L’Italia Avvelenata, A Taranto Nei Giorni Del Think Green Festival

L’Italia avvelenata, a Taranto nei giorni del Think Green Festival

underground[di Sara Matera su linfaLab]

 

Da Brescia a Taranto, passando per il Lazio, la Sardegna e la Calabria: sei inchieste fotografiche raccontano il lato oscuro del Belpaese nell’esposizione Underground. Viaggio fotografico nell’Italia avvelenata. La mostra è visitabile a Taranto nei giorni del Festival di giornalismo ambientale Think Green, dal 26 al 29 giugno, dalle 9 alle 20, nell’Ipogeo di Palazzo Galeota in via Duomo 234.

 

La fotografia è probabilmente il mezzo migliore per avvicinare il grande pubblico alla drammatica realtà di alcune delle zone più inquinate d’Italia, dove le criticità ambientali e i rischi per la salute dei cittadini sono elevatissimi. Un vero e proprio biocidio che si consuma nella parziale indifferenza dei media e nella sostanziale impotenza delle istituzioni.

 

 

 

La mostra, curata da Dario Coletti e Manuela Fugenzi della Scuola di Fotogiornalismo ISFCI, in collaborazione con l’associazione ASud e CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, ospita gli scatti di Agostino Amato, Laura Aggio CaldonManuela MeloniFederico RoscioliFrancesca VolpiManuel Altadonna e Piero Donadeo.

 

 

In Taranto, una città normale Federico Roscioli racconta la strana normalità che continua a esistere in una delle città più paradossali d’Italia, dove gli splendidi resti della Magna Grecia convivono con l’orrore delle ciminiere dell’ILVA. I soggetti dei suoi scatti sono i tarantini che non si arrendono al degrado e che lottano per migliorare la loro città.

 

 

In Il male invisibile di Brescia Francesca Volpi mostra gli effetti di un’ordinanza comunale che da ben dodici anni proibisce ai cittadini ogni contatto diretto con il terreno tra il centro storico e la zona sud della città. È vietato usare il suolo a scopi ricreativi, consumare vegetali spontanei e prodotti degli orti, pascolare e allevare animali destinati all’alimentazione. Uno degli scatti più evocativi cattura le ombre di bambini che si rincorrono: sono gli alunni della scuola Grazia Deledda che durante l’intervallo non possono giocare sull’erba ma solo su una piattaforma di cemento.

 

 

In Roma e provincia: monnezza blues Manuel Altadonna e Piero Donadeo accompagnano il visitatore in un malinconico viaggio intorno alla capitale: da Malagrotta, tristemente famosa per aver ospitato la più grande discarica d’Europa, ai monti dell’Ortaccio, individuati come nuova sede per l’accumulo provvisorio dei rifiuti, passando per Colleferro, dove sorgono ben due termovalorizzatori.

 

 

In labore virtus: Colleferro Laura Aggio Caldon si concentra proprio sui due termovalorizzatori costruiti nella cittadina a sud di Roma. Una stalla rimasta deserta in seguito all’abbattimento del bestiame contaminato, un fiume inquinato, una montagna di rifiuti … e nonostante questo una mamma gioca col figlio sulle altalene di un parco adiacente.

 

 

In P.I.S.Q. Cronaca di un conflitto ambientale nel poligono di Quirra (Sardegna) Manuela Meloni introduce il visitatore all’interno della più grande base militare sperimentale d’Europa, ex sito di estrazione di arsenico, piombo, argento e altri metalli pesanti. Un recinto, una guardiola e una cassetta di esplosivi sono i segni del controllo sul territorio; è così che il pastore ritratto nella prima foto appare davvero come un estraneo in casa sua.

 

 

In Crotone: le scorie di Pitagora Agostino Amato fa leva sul paradosso che caratterizza Crotone, come altre città del sud Italia, nelle quali la bellezza e il degrado convivono l’una accanto all’altro. Come nei murales commissionati da ENI per abbellire un orrendo silos, nel Parco di Pitagora ormai in stato di abbandono, nella spiaggia avvelenata dall’arsenico.

 

 

Articolo pubblicato su linfalab.it, titolo originale: “Una mostra fotografica racconta l’Italia avvelenata, a Taranto nei giorni del Think Green Festival”  28 Giugno 2014