Messico: La Nuova Raffineria E Il Degrado Ambientale

Messico: la nuova raffineria e il degrado ambientale

raffineriaHanno espresso inoltre gratitudine per la scelta di non avere la raffineria a Salamanca. Questo perché questa città soffre di gravi problemi ambientali. Anche se il governatore di Guanajuato assicura che è “l’unico comune petrolifero soggetto a monitoraggio intensivo dell’inquinamento da idrocarburi, ed ha dimostrato che in più di un anno conta zero giorni di inquinamento da anidride solforosa”, molto diverso è l’opinione del Segretariato Federale per l’Ambiente e dei Centri di ricerca che analizzano la qualità dell’aria.

Il dipartimento presieduto dall’ingegner Elvira afferma che la raffineria di Salamanca rilascia in realtà ogni anno 46 mila tonnellate di composti di zolfo. Cui si aggiunge un’enorme quantità di altre sostanze inquinanti come il particolato di ossidi di azoto provenienti dagli impianti industriali che operano nella zona. Non a caso Salamanca figura nei rapporti ufficiali, come la città più inquinata del paese. Tuttavia, non esistono studi che misurino il danno che questo provoca alla popolazione locale ed a quella che vive nel comprensorio industriale  del Bajio. Né vi sono altre aree fortemente colpite dall’attività petrolifera e petrolchimica, come Coatzacoalcos-Minatitlan-Cangrejera-Cosoleacaque nel sud Veracruz. Nè tantomeno per la regione di Tula.

Mentre il governatore di Hidalgo chiede “il consenso e l’unità di tutti gli abitanti  del luogo per far fronte alla sfida della nuova raffineria”, vengono diffusi  dati che mostrano lil grave degrado ambientale presente, frutto dell’attività petrolifera  e del funzionamento di una centrale termoelettrica. Questa flessione colpisce anche i residenti della zona metropolitana di Città del Messico, dove arriva l’anidride solforosa prodotta nel luogo vicino.

Ma questo cupo scenario finirà presto, dal momento che le autorità hanno annunciato che controlleranno l’installazione e il funzionamento della nuova e modernissima raffineria affinché sia “sostenibile a livello ambientale”. Stanno persino pianificando un  PROAIRE (Program to Improve the Air Quality) come quello di Città del Messico per la raffineria Hidalgo, così come una decontaminazione di  suolo e acque. L’Eden con tutti i giganti di pietra. Dovrebbero aver risolto anche i problemi di approvvigionamento di acqua per la nuova raffineria, lo stesso dicasi per le altre attività connesse al  suo funzionamento.

Un rapporto ufficiale avverte che sia le acque sotterranee che quelle superficiali sono eccessivamente sfruttate ad Hidalgo. Lo saranno ancor di più, sostiene  Judith Domínguez Serrano, ricercatrice presso El Colegio de Mexico, perché le raffinerie esigono un’enorme quantità di acqua, inoltre da quando e la falda acquifera di Tula è legata a quella della valle del Messico il carico di inquinanti sopportato dalla regione è  diventato enorme. Ma non siamo disfattisti. Nel prossimo millennio sarà diverso.

In questa delicat fase occorre appoggiare la lotta delle comunità che difendono l’acqua e i boschi di tale luogo, contro il predominio di interessi inconfessi ma facilmente riconoscibili. Alla loro lotta va tutta la nostra solidarietà.

di Ivan Resptrepo

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Traduzione di Marisa Foraci