Madre Ambiente

Madre ambiente

Questa visione di interdipendenza tra tutti gli esseri che popolano il pianeta è andata perduta con l’avvento della modernità. Si è cercato di sfruttare le risorse del pianeta rispondendo unicamente alla logica del profitto e del lucro. I fiumi sono stati avvelenati, i mari contaminati, l’aria che respiriamo irrimediabilmente compromessa.

Tuttavia, a dispetto dei paradigmi della modernità, è innegabile che non esiste separazione tra ambiente e esseri umani. Siamo esseri naturali, sebbene dotati di coscienza e intelligenza, e spirituali (…) L’universo ha circa 14 milioni di anni. E l’umanità appena 2 milioni. Prima della comparsa della specie umana l’universo era bello ma cieco. Un cieco non può contemplare la propria bellezza. Grazie agli uomini e alle donne, l’universo ha acquistato mente e occhi per guardarsi allo specchio.

La terra adesso è avvelenata. E noi stessi soffriamo gli effetti della devastazione ambientale; come diceva Gandhi: “La terra soddisfa le necessità di tutti a eccezione della voracità dei consumatori”. Sono i paesi ricchi del Nord del mondo quelli che maggiormente contribuiscono all’inquinamento: sono responsabili dell’80% della contaminazione ambientale.

“Quando l’ultimo albero sarà stato tagliato – recita un proverbio degli Indiani dell’America del Nord – l’ultimo fiume avvelenato e l’ultimo pesce pescato, allora capiranno che non si può mangiare denaro”. Il problema ambientale più grave, oggi, non è l’aria inquinata o i mari sporchi: il rischio maggiore è rappresentato dall’estinzione della specie umana a causa della povertà e della violenza. Salvare la terra significa liberare gli esseri umani da tutte le situazioni di ingiustizia e oppressione.

L’Amazzonia brasiliana è un esempio della triste aggressione che l’umanità sta sferrando contro l’ambiente. Agli inizi del secolo XX molte imprese si sono arricchite con lo sfruttamento del caucciù, lasciando in cambio solamente miseria e desolazione.

Negli anni ’70 il multimilionario Daniel Ludwing creò uno dei maggiori latifondi  – 2 milioni di ettari – per lo sfruttamento della cellulosa e del legno, generando danni gravissimi all’ambiente come l’impoverimento dei suoli e la desertificazione. E’ lo stesso che sta accadendo adesso con la deforestazione selvaggia perpetrata per fare posto alle piantagioni di soia e all’allevamento. L’ingiustizia sociale produce squilibrio ambientale e viceversa: i due fenomeni sono strettamente connessi.

Aveva ragione Chico Mendes quando sottolineava l’importanza di ripensare l’economia in termini di sostenibilità ambientale e rispetto del diritto delle comunità della foresta all’integrità territoriale e a una vita degna. (…) Dobbiamo intrattenere relazioni di complementarietà e rispetto con la natura e con gli altri esseri umani, dai quali dipendono la nostra felicità e la nostra vita. Questa è la vera essenza dell’amore.

di Frei Betto, scrittore e Teologo della Liberazione brasiliano. Autore, insieme a Marcelo Barros, del libro “El amor fecunda el Universo. Ecología y espiritualidad”.