Mi Chiamo Victoria

Mi chiamo Victoria

 di Marica Di Pierri su Carta

La più giovane deputata del parlamento federale argentino è Victoria Donda, figlia di desaparecidos. Questa è la sua storia.

È in Italia in questi giorni la parlamentare Argentina Victoria Donda, per promuovere l’uscita in Italia del suo libro «Il mio nome è Victoria» [ed. Corbaccio ] e parlare della sua incredibile storia.

La sua storia è la stessa di centinaia di giovani argentini, che a un certo punto della loro vita scoprono di aver vissuto in famiglie alle quali erano stati affidati dopo essere stati strappati alle madri, assassinate e fatte sparire ai tempi della dittatura subito dopo averli dati alla luce.

Nel marzo del 1976 l’ennesimo colpo di stato porta al potere in Argentina il dittatore Videla. L’ultima dittatura argentina dura 7 anni, durante i quali sono circa 30.000 i desaparecidos, quasi tutti giovanissimi. I sequestri avvengono in segreto, senza clamore.

La prassi è che i sequestrati vengano sottoposti a sevizie, prima della definitiva sparizione. Tristemente famosa come luogo di tortura è in quegli anni l’ex scuola per allievi sotto ufficiali della marina militare argentina, Esma. Gran parte dei giovani rapiti dal regime viene uccisa attraverso i cosiddetti «voli della morte»: legati, imbavagliati e lanciati da piccoli velivoli direttamente nel Rio della Plata. Le donne incinta vengono tenute in vita fino al parto, poi uccise. I figli vengono affidati in molti casi a famiglie vicine al regime.

Sin da subito, dal 1977 le madri di queste migliaia di giovani iniziano a cercare i loro figli e a chiedere verità e giustizia. Alcune di loro prendono ad incontrarsi una volta a settimana a Plaza de Mayo. Mettono in testa un fazzoletto bianco. È nato il movimento delle Madri di Plaza di Mayo, poi divenute le Abuelas, nonne. Prima cercavano i loro figli, adesso cercano i nipoti.

Victoria si chiama così da quando aveva 27 anni. Era il 2003. Analia – questo il suo nome allora – era figlia di una famiglia come tante altre in Argentina. Una giovane impegnata: attivista e militante da anni del movimento sociale di sinistra Barrios De Piè – nonostante la famiglia fosse conservatrice.

Il padre adottivo Raul, commerciante di frutta e militare, poi congedato, durante la dittatura viene coinvolto in una inchiesta sui crimini commessi dal regime argentino dal giudice spagnolo Baldazar Garzòn che spicca contro di lui ed altri gendarmi argentini un mandato di cattura internazionale. È uno dei tanti casi di giudizi avviati all’estero, in Europa, per fare luce sui crimini della dittatura militare, contro la quale in Argentina per molti anni era stato impossibile chiedere ed ottenere giustizia.

Analia che fino ad allora aveva sempre creduto che Raul fosse estraneo alle atrocità del regime subisce un duro colpo. Raul non regge l’onta e tenta il suicidio. È allora che le abuelas decidono di farsi avanti. Contattano Analia e le parlano dei loro dubbi. Dopo un periodo di profondo turbamento Analia decide di fare il test del Dna. E scopre che il suo nome è Victoria, che la madre prima di essere assassinata due settimane dopo il parto l’aveva chiamata così, e le aveva cucito due fili azzurri nei lobi come segno di riconoscimento.

«Quando ho scoperto di essere figlia di desaparecidos è come se il mondo si fosse completamente capovolto dalla sera alla mattina – racconta Victoria – Provavo tutti assieme sentimenti contrastanti che mi straziavano: orgoglio perché avevo scoperto di essere nata dall’amore di due persone che avevano lottato fino all’ultimo per i loro ideali; dolore perché non avevo potuto conoscerli e perché di colpo mi trovavo immersa in una vita che non era così reale come avevo immaginato, rabbia per l’ingiustizia subita da me e dai miei genitori e perché la verità mi era stata per così tanto tempo negata».

La storia di Victoria è divenuta un simbolo per la lotta contro l’impunità in Argentina. Come lei sono centinaia i giovani ignari della proprio storia, che vivono una vita basata sulla menzogna.

Dal 2007 Victoria Donda è parlamentare del partito di sinistra Frente para la Victoria ed è attualmente la più giovane deputata del parlamento argentino.