Messico: Sequestrato E Torturato Il Leader Della APPO

Messico: sequestrato e torturato il leader della APPO

mexico appoI fatti: mercoledì 4 marzo alle 2 del pomeriggio, dopo aver assistito ad una riunione del Sindacato Libero dei Lavoratori del Municipio di Oaxaca Marcelino Coache camminava per il centro storico della Città di Oaxaca, quanto tre persone lo hanno fermato e sequestrato portandolo via con un camioncino nero con un sacco sulla testa.
Dopo ore di cammino Marcelino ha riferito di aver sentito la vettura fermarsi. Appena sceso lo hanno costretto a denudarsi e a lasciare i suoi effetti personali, ad inginocchiarsi e a portare le mani dietro la nuca, gli hanno legato le mani ed imbavagliato la bocca dopo averlo apostrofato con insulti di vario genere.Lo hanno malmenato con il calcio delle armi che portavano, bruciato il vari punti della pelle con i mozziconi di sigaretta: sul petto, sulle gambe, all’inguine. Gli hanno rovesciato addosso benzina e minacciato di bruciarlo vivo.

Dopo 24 ore di torture Marcelino ha riferito di aver sentito i suoi aguzzini allontanarsi. Dopo poco si è alzato e ha iniziato a camminare verso la strada, dove un taxi lo ha tratto in salvo.

La diagnosi del medico che lo ha visitato appena rilasciato parlava di contusioni multiple, ustioni di 2° e 3° grado, ematomi vari, edema labiale.

La storia di Marcelino è una storia di lotta. E’ stato responsabile della Commissione di stampa e propaganda dell’APPO, Segretario Generale del Sindacato Libero di Lavoratori del Municipio di Oaxaca. Era già stato detenuto a Città del Messico il 4 dicembre 2006 assieme a Flavio Sosa, Horacio Sosa e Ignacio García, compagni di lotta e di protesta accusati di saccheggio, sedizione e ribellione. E’ stato liberato il 31 maggio 2007 per mancanza di elementi di prova a suo carico.
Da allora ha continuato nel suo instancabile impegno sociale.

Di fronte al grave attacco alla sua libertà ed inculumità personale, la Commissione Diocesana di Giustizia e pace, il Centro Regionale per i Diritti Umani “Bartolomé Carrasco Briseño” A.C. e molte organizzazioni nazionali ed internazionali hanno condannato con  forza il ricorso frequente alla pratica della tortura utilizzata in Messico per togliere voce a coloro che protestano contro le ingiustizie e lottano per costruire una società più giusta.

Chiediamo:

1. che lo Stato messicano rispetti i trattati internazionali che proibiscono il ricorso alla tortura;
2. che alle vittime della tortura sia garantita giustizia
3. alle autorità giudiziarie che pongano in atto indagini serie ed imparziali su quanto avvenuto.

Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca