Nigeria: Liberato Henry Okah

Nigeria: liberato Henry Okah

henry nigeriaE’ appena giunta la conferma dalle agenzie di stampa internazionali del rilascio del leader del Mend, Henry Okah. Secondo la BBC il giudice ne ha decretato la liberazione oggi dopo che il governo federale ha ritirato le accuse contro di lui. Uno degli avvocati di Okah ha confermato che il suo cliente è stato liberato ed è in viaggio per la capitale Abuja. ”Okah è preoccupato per il deterioramento del suo stato di salute in carcere e vuole essere al più presto liberato”, aveva dichiarato l’avvocato e difensore dei diritti umani alla AFP. 

Il rilascio di Henry Okah, di cui avremo i dettagli nelle prossime ore, è venuto poche ore dopo che il Mend aveva lanciato un duro attacco a Lagos. «Alle ore 22,30 uomini del Mend pesantemente armati hanno condotto un attacco senza precedenti all’Atlas Cove Jetty a Lagos. Le petroliere e le navi cisterna ancora presso quella struttura sono al momento in fiamme». Così recita il comunicato con cui Jomo Gbomo, portavoce del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger, ha annunciato l’avvenuto attacco contro un terminale per il carico del greggio nella ex capitale nigeriana Lagos. Nel pomeriggio un responsabile del soccorso dell’impresa di costruzioni privata Julis Berger ha detto che cinque operai sarebbero morti carbonizzati nell’attentato.

Nello comunicato di rivendicazione dell’attacco il Mend ribadisce quanto già annunciato nei giorni scorsi “da adesso in poi useremo la tattica del doppio binario”. Proseguiranno gli attacchi alle installazioni petrolifere delle compagnie straniere e dei consorzi e contemporaneamente, però, saranno formulate richieste e proposte politiche, «dopo le adeguate consultazioni con tutti gli interessati, tra le popolazioni della regione, con i capi militari e con Herny Okah».

Dopo queste consultazioni sarà selezionato un gruppo di negoziatori che dovrà trattate con Timi Alaibe, il consigliere speciale del Presidente per gli affari del delta del Niger, nominato dal governo federale nigeriano pochi giorni fa. Il Mend dopo la nomina aveva fatto sapere di essere soddisfatto della scelta di Alaibe, “un uomo che rispettiamo e con il quale si può lavorare”. Con toni biblici, il Mend ha battezzato uragano «Mosé» l’ultima fase degli attacchi contro le multinazionali e «Gruppo Aronne» il comitato dei negoziatori. La minaccia sottintesa nel comunicato è che «una piaga» si abbatterà sul governo federale nigeriano se le richieste del Mend non saranno affrontate in un’adeguata sede politica.

Il Mend ha anche commentato positivamente la scelta di Barack Obama di fare tappa in Ghana invece che in Nigeria: “Salutiamo nostro fratello Barack Obama per aver scelto il Ghana invece di stati fallimentari come la Nigeria, l’Angola o la Guinea Equatoriale per la sua prima visita nell’Africa sub-sahariana”, si legge nel testo. «Vorremo cancellare dalla memoria immagini come quella dell’abbraccio tra Clinton e Obasanjo [l’ex presidente nigeriano, ndr]», scrive Jomo Gbomo.

L’attacco a Lagos, una città distante centinaia di chilometri dal Delta del Niger, di solito zona di operazioni del Mend, è uno smacco per l’esercito e per la marina militare nigeriana che non è riuscita a impedirlo. Ed è anche l’ennesimo segnale dell’accresciuta e sottovaluta capacità militare del Mend, che per la prima volta ha lanciato un attacco «nazionale». Secondo alcuni testimoni, nella zona del terminale attaccato si sono sentite esplosioni e colpi di arma da fuoco. La sparatoria sarebbe durata una trentina di minuti, ma non ci sarebbero state vittime né tra i guerriglieri né tra le forze di sicurezza.

 

La reazione del MEND

La liberazione di Henry Okah era la precondizione posta dal movimento per l’inizio di “qualsiasi” trattativa per portare la pace nella tormentata regione ricca di petrolio.

Dopo che gli avvocati di Okah avevano annunciato che il leader del Mend ha accettato l’amnistia offerta dal governo, il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger in una e-mail inviata alle agenzie di stampa da Jomo Gbomo, portavoce del movimento, aveva affermato di approvare la decisione presa da Okah, date le sue pessime condizioni di salute, ma ha precisato che “la sua liberazione non può essere inserita nel contesto dell’amnistia offerta ai combattenti” dal momento che Okah non ha armi da consegnare.

“Il Mend non ritiene che l’attuale offerta di amnistia  rivolta ad Okah sia rivolta anche ai combattenti per la libertà, perché non c’è spazio per qualsiasi forma di dialogo e le questioni che hanno provocato la lotta armata non vengono affrontate.“

Secondo il Mend, se il governo nigeriano vuole veramente la pace nella regione dovrà dimostrare con i fatti l’intenzione di venire incontro alle richieste della popolazione. Primo fra tutti lo sviluppo della regione, la più ricca di risorse, ma la più povera del paese. Uno sviluppo ed una bonifica del territorio che porta in dote al Mend l’appoggio di tutte le popolazioni del delta del Niger. Se il Governo ha le “carte” è il momento di farle vedere.

 

Edo Dominici – A Sud