L’Onu Chiede Un Immediato Cessate Il Fuoco A Gaza

L’Onu chiede un immediato cessate il fuoco a Gaza

[su Internazionale]

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto un immediato cessate il fuoco a Gaza, dopo una riunione d’emergenza a porte chiuse avvenuta a New York su richiesta della Giordania.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha definito l’uccisione di più di cento palestinesi in un solo giorno “un’atrocità”.

Dall’inizio del conflitto, l’8 luglio, sono stati uccisi 508 palestinesi, la maggior parte dei quali civili, scrive la Bbc. Secondo le autorità palestinesi, i feriti sono 3.135. Nello stesso periodo sono stati uccisi 18 soldati e due civili israeliani.

Il 20 luglio è stato uno dei giorni più violenti: nei bombardamenti di alcuni quartieri di Gaza sono stati uccisi più di cento palestinesi mentre 13 soldati israeliani sono morti nei combattimenti.

Il presidente palestinese Abu Mazen ha definito l’operazione “un massacro”.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato il premier israeliano Benjamin Netanyahu e si è detto preoccupato per l’aumento delle vittime. Il segretario di stato statunitense John Kerry raggiungerà l’Egitto il 21 luglio per incontrare alcuni capi di stato e intensificare gli sforzi diplomatici.

Netanyahu ha dichiarato che l’operazione continuerà finché ce ne sarà bisogno, malgrado le perdite di soldati israeliani. Il numero di militari morti in un solo giorno, il 20 luglio, è superiore a quello dei morti nell’operazione Piombo fuso, durata tre settimane tra il 2008 e il 2009, l’ultima volta in cui Israele mandò i suoi uomini a Gaza.

Il 20 luglio Hamas ha dichiarato di aver catturato un soldato israeliano, ma l’esercito israeliano ha negato che ci siano stati dei prigionieri.

“Nessun soldato israeliano è stato fatto prigioniero, e sono false le voci che lo affermano”, ha detto Ron Prosor, ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite.

Secondo l’Onu, a Gaza sono rimaste senza casa 83.695 persone e il numero è in continuo aumento.

Foto |  Dopo un bombardamento israeliano a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, il 21 luglio 2014. (Ibraheem Abu Mustafa, Reuters/Contrasto)

*Articolo pubblicato su internazionale.it, 21 Luglio 2014

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