Patagonia: Troppa Energia Poco Sostenibile

Patagonia: troppa energia poco sostenibile

di Giuseppe De Marzo A Sud [pubblicato su Carta] – Si chiama Hidro Aysen un grande progetto idroelettrico nella Patagonia cilena. Secondo uno studio ambientale, però, le dighe patagoniche potrebbero essere sostituite con profitto da investimenti in fonti rinnovabili a basso impatto ambientale.


Si chiama HidroAysen il progetto che prevede la costruzione di cinque mega dighe nella regione di Aysen, nel cuore della Patagonia cilena. A portarlo avanti il consorzio di imprese multinazionali Ebersis controllato da Endesa, a sua volta controllata dall’italiana Enel, che ha in mente di sfruttare la legislazione della dittatura di Pinochet per costruire un grandioso sistema di impianti idroelettrici.

Il progetto, oggi sottoposto a valutazione di impatto ambientale, prevede la costruzione di uno sbarramento sui fiumi Baker e Pascua al fine di edificare cinque grandi centrali idroelettriche che produrranno 2.750 megawatts, inviati poi verso il Cile centrale mediante una linea di trasmissione lunga oltre 2.300 chilometri.

Eppure l’ultimo studio sulla proiezione energetica del Cile, realizzato fino al 2025, lancia una conclusione tagliente: il paese ha in programma progetti che «superano abbondantemente la domanda energetica prevedibile per i prossimi 15 anni». I dati contenuti nello studio, sommati alla contrazione del consumo elettrico, rendono il progetto HidroAysén «superfluo e non necessario». Oltre a ciò, si afferma, «stando ai dati, il Cile potrebbe prescindere tranquillamente dall’usare almeno il 40 percento delle nuove centrali a carbone».

Lo studio di 91 pagine fitte, intitolato «Sono necessarie le dighe in Patagonia? Un’analisi del futuro energetico cileno», si propone di «dimostrare con dati precisi che è possibile sostituire l’eventuale apporto energetico del progetto Hidro Aysén con fonti rinnovabili ed un uso efficiente dell’energia».

Nell’aprile del 2008 la Commissione nazionale dell’energia [Cne], aveva reso pubblico che fino al 2025 la domanda di energia potrebbe crescere tra il 5,5 e il 6,5 per cento per anno, rendendo così necessario la costruzione dei mega progetti idroelettrici per far fronte a tale incremento. Questo ultimo studio rivede il dato, stimando che la domanda crescerà del 3 per cento nel 2009/2011 e del 4,5 negli anni 2012 – 2025.

Gli esperti cileni e statunitensi, autori della ricerca, affermano che, con lo sviluppo del progetto Hidro Aysén e con gli altri progetti, tra cui molte centrali a carbone i cui progetti sono stati approvati dalla

Commissione nazionale ambientale del governo del Cile [Conama] il paese avrebbe un considerevole surplus di energia disponibile a fronte delle reali necessità.

Lo studio arriva alla conclusione che per aumentare l’efficienza energetica del Cile il primo passo è sospendere la realizzazione del progetto Hidro Aysén e porre come priorità lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili. Queste considerazioni si aggiungono alle 3.150 osservazioni formulate da organismi pubblici e alle oltre 4.000 proposte da organizzazioni della società civile che lo scorso novembre sono state presentate allo studio di impatto ambientale relativo al progetto idrico.

Lo sviluppo di Hidro Aysen porterebbe all’inondazione di quasi 10.000 ettari di terreno e all’irreparabile danneggiamento del delicato ecosistema della zona, che presenta una notevole biodiversità e rappresenta una delle ultime aree del paese non ancora compromesse dalla distruzione umana.

L’inondazione priverebbe numerose comunità delle loro terre, unico capitale e strumento di sussistenza. Di conseguenza, risulterebbero seriamente danneggiate le attività economiche tradizionali delle popolazioni locali come l’agricoltura e l’allevamento.

Sin dalla prima presentazione del progetto, nel 2006, le organizzazioni della società civile riunite nella campagna Patagonia Sin Represas si oppongono con forza alla sua realizzazione.
Le responsabilità, inutile a dirsi, sono anche italiane visto che da più di un anno l’Enel ha acquistato il 51 per cento delle azioni di Endesa ereditando in questo modo anche il progetto Hidro Aysén.

Un progetto inutile oltre che dannoso al livello ambientale e sociale.

 

di Giuseppe De Marzo A Sud [pubblicato su Carta]