Nigeria: Il Mend Libera 6 Ostaggi. Intervista Alla Signora Okah
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Nigeria: il Mend libera 6 ostaggi. Intervista alla signora Okah

Sei ostaggi, tre russi, due filippini e un marinaio indiano (tutti parte dell’equipaggio della Sichem Peace) sono stati liberati martedì sera dopo aver trascorso 18 giorni con i militanti del delta del Niger. La Sichem Peace era stata attaccata da un gruppo armato il 4 Luglio a circa 30 chilometri al largo di Escravos, nel Delta State. I sei ostaggi, tre russi due filippini e un marinaio indiano, sono stati portati a Lagos per un check-up medico prima di tornare nei loro paesi. Il Movimento per l’emancipazione del delta del Niger ha detto che i sei sono stati rilasciati nel quadro del cessate il fuoco di 60 giorni annunciato la scorsa settimana.

I militanti hanno bloccato gli attacchi la scorsa settimana, dopo che il governo, in gravi difficoltà, ha rilasciato Henry Okah. La prospettiva di un negoziato è stata accolta con favore da entrambe le parti, ma il portavoce dei militanti, Jomo Gbomo, ha avvertito che il suo gruppo interromperebbe il cessate il fuoco se dovessero partire i lavori per riparare gli oleodotti e le strutture distrutte negli attacchi.

“Si tratta di un parte dell’attuale cessate il fuoco”, ha detto Jomo Gbomo in una dichiarazione. “Ci auguriamo che il governo federale ricambi il nostro gesto”. I militanti chiedono al governo di ritirare le truppe dal delta del Niger e di aiutare le persone a tornare nelle loro case da dove sono stati costretti a fuggire durante gli attacchi. Il rilascio dei sei ostaggi è comunque un segnale distensivo tra le due parti prima dell’avvio del tavolo negoziale vero e proprio.

Queste ultime settimane in Nigeria sono state segnate anche dal rilascio del più noto dei leader militanti, Henry Okah. Sono molti gli osservatori che si augurano che possa portare la pace nell’agitato delta del Niger. Waldimar Pelser di SaharaReporters ha parlato con la moglie di Okah nella casa della coppia a Johannesburg.
Quando nel settembre scorso due subacquei sudafricani sono stati rapiti da un gruppo di ribelli nella regione del Delta del Niger, una telefonata da Johannesburg ha contribuito a garantire la loro liberazione. La chiamata è stata fatta da Azuka Okah, una donna di 43 anni madre di quattro bambini che è anche la moglie di Henry Okah, uno dei principali militanti del Mend. Sebbene lei neghi che Henry Okah sia il leader del Mend, nelle settimane scorse un comandante del movimento, “Boyloaf”, ha confermato alla AFP che Okah è il loro leader.

Fino a lunedì della scorsa settimana Okah è stato tenuto in una cella sotterranea senza finestre, e gli venivano contestati 63 capi di imputazione, compreso sabotaggio, complicità in rapine in banca, affitto di mercenari, traffico d’armi, l’acquisto di missili terra-aria, complicità in rapimento, contraffazione e pirateria. Poi le accuse si sono ridotte a tre e lunedì sono decadute anche queste.

Okah, che ha una malattia ai reni, ha affermato che mentre era in stato di detenzione le guardie hanno cercato di avvelenare il suo cibo e, una volta hanno liberato due serpenti velenosi nella sua cella. A Johannesburg la moglie diceva ai loro figli, Eniye (14), Tari (9), Ebimi (7) e Didi (6) che il loro papà era “fuori per lavoro”.

“I bambini sono protetti. Non sanno, “dice la madre”. Nel conflitto nigeriano Okah è stato definito in vari modi, un “imprenditore della guerriglia” per il sito Global Guerillas, il “maestro di armi” per il governo della Nigeria. Azuka Okah dice che il marito è coinvolto nella lotta dal 1990 ed è “sempre stato interessato”. Lei non lo chiama il leader del Mend. “È più corretto dire che è un simpatizzante della causa. Come può essere il leader, è uno dei tanti della rete“, afferma.

“La gente associa il Mend con la militanza, ma per mio marito è più che militanza. So che il governo ha chiesto la sua opinione e il suo aiuto, non solo in campo militare, ma anche su questioni sociali e della salute”. “Ma a causa delle forti radici di militanza nel Mend, e per quello che mio marito è, loro lo collegano con i militanti”.

Molti credono che Jomo Gbomo è effettivamente Henry Okah stesso o sua moglie, che chiama Gbomo “JG” e ammette: “Non è il suo vero nome”.

Il Wall Street Journal ha riferito che l’indirizzo Yahoo utilizzato per le mail da Gbomo è stato una volta tracciato per il Sudafrica. “Credo che JG è qualcuno che è molto concentrato, che non ha lati nascosti da offrire. Lui è qualcuno che vuole vedere i risultati, qualcuno che mi ha spinto ad avere rispetto per lui. Ha un cuore puro.“ dice Azuka.

Il Mend è stato veloce a rispondere all’amnistia di Okah, dichiarando un cessate il fuoco di 60 giorni, due giorni dopo la sua liberazione. “Diversi sono i fattori che hanno influito sulla nostra decisione, soprattutto la liberazione del signor Henry Okah dalla custodia del governo”, ha detto Gbomo.

Molti credono che Okah sia la chiave per la pace nel Delta. In una relazione di aprile, a Bruxelles, il comitato International Crisis Group (ICG) ha sollecitato il Presidente della Nigeria Umaru Yar’Adua di seguire il consiglio di costituire un comitato tecnico per risolvere la crisi del Delta e di concedere “l’amnistia per i dirigenti le cui azioni sono state politiche piuttosto che penalmente rilevanti, compreso il leader in carcere del Movimento per l’emancipazione del delta del Niger, Henry Okah “.

Se con la liberazione di Henry Okah la Nigeria porta con sé una rinnovata speranza per la pace, a sua moglie porta la speranza che i loro figli saranno presto in grado di tornare in una più giusta Nigeria. Molte parti del Delta mancano ancora di strade, scuole e di energia elettrica, anche se la regione è la fonte di tutte le ricchezze della Nigeria.

“Se il governo è corretto e sincero io credo che cambierà la situazione nel Delta”, afferma Azuka, “ma vediamo che cosa esce dalla nuova offerta. Questo è quello per cui sta lottando Henry, comunque. Come sta andando e come è coinvolto non lo so, ma conosco Henry. Non posso dirgli di prendere una pausa ” dice Azuka Okah concludendo l’intervista.

 

Edo Dominici – A Sud