Parte In Kurdistan La Carovana In Difesa Dell’acqua

Parte in Kurdistan la Carovana in difesa dell’acqua

kurdistan_2“La Carovana per l’Acqua ha iniziato il suo viaggio verso il Forum Mondiale dell’Acqua di Istanbul e il Forum Alternativo dei movimenti per l’acqua pubblica con la prima tappa a Diyarbakir nel Kurdistan turco.

L’atteso incontro con Leyla Zana è stato emozionante per l’intensità degli argomenti trattati e per ciò che Leyla Zana rappresenta per il popolo kurdo. Negli anni ’90 dopo essere stata eletta molto giovane in Parlamento,  ha passato più di dieci anni in prigione per aver pronunciato in lingua kurda il suo discorso di insediamento in veste di parlamentare. Una donna coraggiosa e tenace che continua a subire processi e condanne per voler giungere al riconoscimento dei diritti di cittadinanza dei kurdi e a porre termine alle violenze affrontando sul terreno della politica la questione kurda.

Nella regione di Diyarbakir la questione kurda si interseca con il problema dell’acqua e in particolare con il piano che prevede la costruzione di oltre 40 dighe sul fiume Tigri. Questo piano non serve alla produzione di energia bensì al controllo strategico del territorio e delle popolazioni che lo abitano (kurdi); è un un territorio posto al confine con l’Iran, l’Iraq e la Siria molto sensibile sul piano degli equilibri internazionali e al fine del controllo delle risorse idriche ed energetiche.

Sarebbero queste delle “dighe per la sicurezza” e non per l’energia. Le popolazioni, i sindaci, le associazioni che le criticano sono definiti infatti terroristi dai rappresentanti del governo turco. Una di queste è la diga di Ilisu che causerebbe lo sfollamento di 75.000 persone e l’allagamento di siti storico-archelogici di notevole pregio.

Su questo la Carovana si è confrontata con l’Associazione per salvare Hasankeyf (uno dei siti archeologici pi importanti) e con il neo-costituito Forum Sociale della Mesopotamia con i quali è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento del progetto e delle cause legali promosse dai movimenti.  Una inedita iniziativa è stata avviata con la denuncia di una banca italiana (l’Unicredit) da parte della popolazione dei villaggi che verrebbero allagati. La banca è infatti uno dei potenziali finanziatori europei del progetto e pertanto responsabile dei danni sociali, ambientali, culturali che verrebbero causati a quelle comunità. La procedura legale è seguita da avvocati kurdi e italiani e punta alla realizzazione di una causa e di un eventuale processo in Italia.

Una proposta particolarmente significativa è stata presentata alla Carovana da Leyla Zana a conclusione del nostro incontro: la realizzazione a Diyarbakir di una Accademia per la Pace come luogo di incontro e confronto tra diverse culture e finalizzata a trovare proposte concrete per percorsi di pace e dare soluzione agli attuali conflitti. Il popolo kurdo è sempre stato molto attento e aperto nei confronti delle altre culture ed etnie presenti in questi e in altri territori. Nell’Accademia per la pace dovrebbe trovare un posto molto importante la sezione sull?acqua al fine di far diventare questo bene uno strumento di pace tra i popoli e di democrazia.

La Carovana parteciperà martedì 17 marzo ad Hasankeyf alla manifestazione a difesa della città e delle comunità di quella regione; durante la manifestazione saranno piantati alberi a dimostrazione della volontà di quella popolazione di continuare a vivere in quel luogo”.

Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua