se verranno sbloccati i 500 milioni di euro di fondi pubblici previsti. Un’opera insensata, e la possibilità concreta di avviare la raccolta differenziata porta a porta lo dimostra, costruita con i soldi di quei cittadini che subiranno così un doppio effetto negativo: il primo sulla loro salute, il secondo sui servizi pubblici in lento smantellamento anche ai Castelli.

 

Expo2015 è il modello paradigmatico di tutto ciò, e per questo, noi che da anni ci opponiamo alla devastazione ambientale del nostro territorio e all’utilizzo dei fondi pubblici per fini privati, non possiamo che batterci anche contro questo ennesimo scempio.

 

Ma l’interesse che Expo desta ai Castelli Romani purtroppo non riguarda soltanto gli aspetti legati al suo essere una grande opera.

 

Il tema di Expo2015 è infatti “Nutrire il Pianeta – Energie per la Vita”, un titolo altisonante che vorrebbe sottolineare l’intenzione degli organizzatori di trovare soluzioni per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e lo sradicamento della fame del mondo. ONG, associazioni varie, piccoli produttori avranno uno spazio misero rispetto ai milionari padiglioni delle maggiori multinazionali del settore alimentare (Nestlè, Monsanto, Mc Donald’s ma l’elenco è lunghissimo).

 

Come ci ha spiegato l’ospite di Terra/Terra e come è ben descritto anche dal documentario che abbiamo visto, sono proprio queste multinazionali le responsabili della distruzione dell’ambiente con l’uso di pesticidi inutili e dannosi, l’implementazione degli Ogm, la trasformazione del cibo in materie prime energetiche, l’imposizione della proprietà privata sulle sementi. È la loro agricoltura intensiva ed industriale la causa delle devastazioni ambientali e climatiche, dei danni alla salute dei consumatori e dei lavoratori. Un modello di produzione di cui sono complici anche le catene della grande distribuzione che all’interno di Expo avranno un ruolo di primo piano.

 

Fortunatamente, dall’Italia al Brasile, c’è chi resiste e giorno dopo giorno cerca diaffermare un altro modello che rispetti il diritto alla salute, il diritto ad un lavoro dignitoso, il diritto alla conservazione dell’ambiente e alla sovranità alimentare dei popoli. Lo fa senza cadere nel tranello propagandistico di Expo dei Popoli che per soli sei giorni concederà a chi ha idee alternative di esporle, permettendo così alle grandi multinazionali di ripulirsi l’immagine e fare un po’ di green-washing.

 

Che c’entra tutto questo con i Castelli Romani? C’entra perché la vocazione agricola del nostro territorio ha indotto molti amministratori e imprenditori a guardare ad Expo come una grande opportunità, una grande vetrina dove esporre i prodotti tipici dei Castelli. Ed è così che a Milano dal 1° Maggio troveremo le fragoline di Nemi, il Pane di Genzano e altri prodotti del nostro territorio. Addirittura la tradizionale Infiorata di Genzano sarà dedicata all’Esposizione Universale.

 

Ci chiediamo come possa essere un’opportunità per un piccolo produttore esporre vicino a chi usa gli Ogm o vicino a chi, con la grande distribuzione, è responsabile della distruzione del commercio locale e del rapporto diretto tra produttore e consumatore. Ci chiediamo come le amministrazioni locali possano dare adito ad un’iniziativa che, nata per nutrire il Pianeta, ha portato alla cementificazione di 1 milione di mc di terreni agricoli, arricchendo solo qualche noto palazzinaro, senza che si sappia ancora quale sarà l’uso degli impianti una volta spenti i riflettori.

 

Come dicevamo, questo testo non è esaustivo e non vogliamo affrontare tutte le contraddizioni legate ad Expo2015. La stessa iniziativa del 29 marzo ha toccato solo alcuni aspetti che Expo sta facendo emergere, in particolare il ruolo delle multinazionali agro-alimentari nella distruzione del Pianeta.

 

Abbiamo deciso, quindi, di elencare qui di seguito qualche testo (e audio) utile per comprendere cosa è realmente l’Esposizione Universale di Milano e per smontare pezzo per pezzo la lettura propagandistica che ogni giorno i media danno dell’evento che dovrebbe cambiare l’Italia e il Mondo ma che lascerà come eredità soltanto debito, cemento e precarietà.

 

L’APPELLO AL CORTEO INTERNAZIONALE DEL PRIMO MAGGIO A MILANO

 

LINK UTILI

A questo link la registrazione di una puntata di OPS Connecting Fight, trasmissione a cura del nostro collettivo che andava in onda su Radio Default, durante la quale abbiamo intervistato un esponente della rete No Expo e un attivista di Genuino Clandestino.

http://yourlisten.com/ops.ops.921/ops-connectingfightsexproprio-tour-9aprile2014

 

EXPOPOLIS

Expopolis è un libro collettivo scritto da OffTopic e Roberto Maggioni. Un’inchiesta che spiega l’origine dell’Expo e tutto quello che c’è da sapere su corruzione, appalti truccati, conflitti di interesse, cordate politiche ed economiche, chi perde e chi vince nella lotta miliardaria per partecipare alla grande abbuffata.

A questo link trovate una introduzione al libro:

http://www.carmillaonline.com/2014/01/07/expopolis-2015/

 

Qui invece potete trovare il libro intero liberamente scaricabile:

http://www.offtopiclab.org/expopolis/

 

E ancora:

Ritardi, interessi, inchieste e speculazioni: tutti i guai di Expo 2015.

 

EXPO=DEBITO

EXPO2015 significa debito

 

EXPO (E GRANDI OPERE)=CORRUZIONE

L’intreccio tra liberismo e malaffare al tempo della crisi

 

EXPO=PRECARIETÀ

Lavoratrici e lavoratori contro Expo

Tutto fuorché un evento: il primo maggio e l’Expo

 

NUTRIRE O AFFAMARE IL PIANETA?

Genuino Clandestino: NO EXPO – NO TTIP

Perchè non troverete le nostre fotografie a Expo2015

Un regime alimentare mondializzato minaccia la salute e la democrazia

L’Expo dei polli

 

AMBIENTI E TERRITORI: MATERIALI DEL SEMINARIO DI COMMUNIA A MILANO

http://www.communianet.org/ambiente/ambiente-e-territori-materiali-del-seminario-di-milano

Workshop sulla sovranità alimentare

 

Pubblicato il 09/04/20145 su  occupazioniprecaristudenti.org