#NoGrandiNavi | La Lotta Per La Tutela Dei Territori E Dei Beni Comuni: Riprendiamoci La Terra, Riprendiamoci Il Mare

#NoGrandiNavi | La lotta per la tutela dei territori e dei beni comuni: riprendiamoci la terra, riprendiamoci il mare

imagesSi è conclusa ieri a Venezia la tre giorni contro le Grandi navi e le Grandi opere, che minacciano la preservazione della laguna e del territorio veneziano; un momento di lotta e di resistenza attiva per proporre un modello di sviluppo diverso, realmente democratico e partecipato, e finalmente improntato alla difesa dei beni comuni.

 

A Sud ha partecipato alle tre giornate internazionali di condivisione e di mobilitazione “No Grandi Navi”, che hanno visto il culmine proprio ieri pomeriggio, quando i manifestanti sono salpati a bordo di un esercito di piccole barche e sono infine riusciti a bloccare per qualche ora il transito delle Grandi Navi all’interno della città di Venezia.

 

“Cari turisti, state calmi. Le grandi navi non partiranno: né stamattina, né oggi pomeriggio. Andate a farvi un giro per Venezia, mangiatevi un gelato, noi stiamo difendendo la laguna!”

 

Così ieri mattina una ragazza del Comitato NO GRANDI NAVI urlava al megafono, mentre comitati, associazioni e cittadini cercavano di impedire l’imbarco e ritardare le partenze delle navi da crociera dal Porto di Venezia.

 

Una manifestazione pacifica e colorata (al contrario di quanto detto dai giornali di oggi), quella a cui A Sud ha partecipato ieri, i cui slogan richiamavano alla difesa di un territorio martoriato negli anni da questi mostri del mare che, per garantire ai loro passeggeri una vista esclusiva della città, attraversano ogni giorno i canali veneziani mettendo in serio pericolo il delicatissimo ecosistema lagunare.

 

Navi che arrivano a 330 metri di lunghezza e a 130 mila tonnellate di stazza. Nonostante gli ultimi incidenti (quelli dell’isola del Giglio e del porto di Genova) abbiano dimostrato la pericolosità delle manovre di questi colossi del mare, le grandi compagnie turistiche sembrano non preoccuparsi dei potenziali e gravissimi danni che causano.

 

L’affare turistico e gli interessi economici anche a Venezia vengono prima della difesa del territorio, dei fondali scavati dall’acqua, dell’inquinamento atmosferico e del diritto della popolazione locale di poter vivere in un ambiente sano e protetto.

 

La tre giorni organizzata dal Comitato No Grandi Navi ha visto la presenza di centinaia di attivisti provenienti da tutta Italia al campeggio allestito a Sacca Fisola, dove la mattina di sabato 8 si è tenuta una grande e partecipata assemblea dei vari comitati veneti in difesa del territorio e il pomeriggio un altro dibattito di respiro internazionale.

 

Al dibattito sono intervenute differenti realtà, ribadendo la necessità di costruire un percorso comune a livello nazionale che guardi alla difesa dei beni comuni e dei territori contro le grandi opere e le iniziative di privatizzazione portate aventi dai poteri forti e dalle lobbies finanziarie.

 

Dai comitati siciliani No MUOS, al Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua, ai Comitati contro gli inceneritori, i NO TAV, i No Dal Molin, il Teatro Valle, re-Common e numerosi movimenti che hanno lanciato appuntamenti importanti che riempiranno l’estate e l’autunno prossimo di date per tracciare momenti di riflessione e costruzione di percorsi comuni.

 

Tra questi, gli appuntamenti della Costituente dei Beni Comuni, vista come interessante cornice di approfondimento giuridico dentro la quale porre le questioni legate alla vertenze locali, il 13 giugno a Roma presso il Teatro Valle e il 1 luglio a Padova; la manifestazione contro gli inceneritori a Parma il 15 giugno; il Campeggio dei comitati in difesa del terriorio dal 10 al 14 luglio sul Monte Amiata, dove i progetti di geotermia stanno devastando il terriotorio toscano.

 

La tre giorni si è conclusa ieri con la giornata di mobilitazione. La mattina “ par tera” (per terra) migliai di attivisti hanno bloccato i crocieristi e costretto i turisti ad ascoltare le rivendicazioni dei cittadini, creando non pochi problemi all’Autorità portuale costretta a ritardare tutte le partenze.

 

Il pomeriggio “par mar” (per mare), i manifestanti sono saliti in circa 40 barchini bloccando il canale della Giudecca, letteralmente espropriato dall’Autorità Portuale all’amministrazione cittadina, per garantire il passaggio delle navi. I barchini NO GRANDI NAVI sono riusciti a resistere nonostante la pioggia ed il vento ed hanno avanzato fino ai cordoni acquatici della polizia, creando un blocco e ritardando ulteriormente il passaggio delle navi da crociera.

 

“Non è una vittoria ma da qui partiamo” dice Tommaso Cacciari, portavoce del Comitato.

 

Si prospettano così un’estate ed un autunno pieni di occasioni di scambio e di azioni di lotta per la riappropriazione degli spazi di democrazia negata.

 

A Sud è a fianco dei Comitati veneziani e di tutte le realtà che oggi in tutta Italia sono determinate a costruire spazi di democrazia reale per la gestione dei nostri torritori e delle nostre risorse, fuori dalle logiche di mercato e della finanziarizzazione dell’esistente.

 

 

Pubblichiamo l’intervista fatta da A Sud a Vilma Mazza (Global Project)

 

Per la cronaca integrale della manifestazione consultare il link.

 

Report dell’assemblea internazionale

 

Report dell’assemblea dei comitati veneti