Nigeria: Ostaggio Del MEND Rifiuta La Liberazione. “Mi Riconosco Nella Loro Causa”

Nigeria: ostaggio del MEND rifiuta la liberazione. “Mi riconosco nella loro causa”

“Poiché siamo preoccupati per la sua sicurezza, vogliamo richiamare l’attenzione dell’Ambasciata Britannica sulle nostre intenzioni in modo che possa informare il governo e fermare eventuali tentativi di attacco ai combattenti da parte della JTF che potrebbe tentare di farsi pubblicità a basso costo dicendo che Mathew è stato salvato da loro.”“La compagnia può preparasi a ricevere l’ostaggio questa sera, lo libereremo in zona sicura”. Ha detto il Mend in una e-mail firmata dal portavoce, Jomo Gbomo. Il gruppo ha anche detto che non avrà pace fino a quando il governo nigeriano non avrà liberato il leader del gruppo, Henry Okah, che è incarcerato con l’accusa di traffico di armi.

Si sarebbe conclusa così la vicenda di Matthew Maguire, che era stato rapito il 9 Settembre del 2008, insieme ad altri 26 lavoratori di varie nazionalità, a bordo della petroliera H.D. Blue Ocean all’ingresso del fiume Sambriero nello stato del Rivers nella regione del delta e il cui rilascio era legato dal Mend al rilascio di Henry Okah. L’altro ostaggio britannico, Robin Barry Hughes, era stato rilasciato dal Mend il 19 Aprile del 2009 “per motivi di salute, per la sua età e su richiesta di Henry Okah” il leader del Mend detenuto in una prigione militare a Jos.

Ancora una volta avrebbe prevalso nel Movimento del delta la ragione “umanitaria”, per il forte legame che ha spesso unito gli ostaggi, come da loro stessi dichiarato dopo il rilascio, e i giovani militanti che li detengono. Già all’inizio di maggio il portavoce Jomo Gbomo in una mail aveva dichiarato che il gruppo stava pensando di rilasciare Matthew, poi gli attacchi e la massiccia offensiva della JTF avevano ostacolato l’operazione e creato forti preoccupazioni per l’incolumità dell’ostaggio che correva il rischio di rimanere coinvolto negli scontri.

Ma il Mend ha fatto i conti senza l’oste. L’ostaggio britannico Matthew Maguire ha infatti rifiutato la liberazione : “Resto con il Mend”, ha detto. “Condivido la lotta per il cambiamento nella regione e mi sento un membro onorario del Mend. Solo quando Henry Okah sarà libero tornerò a casa”.

In una email a Thetimesofnigeria.com il Mend ha detto: “Il signor Matthew Maguire ha rifiutato il dono della sua liberazione dalla prigionia con la motivazione che egli è ora un sostenitore della causa per il cambiamento nella regione e un membro onorario del Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (Mend).

“Egli insiste sul fatto che la sua liberazione deve essere presa in considerazione solo quando Henry Okah sarò libero di partecipare ad un processo di pace credibile o se gli verrà consentito di andare all’estero per un urgente intervento chirurgico ad un rene gravemente malato e non curabile nelle strutture sanitarie nigeriane”.

“Questa è sta una sorpresa per noi e non siamo in grado cacciarlo con la forza dal nostro campo contro la sua volontà”. L’email è stata firmata da Jomo Gbomo.

Un finale a sorpresa ma non troppo. Lo stesso rilascio nel 2007 dei due tecnici dell’Agip (Eni), Francesco Arena e Cosma Russo, è avvenuto con uno scambio di doni ripreso dalle telecamere delle Iene e con interviste in cui i due lavoratori ribadivano che le richieste delle popolazioni del delta e del Mend erano legittime.

Questa è la prima volta da quando il Mend ha iniziato la sua lotta armata nel 2006, per chiedere una maggiore attenzione all’ambiente e investimenti nel delta del Niger, che uno dei loro ostaggi ha rifiutato di essere liberato.

Centinaia di messaggi di gratitudine per la sua scelta sono arrivati ai siti dei maggiori quotidiani della regione del Delta. Tutti dello stesso tenore.

“Grazie signor Maguire, mi auguro che attraverso il suo gesto molta gente nel mondo possa capire quello che sta accadendo alla nostra gente che lotta per liberarsi dalla schiavitù in cui è stata ridotta.”

Edo Dominici – A Sud