Messico: Migliaia In Piazza Contro Il TLC Del Nord America

Messico: migliaia in piazza contro il TLC del Nord America

Ieri 31 gennaio migliaia di contadini messicani si sono riuniti a Città del Messico per manifestare contro il Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord – TLCAN. L’enorme marcia ha percorso le vie della capitale fino al centro per difendere il diritto alla sovranità alimentare e per difendere le aree rurali dalle conseguenze dell’apertura del mercato con gli Stati Uniti ed il Canada. La sussistenza di circa 110 milioni di messicani dipende dal settore alimentare, 30 milioni dei quali lavorano nelle aree rurali. Secondo i movimenti sociali messicani, la questione alimentare in Messico è una questione di “Sicurezza Nazionale”.
 

In questo senso, l’entrata in vigore dell’ultima tappa del TLCAN – che abolisce le tasse per le importazioni argopecuarie sta incidendo gravemente sull’economia del paese, in particolare nelle aree rurali. Anche chi non vive di agricoltura sta però risentendo ugualmente dell’aumento dei prezzi dei prodotti e dei combustibili.
 
Il Governo sta affrontando le mobilitazioni sociali in maniera aggressiva, senza alcuna apertura al dialogo e difendendo senza possibilità di interlocuzione la politica di svendita delle risorse e di esclusione sociale.
 
Nel comunicato, le organizzazioni hanno chiamato la società civile a unirsi al “Movimento Nazionale per la Sovranità Alimentare, i Diritti dei lavoratori e le libertà democratiche”, che continuerà le mobilitazioni anche nei prossimi mesi. “L’attuale modello neoliberale ha prodotto sulla società messicana pesanti conseguenze di ordine economico e sociale che non permettono di garantire ai cittadini i diritti loro riconosciuti dalla Costituzione. La disoccupazione, la povertà e la mancanza di diritti sono fattori in aumento soprattutto presso i gruppi sociali disagiati sia nelle aree rurali che urbane. Con lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali e il progressivo degrado ambientale, il problema sociale si sta aggravando al punto tale da rendere urgente una azione massiccia per cambiare questo modello”.