Mehdiganj, Contro La Coca Cola Per Una Giustizia Climatica

Mehdiganj, contro la Coca Cola per una giustizia climatica

Le piogge monsoniche sono la salvezza del paese, e sembrano non arrivare nel solito modo quest’anno. Giugno 2009 è stato il mese di giugno più secco degli ultimi ottant’anni in India. Circa il 70% della popolazione indiana basa la propria sussistenza sull’agricoltura e la maggior parte della produzione agricola dipende dalle piogge. Centinaia di milioni di persone continuano a soffrire a causa della siccità, i nostri raccolti non sono produttivi  e le risorse d’acqua si stanno prosciugando.

La situazione climatica è cambiata e le comunità come la nostra a Mehdiganj, principalmente rurali e agricole, stanno affrontando le conseguenze di tale impatto.

L’ingiustizia sta nel fatto che persone come noi, agricoltori, allevatori e persone con un basso reddito, non hanno contribuito molto al cambiamento climatico, in quanto il nostro stile di vita non dipende dall’utilizzo di combustibili fossili come il carburante, il petrolio, il carbone e il gas, le prime cause del cambiamento climatico. Viviamo vite semplici. Eppure siamo stati colpiti in pieno da questo fenomeno.

La Coca-Cola rappresenta un ulteriore peso alla nostra disgrazia climatica dato il suo uso indiscriminato dell’acqua a Mehdiganj.

Ignorando completamente le comunità nelle quali opera, la Coca-Cola sta continuando a prelevare milioni di litri d’acqua dalle falde acquifere comuni nonostante la comunità fatichi a trovare l’acqua per soddisfare i propri bisogni primari, inclusa l’acqua destinata all’agricoltura, la nostra principale fonte di sostentamento.

Di particolare rilevanza è che il maggior consumo d’acqua da parte della Coca-Cola avviene nei mesi estivi – quando le comunità risentono ancora di più della carestia – aggravando in modo esponenziale la crisi dell’acqua. Come se non bastasse, la Coca-Cola ha contaminato sia la falda acquifera sia la terra di Mehdiganj.

Non è più in dubbio che l’accesso all’acqua – un diritto umano fondamentale – e la nostra capacità di guadagnarci da vivere siano in pericolo a causa dei cambiamenti climatici, è un dato di fatto. Le continue attività della Coca-Cola Company a Mehdiganj stanno peggiorando la situazione.

I governi, oltre a parteciapare e a deliberare alla conferenza suk cambiamento climatico che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre 2009, devono anche lavorare a un accordo basato sull’equità e la giustizia. I paesi industrializzati devono comprendere la siuazione e accettare di ridurre in modo significativo i loro stili di vita non sostenibili che si basano sul consumo sfrenato, e riconoscere il debito climatico che hanno conseguentemente ad una loro industrializzazione basata sui combustibili fossili.

Una politica climatica giusta deve inoltre imporsi sulle grandi multinazionali che continuano a operare nelle zone colpite dalla siccità come Mehdiganj e Kala Dera in India, aggravando in maniera considerevole l’impatto dovuto ai cambiamenti climatici già presente in queste comunità. A causa dei cambiamenti climatici, nel futuro, l’accesso all’acqua diventerà sempre più limitato. Le multinazionali devono essere ritenute responsabili per l’abuso locale delle risorse d’acqua.

Ci rifiutiamo di accettare un sistema di sviluppo e una politica climatica che pongano gli interessi di profitto inerenti alla privatizzazione dell’acqua, come la Coca-Cola, al di sopra dei bisogni primari delle comunità.

Per le compagnie come la Coca-Cola, il cambiamento climatico diventa un’opportunità di business, dove possono guadagnare di più vendendo l’acqua a maggior profitto in un mondo in cui diviene un bene di grande scarsità. La Coca-Cola ha riscontrato che i reclami sollevati delle comunità sul loro diritto all’acqua rappresentano una minaccia per i profitti. Ricorre a falsità per creare un’immagine sostenibile di sé, annunciando l’intenzione di diventare water neutral in India nel 2009. Affermare che la Coca-Cola non abbia nessun impatto sulle risorse idriche – water neutral – è ridicolo, non ha nessuna base nella realtà e nella scienza.

Rifiutiamo il concetto di vendere l’acqua per il profitto. L’acqua è vita, e l’accesso all’acqua è un diritto umano fondamentale.

Facciamo pressione per la chiusura della fabbrica di Coca-Cola a Mehdiganj poiché le esigenze di acqua della Coca-Cola e quelle della comunità non possono coesistere. La Coca-Cola, con i suoi bisogni d’acqua, ha esaurito la falda acquifera di Mehdiganj e, insieme al cambiamento climatico, ha ridotto dramaticamente l’accesso a questa risorsa.

Per noi, giustizia climatica significa collocare le comunità al centro di ogni decisione sull’uso delle risorse idriche, e assicurare che i bisogni delle comunità legate all’acqua siano in primo luogo soddisfatte. Per noi, giustizia climatica significa la chiusura della fabbrica di Coca-Cola a Mehdiganj.

Unisciti a noi per la GIUSTIZIA CLIMATICA partecipando alla manifestazione contro la COCA-COLA a Mehdiganj il 30 novembre 2009. Avrà luogo un convegno sulla Giustizia climatica, il Diritto all’acqua e la Responsabilità delle multinazionali il 29 novembre 2009.

Cercheremo inoltre di dare risalto alla crisi di Bhopal, che il 3 dicembre 2009 celebrerà il 25° anniversario della letale fuga di gas. In quei giorni nel 1984 quasi 8.000 persone sono morte, a causa della negligenza criminale dell’Union Carbide, e ne sono morte altre 25.000 in seguito. La nuova generazione di abitanti di Bhopal viene ancora avvelenata dalla contaminazione dell’acqua e della terra in quelle zone. La responsabile dell’accaduto, Dow Chemical, compagnia che ha acquisito la Union Carbide, si rifiuta di ammettere le proprie colpe.

Traduzione di Ramona Capaldo