Per Una Corte Penale Internazionale Sui Crimini Ambientali

Per una Corte Penale Internazionale sui Crimini Ambientali

imagesIl Parlamento Europeo guida gli organi legislativi di tutto il mondo nel percorso verso l’istituzione di una giurisdizione universale per giudicare i crimini ambientali che possono essere paragonati, per la loro gravità, a crimini contro l’umanità.

 

 

La risoluzione del Parlamento europeo 2008/99/CE e il Consiglio del 19 Novembre 2008 hanno identificato come reati ambientali:

 

  • Lo scarico illegale di sostanze o l’emissione di radiazioni ionizzanti che causino o possano causare il decesso o lesioni gravi a persone o danni rilevanti all’ambiente;
  • Il trattamento illecito, inclusa l’eliminazione, lo stoccaggio, il trasporto, l’esportazione o l’importazione illecita di rifiuti pericolosi (idrocarburi, oli esausti, fanghi di scarto, metalli e componenti di apparecchiature elettriche ed elettroniche);
  • La spedizione illegale di rifiuti al fine di ottenerne un profitto e in quantità non trascurabili;
  • Lo sfruttamento illecito di installazioni in cui si realizzi una attività pericolosa o in cui vengono immagazzinate o utilizzate sostanze o preparati pericolosi e che causino o possano causare il decesso o lesioni gravi a persone o danni sostanziali all’ambiente;
  • La fabbricazione, la lavorazione, lo stoccaggio, l’utilizzo, il trasporto, l’esportazione o l’importazione illecita di materiali nucleari o di altre sostanze radioattive pericolose, che causino o possano causare il decesso o lesioni gravi a persone o danni rilevanti all’ambiente;
  • Il possesso, l’appropriazione o il commercio di specie animali e vegetali protette;
  • Il danneggiamento illecito di un habitat protetto;
  • Il commercio o l’utilizzo illecito di sostanze dannose per l’ozono.

 

Oggi viene ripresa l’iniziativa. Questi organi propongono di creare una Corte Europea per i crimini ambientali. Dall’America, come procuratori specializzati in materia, osserviamo con entusiasmo e appoggiamo questa iniziativa che, per la rilevanza e le caratteristiche del reato penale in questione, rivoluzionerà il Diritto Penale Internazionale.

 

Ecco alcune considerazioni:

 

A) bisognerà istituire una normativa in materia di reati ambientali riferendosi ad essi come reati definiti da un pericolo astratto, senza che vi sia la necessità che si verifichi concretamente un effetto derivante da essi. Altrimenti saremmo in presenza di una legislazione perversa. E’ stato forse necessario aspettare che qualcuno morisse per overdose affinché i trattati internazionali contro il narcotraffico venissero sottoscritti dalla comunità internazionale?

 

B) Gli imputati per questo crimine saranno coloro che dirigono quelle aziende che traggono benefici dall’inquinamento o dal danno ambientale. Sono pienamente applicabili in questo caso le teorie sulla responsabilità di fatto (cioè sulla responsabilità, per azione od omissione, di chi di fatto è a capo di una organizzazione, Ndt) come nel caso dei crimini economici o della autoria mediata (cioè della responsabilità indiretta) sviluppata da importanti tribunali internazionali competenti a giudicare crimini di genocidio o violazioni dei diritti umani.

 

E’ evidente che oggi i cittadini di tutto il mondo assistono a gravissime depredazioni di risorse causate dalle imprese multinazionali e da uno Stato Nazionale esplicitamente o implicitamente complice. Imprese anche più potenti di molti governi di interi continenti, come Africa o Sud America, dove le popolazioni assistono inermi alla distruzione massiccia della natura a causa dell’implementazione di un sistema estrattivista.

 

C) Non solo si dovrà contemplare il reato ambientale come delitto doloso o intenzionale ma sarà anche necessario considerarlo colposo o negligente poiché l’ultima ratio rappresentata dal ricorso al diritto penale deve essere amplificata a fronte di un insostenibile riscaldamento globale e della spoliazione massiccia e intensiva di risorse naturali, che causano danni a migliaia di milioni di persone per il beneficio di pochi.

 

 

Antonio Gustavo Gómez es Fiscal General de Tucumán, Argentina.