Messico: Le Comunità Di Oaxaca Contro Le Attività Minerarie

Messico: le comunità di Oaxaca contro le attività minerarie

estrazione minieraA San Jerónimo Taviche si trovano i residui di una miniera che è stata attiva più di 25 anni fa, a causa dei quali molti degli abitanti sono morti per malattie croniche, renali e per la maggior parte con tumori provocati dai residui tossici presenti nell’acqua inquinata del manto freatico.

 

La compagnia mineraria CUZCATLAN, filiale della FORTUNA SILVER, sta causando agli abitanti una situazione di grave rischio, a causa della debilitazione del suolo comunitario causata dall’utilizzo di esplosivi per la costruzione di tunnel; il risultato è che gli edifici dei due municipi più vicini alla miniera – San José del Progreso e Magdalena Ocotlán – già presentano danni strutturali.

 

Queste sono le conseguenze immediate che già patiscono gli abitanti, in quella che la stessa industria Cuzcatlán definisce solamente come una “fase di esplorazione”. Senza contare il grave inquinamento provocato dall’uso di cianuro, arsenico ed altre sostanze tossiche, che stanno avvelenando le acque, distruggendo l’ambiente e la vita comunitaria già nella prima fase di esplorazione, per estrarre l’oro e l’argento.

 

Di fronte a tale situazione, le comunità hanno deciso di svolgere un’assemblea nel municipio di San José del Progreso per sollecitare le autorità ad affrontare con serietà il problema, sebbene le autorità abbiano assolutamente evitato di farlo, appoggiando la posizione dell’industria mineraria e mostrandosi indifferenti alla richiesta.

 

Da questo momento, gli abitanti di San José del Progreso si sono riuniti, secondo i propri usi e costumi, in un Consiglio del Governo Popolare Municipale, per indagare a fondo sullo sfruttamento del sottosuolo messo in atto dall’industria mineraria per l’estrazione di oro ed argento. In seguito, su accordo della maggioranza, le persone hanno occupato il perimetro esterno alla miniera e hanno impedito lo svolgimento dei lavori, giacché le installazioni sono state chiuse con sigilli da un pubblico notaio.

 

La richiesta delle comunità è il ritiro dell’industria mineraria, per il danno ambientale che apporta. La compagnia Cuzcatlan, filiale della Fortuna Silver, ha chiuso rabbiosamente i battenti, dando il via ad una campagna diffamatoria e minacciosa ad opera del presidente municipale di San José del Progreso, Venancio Oscar Martínez Rivera, nei confronti di vari settori della società di Ocotlán, che si sono permessi di prendere una posizione di fronte ai gravi effetti di inquinamento e distruzione ambientale causati dalla miniera.

 

In un’assemblea realizzata nello spiazzo municipale di San José del Progreso, il presidente municipale Venancio Oscar Martínez Rivera ha minacciato direttamente la compagna María del Carmen López Almazán ed il compagno Agustín Ríos Cruz, membri del COMITATO DI DIFESA DEI DIRITTI DEL POPOLO (CODEP) e membri altresì del COORDINAMENTO IN DIFESA DELLE RISORSE NATURALI E DI NOSTRA MADRE TERRA DELLA VALLE DI OCOTLÁN.

 

Pochi giorni dopo l’Assemblea, sedicenti agenti ministeriali, senza mostrare alcuna ordinanza di arresto, hanno cercato di sequestrare il signor Agustín Ríos, membro del Comitato di Difesa dei Diritti del Popolo (CODEP) e del Coordinamento in Difesa delle Risorse Naturali e di Nostra Madre Terra della Valle di Ocotlán. I sequestratori sono scesi da due veicoli, una camionetta bianca modello Lobo e una Tsuru di colore bianco, con targa TJN-44-78, hanno fatto irruzione nell’accampamento, aprendo la cartucciera, ed hanno minacciato di sparare con pistole e fucili a donne, bambini ed uomini. Nell’abitacolo del camion si trovava una persona, che ha indicato Agustín Ríos. Quando si è chiesto loro di mostrare l’ordinanza di arresto o un provvedimento giudiziale, hanno risposto cinicamente che “portavano l’ordine diretto del governatore, per cui non avevano bisogno di nessuna autorizzazione”, mostrando immediatamente l’intenzione di condurlo via.

 

Gli ambientalisti di Oaxaca che si trovavano all’esterno della miniera sono intervenuti per liberare il compagno che stava per essere sequestrato. Il governo di Oaxaca si è trasformato in uno strumento del capitale multinazionale, che opera attraverso gli organi ministeriali o i gruppi violenti  come quello del presidente di San José del Progreso, che è un portavoce dell’industria mineraria Cuzcatlan e che è stato comprato con piccoli favori ed indotto a compiere un’opera di propaganda diffamatoria contro gli ambientalisti. Con questi fatti provocatori, il governo del criminale Ulises Ruiz cerca di giustificare la brutale repressione svolta contro il popolo, come quella del 2006.

 

Lo stesso giorno, fra le dieci e le undici del mattino, si è fatto un passo importante nella lotta, con il ritiro di trenta tonnellate di esplosivo che aveva posto in pericolo la vita degli abitanti di San José del Progreso e Magdalena Ocotlán, con la partecipazione di rappresentanti dell’industria OVIEDO, dell’industria SEDENA, dell’industria mineraria e di rappresentanti popolari, che hanno registrato l’avvenimento alla presenza del notaio pubblico numero 78 di Oaxaca, che prendeva atto:

 

  • in primo luogo, delle minacce rivolte dall’industria Cuzcatlán, attraverso i suoi rappresentanti legali, ai compagni Agustín Ríos, Hilario Vásquez Gómez, Apolinar García Vásquez, María del Carmen López Almazán e a tutti i membri del movimento ambientalista, tanto del Coordinamento in Difesa delle Risorse Naturali e di Nostra Madre Terra della Valle di Ocotlán che del Comitato di Difesa dei Diritti del Popolo (CODEP), attribuendo loro la responsabilità per qualunque altra aggressione; 
  • della responsabilità diretta, nei confronti di Ulises Ruiz Ortiz, delle autorità municipali e comunitarie di San José del Progreso, che nei giorni scorsi hanno istigato, con pattuglie proprie ed elementi polizieschi, i compagni che protestavano; 
  • dell’attribuzione, al Governo Federale e alle Segreterie di Economia, di Governo e di Ambiente e Risorse Naturali (SEMARNAT), della responsabilità per qualsiasi aggressione che metta in pericolo l’integrità fisica e psicologica dei compagni ambientalisti; 
  • che tutte le azioni realizzate dalle comunità nella Valle Ocotlán, come la chiusura della miniera “LA TRINIDAD”, imposta da industrie straniere, sono state altamente pacifiche, organizzate e legali, essendosi svolte alla presenza delle autorità corrispondenti (notai, avvocati, etc.).

 

Di fronte a tale situazione, esigiamo:
1. la fine delle istigazioni e della repressione contro il Municipio di San José del Progreso e Magdalena Ocotlán, e particolarmente contro i membri del COORDINAMENTO IN DIFESA DELLE RISORSE NATURALI E DI NOSTRA MADRE TERRA DELLA VALLE DI OCOTLÁN e del COMITATO DI DIFESA DEI DIRITTI DEL POPOLO (CODEP);

2. la presenza di funzionari federali della SEMARNAT e della Segreteria di Economia, che risolutoriamente vengano a confermare la chiusura ed il ritiro definitivo dell’industria CUZCATLAN da San José del Progreso e San Jerónimo Taviche;

3. l’attribuzione di responsabilità al governo statale e al governo federale per qualsiasi atto di violenza sofferto dagli abitanti del municipio di San José del Progreso e Magdalena Ocotlán;

4. l’allontanamento immediato della polizia ministeriale dal municipio di San José del Progreso e Magdalena Ocotlán.

 

Chiediamo ai popoli, agli organismi e alle organizzazioni ecologiste e per i diritti umani di appoggiarci in questa lotta, pronunciandosi in favore del ritiro delle industrie minerarie dalla Valle di Ocotlán e contro l’opera di repressione che l’esercito, i sicari, i gruppi violenti organizzati dalle industrie minerarie, la polizia municipale, statale e federale (giudiziaria) svolgono quotidianamente contro la nostra lotta pacifica ed organizzata.

 

PER LA VITA, DIFENDIAMO LA MADRE TERRA!
PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEL POPOLO!
COSTRUENDO IL POTERE POPOLARE!
COMITATO DI DIFESA DEI DIRITTI DEL POPOLO (CODEP)
COORDINAMENTO IN DIFESA DELLE RISORSE NATURALI E DI NOSTRA MADRE TERRA DELLA VALLE DI OCOTLÁN.
OAXACA DE JUÁREZ, OAXACA, MÉXICO, 26 MARZO 2009.
http://codepappo.wordpress.com/