Messico: 4° Assemblea Nazionale Delle Vittime Di Danni Ambientali

Messico: 4° Assemblea Nazionale delle Vittime di Danni Ambientali

Alleghiamo qui di seguito la Convocazione della IV Assemblea Nazionale delle Vittime di Danni Ambientali

El Salto, JALISCO 30 – 31 MAGGIO 2009

Prima di tutto occorre tenere a mente che l’assemblea si realizzerà in un contesto problemático per la popolazione messicana, poiché risulta evidente come il grande capitale faccia di tutto per contaminare il nostro ambiente, promuovendo forme di produzione e sfruttamento che hanno favorito la comparsa e la diffusione di una nuova variante del virus dell’influenza.

Ovunque guardiamo, incontriamo solo distruzione. Il territorio, le risorse naturali e l’ambiente sono vittime del capitale (industriale e immobiliario), grazie anche alla complicità dei governi. Non importa che si tratti della campagna o della città. Ovunque il capitale individui la presenza di territori o risorse naturali potenzialmente sfruttabili, immediamente presenta al governo di turno un progetto cosiddetto di “sviluppo sostenibile”.

I rappresentanti del governo rispondono favorevolmente, affermando che si tratta di progetti che rispettano la natura e enfatizzando la necessità di creare nuovi posti di lavoro e attrarre maggiori investimenti. Le autorità locali, al soldo dei governi, legittimano anch’esse queste scelte. Così si chiude il circolo vizioso e perverso che ha portato milioni di messicani a trovarsi in bilico tra la vita e la morte, a causa del deterioramento incosciente e selvaggio dell’ambiente.

Il 14 aprile del 2008 circa quattromila persone dei municipi di El Salto, Juanacatlan e Puente Grande hanno consegnato al governo di Jalisco una petizione, senza ottenere nessuna risposta. Nel frattempo a El Salto e Juanacatlan quotidianamente viene data notizia della morte di almeno quattro o cinque persone a causa della contaminazione del Rio Santiago. Gli abitanti di Temacapulin, Palmarejo e Acacico continuano a resistere perché il governo, nonostante la ferma protesta di tutta la popolazione, non vuole fare marcia indietro nella decisione di inondare questi pueblos per favorire i lavori di costruzione della diga “El Zapotillo”.

La comunità indigena Wixaritari di Santa Caterina Cuexcomatitlan continua a opporsi alla costruzione della superstrada Bolanos-Huejuquilla, denunciando la mancata consultazione previa della comunità riguardo a questo megaprogetto che, come se non bastasse, minaccia di distruggere luoghi considerati sacri dai suoi abitanti.

A Ayotitlan, a dispetto della opposizione della comunità indigena Nahua, la miniera Pena Colorada continua a estrarre oro, argento e ferro, contaminando le acque. Nella zona urbana di Guadalajara le imprese private di costruzione continuano nella loro opera di distruzione del bosco “El Nixticuil”, erigendo passaggi e ampliando strade e superstrade.

Il processo di distruzione dei boschi La Primavera e Los Colomos va avanti indisturbato; la storica sorgente “Los Colomitos” rischia di essere compromessa a causa delle costruzioni tutte intorno; la prima linea del macrobus ha permesso il taglio di centinaia di alberi, il cambiamento della fisionomia della Calzada Independencia ma soprattutto ha significato un affare lucrosissimo per gli impresari coinvolti nel progetto. Senza conoscerne l’effettiva utilità, già si stanno pianificando le linee due e tre di questa linea di trasporti, con costi altissimi e assolutamente ingiustificati.

La lista di oltraggi, danni e delitti ambientali è interminabile senza aver ancora citato i dati irreparabili causati alle nostre principali fonti d’acqua: la conca Lerma-Chapala-Santiago-Pacifico, la conca del Ahogado, la laguna di Cajititlan; per non parlare della depredazione della foresta bassa nelle località di Juanacatlan, Mezcala e Zapotlanejo.

Tutto questo accade tanto a livello locale che nazionale: la contaminazione dell’acqua, dell’aria, della terra, il problema dei rifiuti e degli scarichi residuali, l’avvelenamento delle falde freatiche a causa delle sostanze tossiche, la deforestazione e, infine, l’erosione dei suoli, la contaminazione dell’aria per gli scariche delle automobili e delle industrie, il saccheggio delle risorse naturali ecc.

E’ per tutte queste ragioni che le comunità, i popoli, le organizzazioni sociali vittime di danni ambientali, attraverso dibattiti e riunioni collettive  decidono di organizzarsi e rafforzarsi, nel cuore e nella mente, convinti che questa sia la forma organizzativa più efficace: realizzeremo nei giorni 30 e 31 maggio la quarta edizione dell’Assemblea nazionale delle vittime di danni ambientali, nel municipio di El Salto, Jalisco.  Attraverso questo appuntamento vogliamo informare sulle lotte che stiamo portando avanti.

Si tratta di uno spazio aperto a tutte le vittime di danni ambientali, per risolvere in maniera collettiva e partecipata i problemi che affliggono le nostre comunità. Discuteremo, tra le altre cose, come possiamo organizzarci in assemblea, dividerci il lavoro per affrontare meglio le sfide che ci vengono poste dal modello di sviluppo neoliberale e dai governi suoi alleati che stanno distruggendo la natura e devastando i nostri territori e risorse naturali, rendendo sempre più evidente la degradazione perpetrata dai grandi investimenti col pretesto di realizzare grandi opere e infrastrutture.

E’ talmente forte la disperazione che è facile pensare di continuare da soli, senza l’aiuto dei governi e delle istituzioni. Crediamo che non sia più possibile confidare nelle autorità governative corrotte e complici dei poteri forti, che ignorano deliberatamente i danni ambientali che uccidono la  nostra gente mentre si riempiono la bocca di parole come libertà e progresso.

La nostra lotta non vuole pietà o clemenza, si tratta piuttosto di una necessotà, qualcosa che ci è dovuto e che riteniamo giusto pretendere.

Il momento è favorevole perché, nonostante le difficoltà, sempre più persone sono persuase della necessità di ribellarsi e del pericolo di continuare a tacere. Con questo spirito proseguiamo nella lotta, sommando idee, sforzi e entusiasmo. Lottiamo per il diritto a una vita dignitosa e per frenare la distruzione, il saccheggio, la privatizzazione che il capitale ha prodotto nelle nostre terre. Il dolore di uno diventa il dolore di tutti e ci facciamo forza l’un l’altro, in difesa dei nostri territori e delle nostre risorse naturali.
 

Firme:

Agrupación Un Salto de Vida, El Salto, Jalisco, Alianza de Trabajadores de la Salud y Empleados Públicos, Asamblea Nacional en Defensa del Agua y de la Tierra y en contra de su Privatización, Colectivo Mezcala, Comité Salvabosque Tigre II, Afectados por la presa de El Cajón, Defensa los Colomos, Grupo Ecologista El Roble, Grupo Meta, Promotores Ambientales de Juanacatlán, Brigada Callejera, Brigada 21 en Defensa del Petróleo, Brigada Ché Guevara en Defensa del Petróleo, Casifop, Ceccam, Cenami, Centro de Derechos Indígenas Flor y Canto, Oaxaca, Centro de Desarrollo Social y Cultural “Popol Vuh”, DF, Ciudadanos de Ocoyoacac, Estado de México, Ciudadanos por Contreras, Ciudadanos Unidos al Rescate de la Laguna de Acuitlapilco Tlaxcala, Colectivo COA, Jalisco, Comisión Local para la Preservación del Patrimonio Cultural de Valle de Chalco, Estado de México, Comité de Derechos Humanos Fray Julián, Tlaxcala, Comité del 68, Comité Pro Defensa de los Derechos Ciudadanos del Municipio de Tecámac, Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la presa La Parota (CECOP), Guerrero, Consejo de los Pueblos de Morelos, Consejo Regional Otomí del Alto Lerma, Estado de México, Coordinadora de Pueblos Unidos por la Defensa del Agua, Oaxaca, Coordinadora de Residentes de Tlatelolco, Coordinadora de Trabajadores en Defensa del Carácter Público del Agua, Ecoaldeas, Frente de Defensa del Agua de San Francisco Ocotlán, Puebla, Frente de Defensa del Agua, Cuautla, Morelos, Frente de Pueblos de Anáhuac, Tláhuac, DF, Frente de Trabajadores de la Energía, DF, Frente Regional Sur del Estado de México, Grupo ETC, Guardianes de los Árboles, Guardianes de los Volcanes, Tlalmanalco, Estado de México, Guerreros Verdes, Maderas del Pueblo del Sureste, Chiapas, Movimiento “La Esperanza se Respeta”, MLN, Michoacán, Movimiento Mazahua, Estado de México, Organi-K, Preparatoria Popular Tacaba, Pueblos del Alto Lerma, Estado de México, Red de Defensa del Maíz, Red en Defensa de la Ciudad de México, Sindicato de Empleados del Sepsiapa, Guadalajara, Jalisco, Unión de Crédito Mixta, Plan Puebla, Puebla, Unión de Pueblos del Oriente del Estado de México,  Comisariado Ejidal y Delegado Municipal de San Luis Ayucan, Jilotzingo, Estado de México, Patronato de Rescate de San Antón, Morelos, Movimiento Ciudadano en contra del Relleno Sanitario de Loma de Mejía, Morelos, Unión Popular Benita Galeana, Asamblea de Barrios Santa María La Ribera, El Barzón de la Ciudad de México, FOSCYC, Comité de Lucha Popular, Coordinadora de Organizaciones Sociales, Asamblea de Barrios de la Ciudad de México, CCAT-UCAI, Hogar del Ciudadano, AZCAT, Proyectos Populares Urbanos, Sociedad Organizada en Lucha, Unión Popular Valle Gómez, FCOI, ARTZA, Fuerza Ciudadana Unida, Consejo de Gobierno Popular de San José del Progreso Ocotlán, Oaxaca, Comité de Padres de Familia en defensa de la Escuela Primaria ¨Manuel Lardizábal¨, de Tlaxcala, Tlax., Comunidad de La Piedad Michoacán, Comunidad de  San Pedro Atlapulco, Estado de México, Alumnos interesados de la Escuela de Economía de la UNAM.
 
Area Comunicazione – IV Assemblea delle vittime di danni ambientali