Movimenti Sociali Cileni Contro La Privatizzazione Del Mare

Movimenti sociali cileni contro la privatizzazione del mare

Sollecito alla Presidente Bachelet per il ritiro del progetto di privatizzazione del mare – Organizzazioni cittadine ed i senatori del paese hanno inviato alla fine di luglio una lettera alla presidente Michelle Bachelet in cui sollecitano il ritiro dall’esame parlamentare del progetto che privatizza il mare, cedendo alle compagnie di salmone ampie zone marine nel sud del Cile tramite ipoteche delle banche, pagando così i debiti milionari ed ottenere nuovo credito.

 

Il progetto proposto dal Senato, è fortemente appoggiato dai banchieri cileni e stranieri, nonché dalle compagnie dell’acqua nazionali e multinazionali. É appoggiato dallo stesso Felipe Sandoval, che secondo l’organo di controllo della Repubblica ha infranto la lealtà amministrativa ottenendo 380 milioni di pesos quando era Sottosegretario alla Pesca, ma continua comunque a rappresentare la presidente Bachelet nelle discussioni sulla questione delle compagnie di salmone.

Il documento segnala alla presidente che le modifiche alla Legge Generale di Pesca e Colture dell’acqua è incostituzionale, “permettendo alle grandi imprese di salmone di ipotecare ed ottenere concessioni su Beni Nazionali di Uso Pubblico dalle banche accreditanti (BBVA, Rabobank, BICE, BancoChile, tra le varie)”.

È per questo motivo che le organizzazioni ed i senatori si oppongono agli articoli “81 e 81 bis, che consacrano la possibilità, per le compagnie di salmone, di ipotecare le proprie concessioni con la banca accreditante, condizione fondamentale per il sistema finanziario al fine di ottenere la copertura del plurimilionario passivo di bilancio dell’industria esportatrice, vicino ai 2500 milioni di dollari”.

Le organizzazioni ed i legislatori affermano, inoltre, che il progetto di privatizzazione attenta alla “sovranità nazionale, per la privatizzazione con la figura del “gruppo di imprese di salmone”, di ampie aree costiere di Chiloè, Aysèn e Magallanes, che saranno affidate alle multinazionali del salmone norvegesi, spagnole e giapponesi, a banche europee di credito di queste compagnie”.

Al Palacio de la Moneda hanno parteciparo rappresentanti del Centro di Conservazione Cetacea, della Confederazione dei Sindacati Bancari, dell’Osservatorio di Conflitti Ambientali, di Ecoceanos, della Lega Cittadina Consumatori ed il senatore Guido Girardi. La lettera è stata firmata anche dal senatore Alejandro Navarro, dalla Federazione di Lavoratori del Salmone di Quellon, dall’Associazione Miticultures, dalla Comunità Mapuche Huilliche Pepiukelen e dalla Fondazione Melimoyu.

L’azione cittadina è parte della campagna nazionale ed internazionale “No alla privatizzazione del mare”, che nella penultima settimana di Luglio ha cominciato a diffondersi in diversi settori sociali del paese.

Le organizzazioni che appoggiano la campagna hanno creato un sito web per far firmare una petizione contro il grande furto dei beni nazionali di uso pubblico; si può inviare un messaggio con l’oggetto “No a la Privatizaciòn del Mar” all’indirizzo ecoceanos@ecoceanos.cl.

Per firmare la petizione, invece, andare sul sito: http://www.thepetitionsite.com/1/di-no-a-la-privatizacion-del-mar-chileno

 

da: Adital