Migranti Forzati Del Clima

Migranti forzati del clima

I cambiamenti climatici che stanno sempre più interessando il nostro pianeta hanno inevitabilmente un impatto sullo stile di vita di tutti i suoi abitanti, in primis sulle persone che vivono in contesti particolarmente vulnerabili (per esempio a causa dell’innalzamento del livello del mare o di fenomeni naturali sempre più frequenti e violenti).

In seguito a questa situazione, sono aumentate negli ultimi anni le persone costrette senza possibilità di scelta ad abbandonare, temporaneamente o permanentemente, le loro terre originarie e a trasferirsi altrove. Questo compromette seriamente la qualità della loro vita e, soprattutto, causa la perdita di tutti i diritti. Le condizioni di vita precarie, soprattutto delle donne, la conseguente totale mancanza di dignità e le violazioni dei diritti umani fondamentali, unite alla perdita della loro identità, porta la maggior parte di queste persone a vivere negli slums delle grandi città.

Vari degli incontri organizzati al Klimaforum di Copenhagen hanno posto l’attenzione proprio su questo tema e sulla necessità di ottenere per tali persone un riconoscimento ufficiale nell’ambito di un nuovo Protocollo internazionale.

Definiti indistintamente come “rifugiati ambientali” o “climatici” o “migranti a causa dei cambiamenti climatici”, non possono essere considerati in realtà dei rifugiati veri e propri in base alla Convenzione di Ginevra del 1951 (è rifugiato chi lascia il proprio Paese per motivi politici, religiosi, etnici, a causa di persecuzioni razziali) e non trovano protezione dei propri diritti nemmeno in documenti a livello regionale o nazionale.

Particolare rilevanza viene data al caso del Bangladesh, paese frequentemente colpito da cicloni ed il cui 18% delle terre viene periodicamente inondato dall’acqua salata del mare, provocando seri problemi per migliaia di persone che vivono lungo la costa e riducendo notevolmente la produttività agricola. Il rappresentante di Equity and Justice Working Group (EquityBD) ha lanciato una campagna globale per portare i leader del mondo a sviluppare un nuovo strumento legale che assicuri la riabilitazione sociale, culturale ed economica di queste persone, coniando anche un nuovo termine per definirli: “Universal Natural Persons”.

da: http://www.versocopenaghen09.org