Pachamama Comunità Di La Paz: Come Procedono Le Attività In Epoca Di Pandemia

Pachamama comunità di La Paz: come procedono le attività in epoca di pandemia

Le comunità beneficiarie del progetto Pachamama, come il resto del paese sono rimaste inaccessibili per diversi mesi a causa della Pandemia.

Il progetto Pachamama ha ricevuto numerose richieste in ambito di salute e di alimenti da parte dei beneficiari e partner dell’azione.  Una delle prime attività svolte durante la pandemia è stata quella di comprare e distribuite ai centri medici di Quiabaya e Tacacoma,  il materiale di bio sicurezza necessario per affrontare l’emergenza e in un secondo momento il progetto ha sostenuto la famiglie beneficiarie che maggiormente sono state colpite economicamente dalla pandemia con donazione di canaste alimentari. Parallelamente abbiamo comprato e distribuito mascherina riutilizzabili ai beneficiari e inviato tramite cellulare un pdf informatico sulla pandemia e un video sulla precauzione sanitaria. Terminata la fase di emergenza abbiamo ripreso a gran ritmo le attività di progetto.
Ad oggi sono quasi terminati i tre sistemi di irrigazione Millimbaya, Llachani e Tacachaca e prevediamo l’inaugurazione per la fine di dicembre raggiungendo tra i 15 e i 20 ettari di terreni agricoli.  Le comunità hanno lavorato duramente per poter completare i lavori prima della stagione delle piogge e sono stati coordinati da un ingegnere del progetto. I porcellini d’india donati prima della pandemia nel frattempo si sono riprodotti aumentando in questo modo le possibilità di diversificazione alimentare ed economica dei beneficiari, sono stati distribuiti 58 moduli di allevamento che beneficiano circa 140 persone.
Oltre alle attività di allevamento dei porcellini d’india abbiamo distribuito tutto il necessario per le attività di apicultura, sono state costruite e distribuite trenta arnie a varie comunità e per fine anno si inaugurerà l’attività con l’arrivo delle api regine. Per concludere le attività collegate all’agro ecologia il progetto ha implementato corsi di agricoltura biologica e distribuito semi di ortaggi e legumi per differenziare la produzione agricola locale, raggiungendo circa 150 beneficiarie.

Rispetto alle attività legate al protagonismo delle donne nelle comunità sono state elaborate in forma partecipativa delle agende di genere con proposte accordate tra le beneficiarie e che saranno presentate alle amministrazioni locali come proposte politiche e strategiche. Ai seminari partecipativi per l’elaborazione delle agende hanno partecipato circa un centinaio di beneficiarie alternandosi in incontri a livello comunitario e altri a livello municipale. All’interno delle agende sono contenute proposte economiche, anti violenza e di organizzazione territoriale attenta alle attività economiche delle donne e legate alla buona alimentazione.

Rispetto alle attività di salute, oltre a quelle svolte per la pandemia il progetto ha lavorato prima dell’emergenza di COVID in alcune fiere di salute incentrate sulla diffusione di buone pratiche di salute nutrizionali ed è stato avviato uno studio comparativo nutrizionale dal 2018 ai giorni nostri per identificare buone pratiche nutrizionali e altre da correggere. I centri medici sono stati anche equipaggiati di strumenti utili per il lavoro delle nutrizioniste per portare avanti campagne di controllo dello  stato nutrizionale  della popolazione locale soprattutto dei minori.

Le aspettative per gli ultimi mesi del progetto sono alte, la partecipazione delle comunità beneficiarie molto buone, ci dirigiamo quindi ottimisti alla conclusione delle attività previste cercando anche di dare una buona continuità al progetto con azioni future.