Messico: “dall’allerta Epidemiologica All’allerta Proletaria”

Messico: “dall’allerta epidemiologica all’allerta proletaria”

messico povertàCon il passare delle ore, a partire dalla notte del 23 aprile in cui le autorità sanitarie federali hanno annunciato con ritardo lo scoppio dell’emergenza chiamando la popolazione ad adottare misure preventive, l’informazione risulta sempre più complicata, parziale e contraddittoria, contribuendo così a generare un clima  di speculazione, di paranoia informativa e di panico diffuso, che ha distolto l’attenzione dai grandi problemi del paese e, di conseguenza, creato una momentanea stasi dei movimenti sociali.

 

Fino ad ora l’informazione non è stata puntuale e trasparente, generando una situazione di insicurezza a causa del numero imprecisato di morti : più di cento o quindici?; il grado di diffusione del virus: si tratta di malattia o pandemia?; la data di inizio dell’emergenza sanitaria e soprattutto l’origine di tutto questo: naturale comparsa del virus o  produzione biotecnologica? In tutto questo caos, se qualcosa è emerso chiaramente è  lo stato di grave inefficienza del sistema sanitario e lo smantellamento del sistema di sicurezza sociale prodotto dei governi neoliberali, che ha messo in evidenza non solo la mancanza di servizi, ospedali, medicine ma anche le precarie condizioni dei lavoratori in fatto di salute, mentre grazie alla crisi sanitaria i grandi laboratori e le industrie farmaceutiche hanno aumentato i loro guadagni, a fronte di una situazione (solo un mese fa) di forte crisi.

 

In tutto questo vale la pena notare come Felipe Calderon stia approfittando della situazione per legittimare il suo mandato e proseguire nella militarizzazione del paese, con esercizi castrensi che vanno dai reparti antisommossa alla legalizzazione di sgomberi domiciliari per motivi sanitari, così come ne sta approfittando  il Distretto Federale, che ha quasi paralizzato la capitale varando misure radicali che potrebbero mettere in pericolo l’economia dello stesso distretto, in un’ottica di breve termine, sebbene la giustificazione di questi provvedimenti sia stata la priorità accordata alla salute e alla vita.

 

Stando così le cose, l’allerta epidemiologica deve diventare allerta sanitaria per tutti i lavoratori del paese, non solo per evitare di essere ingannati e manipolati ancora una volta, ma anche per evitare la strumentalizzazione di questa emergenza sanitaria da parte del potere, l’amministrazione irresponsabile e deficitaria della crisi che potrebbe rivelarsi una vera tragedia per il paese, sia economicamente che dal punto di vista sanitario dal momento che 27.7 milioni di persone in età da lavoro, più le rispettive famiglie, non godono di copertura medica e assistenza sociale, ingrossando le fila dei disoccupati, sottoccupati e lavoratori del settore informale, situazione che è andata aggravandosi nel periodo che va dall’ottobre 2008 al marzo 2009 con il licenziamento di quasi 600mila lavoratori in tutto il paese. Questo implica che coloro che hanno perduto il lavoro non potranno godere dell’assistenza sanitaria fornita dal IMSS, dal momento che il programma Seguro Popular risulta completamente inefficace.

 

Nelle ultime settimane di crisi, grazie al ruolo attivo delle organizzazioni sindacali e sociali di sinistra, il movimento popolare ha mostrato segnali di ripresa, che adesso sembrano rallentare, lasciando per il momento da parte la commemorazione del primo maggio e le azioni di resistenza dei minatori in difesa del sindacato e del diritto di sciopero, così come la lotta degli insegnanti della CNTE contro il sistema delle pensioni e contro la Alleanza per la Qualità dell’Educazione.

 

Nonostante i lavoratori non abbiano potuto festeggiare nelle strade il primo maggio come negli anni precedenti, noi giuristi manteniamo questa ricorrenza e il suo significato nella nostra memoria, riaffermando la nostra assoluta disponibilità a seguire nella lotta per un paese e un mondo migliori. Per questa ragione  operai, minatori, insegnanti e tutti i lavoratori promettono di tornare alla ribalta. Adesso dobbiamo attenerci con prudenza e lucidità alle misure decise per fronteggiare la crisi, mentre esortiamo i sindacati e le organizzazioni sociali a proseguire uniti. Dobbiamo creare un nostro comitato che, previa opinione di personale medico, orienti autonomamente le nostre decisioni come movimenti sociali, per smettere di essere carne da laboratorio dei capitalisti e esigere giustizia rispetto alla legge e alla dignità di chi lavora.

Questa è l’unica opzione possibile.
PRESIDENZA COLLEGIALE DELL’UNIONE DI GIURISTI DEL MESSICO

 

www.uniondejuristasdeméxico.com

Traduzione di Francesca Casafina