Messico: Sciopero Nazionale E Repressione Militare

Messico: Sciopero nazionale e repressione militare

 

Lo “sciopero civico”, capeggiato da integranti e simpatizzanti del Sindacato Messicano degli Elettricisti (SME), dello scorso mercoledì (11), è finito con una repressione da parte della polizia. La manifestazione – contro la chiusura, da parte dello Stato, della compagnia elettrica Luz y Fuerza del Centro (LyFC) e la dimissione di 44 mila lavoratori, avvenuta lo scorso 10 ottobre- si è conclusa con diverse persone ferite e 10 arresti.


In conformità alle informazioni di Telesur, la Polizia Federale del Messico ha scagliato equipaggi antisommossa e gas lacrimogeni contro i manifestanti che si trovavano nelle strade del paese. Le persone trattenute e quattro veicoli sono stati portati al Ministero Pubblico Federale Tlalnepantla, Città del Messico.

I manifestanti richiedevano la deroga del decreto sulla chiusura della compagnia e l’allontanamento della Polizia Federale dagli stabilimenti della LyFC. Alle mobilitazioni hanno partecipato non solo gli elettricisti e i lavoratori della compagnia, ma anche organizzazioni sociali, donne, studenti e sindacalisti di varie regioni del paese.

Anche gli studenti dell’Università Autonoma del Messico (Unam) hanno promosso mobilitazioni in diversi luoghi. Secondo le informazioni di Kaos en la Red, gli universitari hanno organizzato scioperi all’interno di istituti superiori, Scuola di Scienze Umanistiche Azcapotzalco, Preparatoria 5 e Facoltà di Studi Superiori Acatlan.

Gli studenti dell’Università Autonoma Metropolitana hanno ricevuto opposizioni dai membri della Polizia Federale e dalla polizia del Distretto Federale per aver scioperato nell’edificio Xochimilco. Le mobilitazioni sono avvenute anche nella zona metropolitana di Città del Messico.

Nonostante il sostegno della popolazione messicana, il governo federale e le autorità locali hanno risposto alla dimostrazione con la repressione. Secondo le informazioni di Kaos en la Red, le manifestazioni hanno ricevuto almeno tre attacchi da parte delle truppe di Polizia Federale Preventiva (PFP) in tre distinte aree del centro Messico.

Secondo Kaos en la Red, nel Distretto Federale e nello Stato del Messico, le attività della Polizia includevano elicotteri e vari agenti del Corpo dei Granatieri.

Le repressioni sono avvenute anche sulle autostrade Messico-Puebla e Messico-Cuernavaca, dove gli agenti della PFP hanno lanciato gas lacrimogeni per respingere i manifestanti. La repressione più violenta è avvenuta sull’autostrada Messico- Querétaro, con gas lacrimogeni e aggressioni ai lavoratori.

Traduzione di Ramona Capaldo