Messico: 9° Assemblea Nazionale Delle Vittime Ambientali

Messico: 9° Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali

mexico25Cinque anni fa è nata in Messico l’Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali, che raccoglie centinaia di comunità messicane in lotta contro devastazione ambientale e violazione del diritto alla salute. Uno straordinario percorso di autoformazione comunitaria, coordinamento tra lotte ed esperienze e mobilitazione unitaria che incrocia il portato di centinaia di migliaia di persone in tutto il paese. In Messico il livello di avvelenamento dei territori è drammatico. Le lasche normative ambientali, la deregulation totale delle zone di frontiera, la scarsa protezione dei diritti dei lavoratori e la generale impunità garantita ai responsabili di crimini ambientali rende la situazione giorno dopo giorno più allarmante dal punto di vista ambientale, sanitario e sociale. Una mappa di devastazione cui le comunità provano a dare risposta

 

Alleghiamo qui di seguito la dichiarazione diffusa dall’Assemblea Nazionale dopo l’ultimo incontro realizzato a San Miguel de Allende.

 

“A cinque anni dall’inizio del nostro cammino comune, in difesa dei nostri diritti, dei nostri territori e come resistenza contro tutti i tipi di oltraggio, con più di 500 partecipanti di 66 organizzazioni provenienti da 15 stati, ci incontriamo per la nona volta a Atotonilco, San Miguel de Allende, Guanajuato, in un momento di emergenza paragonabile al periodo precedente alle rivolte per l’indipendenza e alla rivoluzione. Siamo qui per partecipare alla pre-udienza relativa alla distruzione del sistema idrico nazionale e per rafforzare la nostra solida esistenza come Assemblea Nazionale.”

 

 

Dichiarazione

 

La nostra presenza nella Cuenca de la Independencia ha un molteplice significato: in primo luogo, ha l’obiettivo di mettere in evidenza la devastazione idrica e ambientale che caratterizza la regione nord dello stato di Guanajuato, come quella di altre regioni del paese, provocata dal criminale ed eccessivo sfruttamento agro-industriale delle falde acquifere e portata avanti da un’ambiziosa oligarchia allo scopo di servire gli interessi del libero commercio transnazionale, mettendo così in pericolo la possibilità stessa della riproduzione della vita, a causa dell’avvelenamento dell’acqua con arsenico e fluoruro, e colpendo la salute di decine di migliaia di persone. In secondo luogo, la regione del bassopiano è il centro della scommessa economica dell’illegittimo regime che ci governa e che si prepara, oltre a sfruttare enormemente i giovani lavoratori e distruggere ampie regioni con condotti e reti energetiche privatizzate, a privare molte regioni del paese della propria acqua, con l’obiettivo di portare l’insostenibile produzione di veicoli automotori ad un livello già segnato dalla crisi idrica. Inoltre, siamo qui per ricordare la lotta popolare portata avanti in questa stessa regione, 203 anni fa, che ci serve oggi da lezione per rafforzare la nostra resistenza e aprire il cammino all’unione con tutte quelle lotte nostre sorelle, in difesa di quello che è più fondamentale: la nostra Nazione, che per noi si manifesta nella dignitosa lotta dell’insegnamento, nella resistenza contro la privatizzazione energetica, nella difesa contro la criminalizzazione e la repressione della protesta sociale e in difesa del nostro mais.

 

Quello che ci unisce a queste lotte è l’identificazione comune degli oltraggi e dei responsabili della catastrofe che affligge oggi il Messico. Come molte altre resistenze nel nostro paese, riteniamo che il Patto firmato dai potenti non sia altro che un accordo di morte per la nostra Nazione. Per questo ci associamo alla lotta contro la riforma educativa, la riforma energetica, la riforma fiscale e incitiamo tutte le organizzazioni oneste del nostro paese ad avanzare in modo coordinato in questa direzione a partire dai diversi fronti che si stanno aprendo proprio in questi giorni. La nostra lotta contro quello che viene ingiustamente definito “Patto per il Messico” e tutto ciò che esso rappresenta, è parte di quello che, insieme a numerose organizzazioni del paese, abbiamo denominato crimine di devianza del potere e di cui abbiamo accusato lo Stato messicano, due anni fa, davanti al Tribunale Permanente dei Popoli.

 

Il procedimento giudiziario contro lo Stato messicano che portiamo avanti a partire dal Tribunale Permanente dei Popoli, come parte degli sforzi per frenare il disastro e costruire delle alternative, avrà uno dei suoi momenti culminanti dal 15 al 17 novembre di questo anno a Città del Messico, quando, come Assemblea, parteciperemo all’udienza tematica relativa alla Devastazione ambientale e diritti dei popoli, come sintesi di un costante lavoro che, fino a questo momento, ha implicato la realizzazione di 15 pre-udienze e la documentazione di oltre 200 casi di conflitto socio-ambientale in quasi tutti gli stati del paese. Il lavoro di documentazione e argomentazione dei popoli del Messico relativamente alla distruzione ambientale del paese non ha nessun precedente nella storia nazionale. Aderiremo anche al lavoro comune compiuto con i nostri fratelli della Rete di Difesa del Mais, nell’udienza tematica sulla Violenza contro il Mais, la Sovranità Alimentare e l’Autonomia, che si realizzerà dal 19 al 21 novembre, anche questa a Città del Messico. Non dimentichiamo che parteciperemo, inoltre, con i nostri capi di accusa nell’udienza sulla Repressione dei Movimenti Sociali che avrà luogo dal 23 al 24 novembre prossimo, nella quale denunceremo le molteplici aggressioni ricevute dai popoli e dalle comunità che fanno parte di questa Assemblea Nazionale di Vittime Ambientali, incluso i crimini impuniti ai danni di nostri compagni come Bernardo Vásquez Sánchez, assassinato il 15 marzo 2012 e non dimenticato.

 

Dopo cinque anni dalla nostra nascita come Assamblea, pensiamo che il nostro lavoro insieme abbia dato i suoi frutti e ci abbia portato a maturare e crescere. Oggi siamo più forti, più solidali, siamo uniti in modo più organico e sosteniamo i principi che ci siamo dati fin dall’inizio: l’autonomia delle lotte, il rispetto dell’Assemblea come massimo organo di decisione, l’abbandono di forme autoritarie e il rispetto per il sapere collettivo di tutti i popoli. Su questa base, sentiamo che possiamo intraprendere nuove alleanze e tessere nuove relazioni, come quelle che abbiamo già cominciato a organizzare attraverso le lotte ambientali nel Nord e in altre regioni del paese, con associazioni sindacali, con l’insegnamento democratico e con le organizzazioni sociali che difendono la liberazione della Nazione.

 

Come Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali desideriamo esprimere la nostra solidarietà con tutti quei popoli e comunità che sono stati colpiti dalla convergenza degli uragani Ingrid nel Golfo del Messico e Manuel nel Pacifico, unita alla negligenza criminale dello Stato messicano che non ha preso nessuna misura preventiva per attenuare le conseguenze di questo disastro. Ci riferiamo specialmente ai nostri fratelli del CECOP, il Consiglio delle Terre Comuni e delle Comunità Oppositrici della diga La Parota ad Acapulco, e delle comunità della regione di montagna di Guerrero, dove non è arrivato nessun sostegno, nonostante la notizia di varie morti. Accenniamo anche agli abitanti delle comunità di La Mira e di El Habillal, a Lázaro Cárdenas, Michoacán, le cui abitazioni sono state rase al suolo dalle frane e dalla fuoriuscita di residui della diga, come risultato dell’osceno sfruttamento minerario ad opera della multinazionale Arcelor-Mittal in questa zona. Esigiamo che i governi federali di Michoacán e Guerrero prestino aiuto alle vittime, specialmente ai più poveri e non solo ad una piccola parte. Incoraggiamo tutti i popoli e le organizzazioni che partecipano all’Assemblea ed altri organismi, ad aggregarsi ai lavori di raccolta di viveri e al sostegno alle comunità che lo Stato messicano non ha intenzione di aiutare.

 

Nell’ultimo anno, molti dei nostri fratelli hanno subito repressioni e violenze per aver difeso il loro territorio e le proprie risorse. Esprimiamo tutto il nostro appoggio ai compagni di San Francisco Xochicuautla, Lerma, Stato del Messico, di fronte alla repressione subita lo scorso 14 maggio; esprimiamo anche la nostra condanna contro la repressione delle comunità di Tepoztlán, Morelos, per essersi opposti all’ampliamento illegale dell’autostrada La Pera-Cuautla. Come Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali continuiamo ad esigere la liberazione di tutti i beneficiari delle terre comuni detenuti della comunità di San Pedro Tlanixco, Stato del Messico, ingiustamente incarcerati per aver difeso la propria acqua, e aver chiesto la cessazione dell’ostilità del governo dello Stato del Messico verso questa comunità. L’Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali esprime tutta la sua solidarietà e il suo sostegno all’occupazione permanente del Coordinamento di Popoli in Difesa del fiume Atoyac, nello stato di Veracruz, per evitare la depredazione dell’acqua dalla sorgente del fiume con il progetto illegale Bandera Blanca. Secondo l’Assemblea questa lotta – che unisce i popoli di tutto il bacino – è un esempio di integrità e solidarietà reciproca tra comunità per la difesa del territorio ed il ripristino degli ecosistemi e dei diritti collettivi dei popoli. Come Assemblea, vigiliamo e ci associamo all’esigenza del Movimento Cittadino a Difesa della Loma de Santa María e del Coordinamento del Michoacán delle Vittime Ambientali perché a Morelia, Michoacán, i governi federale, statale e municipale annullino definitivamente la costruzione illegale della diramazione Camelinas del Libramiento sud di Morelia.

 

Quest’opera mette in pericolo la vita di più di 7 mila persone per il rischio geologico, perché si sta realizzando su una faglia geologica, oltre a mettere in pericolo il rifornimento del 40% di acqua della città di Morelia. Questo 2013, anno della resistenza contro il mais transgenico, abbiamo ottenuto che non si approvasse la coltivazione a scopo commerciale di mais transgenico, ma rimane l’emergenza per il rischio che avvelenino le nostre tavole. Monsanto e altre multinazionali continuano a presentare richieste per la liberalizzazione della coltivazione a scopo commerciale di mais transgenico in milioni di ettari di vari stati del paese. L’Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali conferma la sua esigenza di vietare tutte le coltivazioni di transgenico in Messico e non autorizzare né la coltivazione a scopo commerciale né di altro tipo di mais transgenico.

 

Invitiamo tutti i popoli, i collettivi e le organizzazioni a continuare a vigilare, a diffondere informazioni e a fare azioni per esigere il divieto dei transgenici in Messico e nel mondo. Invitiamo tutte le organizzazioni sociali del paese ad associarsi alle mobilitazioni educative, studentesche, operaie, popolari e dei popoli colpiti, specialmente quelle del 12 ottobre e del 18 novembre nelle quali confluiranno l’Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali e la Rete in Difesa del Mais in una giornata di lotta. In quest’occasione, parteciperemo con tutte le organizzazioni che integrano le attività del Proclama per il riscatto della Nazione.

 

 

Infine, vogliamo dedicare la nostra attività nella pre-udienza e nell’Assemblea Nazionale delle Vittime Ambientali in memoria della nostra cara compagna Teresa Martínez, fondatrice di Cedesa, la quale per 50 anni ha combattuto per la terra, l’acqua e i diritti delle comunità della Cuenca de la Independencia e ci ha aperto il suo cuore, insegnandoci che il lavoro comunitario rafforza sempre i popoli.

 

Atotonilco, San Miguel de Allende, Guanajuato, 22 settembre 2013

 

Traduzione di: Barbara Tellini