Niscemi All’attenzione Della Stampa Internazionale Con I Francesi Di Rfi

Niscemi all’attenzione della stampa internazionale con i francesi di Rfi

[di Andrea Turco su identitainsorgenti.com] Igor Strauss è un reporter di RFI, Radio France International, radio pubblica francese seguita da 40 milioni di spettatori, che sta realizzando uno speciale sul Muos di Niscemi. Ha viaggiato in tutto il mondo, ne ha viste di cotte e di crude. A fargli da guida e da interprete è Tullio Filippone, giornalista di Repubblica Palermo e  Cafebabel

Entrambi però rimangono sconcertati quando gli facciamo vedere cosa ha significato realizzare una base militare americana all’interno di una riserva naturale. “A destra il bosco, a sinistra lo scempio” sorride amaramente Fabio, storico attivista di Niscemi.

La militarizzazione del territorio si vede anche nelle piccole cose. Appena giunti una pattuglia di militari dell’operazione Strade Sicure ci identifica. Per noi è prassi, meno per chi arriva per la prima volta. Poi mentre realizziamo le interviste veniamo controllati passo passo da una jeep del Corpo Forestale.

Tornando in città scopriamo su un quotidiano locale che proprio il Corpo Forestale di Niscemi lamenta di non veder ancora attivato il servizio antincendio. I soldi per il loro compito primario di prevenzione non ce li hanno, i soldi per seguirci  sì.  Ricapitolando: attorno ad una base militare Usa sono impiegate forze e uomini di polizia, carabinieri, finanza, forestale ed esercito. “Mancano la marina e l’aeronautica, ma giusto perchè siamo a terra” osserva Tullio.

A Igor raccontiamo delle lotte fatte per impedire che il Muos entri in funzione, di come siamo gli unici ad esserci opposti a quel micidiale impianto di onde elettromagnetiche, di come la politica ci abbia sostanzialmente abbandonato. Lo aggiorniamo sul complicato iter giudiziario. Attualmente il Muos è ancora sotto sequestro, oltre un anno dopo dalla decisione del tribunale di Caltagirone su richiesta del procuratore capo Giuseppe Verzera. Sul versante civile il Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) aveva sancito ad inizio maggio la legittimità delle autorizzazioni che hanno accompagnato l’iter di realizzazione dell’impianto.

Una sentenza annunciata (http://www.identitainsorgenti.com/sentenza-no-muos-la-cga-si-affida-alle-scelte-politiche/ ), con forti dubbi sulle modalità con le quali sono state effettuate le misurazioni ( http://www.identitainsorgenti.com/no-muos-troppo-pericolose-quelle-antenne-rinviata-laccensione-della-parabole/).

In ogni caso il movimento No Muos si è fatto trovare pronto, con la manifestazione cittadina del 15 maggio che ha visto 3mila persone scendere in piazza al grido di “unica sentenza: resistenza”. Dopo la Cassazione, anche il tribunale calatino lo scorso 4 giugno ha confermato la validità del sequestro respingendo la richiesta presentata dall’avvocatura dello Stato. Sì, funziona in questo modo a Niscemi: è il ministero della Difesa che chiede l’attivazione dell’impianto satellitare di proprietà della Us Navy. Il governo italiano sostiene gli interessi del governo statunitense e non della popolazione siciliana. Mentre il 20 maggio è cominciato un altro procedimento giudiziario, a carico di 7 imputati accusati di reati ambientali per la realizzazione del Muos. Pronti via e subito un rinvio al 22 luglio per un difetto di notifica alle parti. Giusto il tempo di depositare le molte richieste di costituzione di parte civile da parte di associazioni e comitati sulle quali il giudice si esprimerà alla prossima udienza.

Al reporter francese sembrano però interessare poco le vicende legali.  Pone molte domande, approfondisce ogni annotazione. Ride di gusto quando gli segnaliamo che prima di RFI già altre emittenti internazionali si erano interessate al Muos di Niscemi. Al Jaazera ed una tv russa su tutte, oltre il Washington Post e il Wall Street Journal (http://www.identitainsorgenti.com/sigonella-bis-febbraio-di-guerra-renzi-svende-la-sicilia-agli-usa/ ). “Tutti nemici di Obama” dice Igor. Noi invece facciamo qualche fatica a spiegargli del colore delle parabole. “Sono del color del cielo” intuisce Tullio. In effetti è una della prescrizioni della Soprintendenza di Caltanissetta, che sancì come il Muos all’interno di un Sic si potesse pure fare, a patto che fossero utilizzate pietre locali e venisse dipinto di azzurro per limitare l’impatto visivo. La giusta sensibilità per gli obiettivi sbagliati.

 

Pubblicato l’11 giugno 2016