L’iniziativa Merida E Il Plan Puebla Panamá

L’iniziativa Merida e il Plan Puebla Panamá

plan puebla panamaL’inclusione del Centro America in questa replica del Plan Colombia, è stata comunicata alla stampa dal sottosegretario di Stato Thomas A. Shannon, nello scorso novembre. Alla partita originaria di 1.400 milioni di dollari, sono stati aggiunti 50 milioni che serviranno a rafforzare gli organi di sicurezza dell’Istmo.

Una volta di più il narcotraffico ed il crimine organizzato servono da pretesto per far intervenire gli Stati Uniti nella zona, con la scusa dell’incremento dell’ingovernabilità dei suoi confini.

Il fallimento del Plan Colombia è riconosciuto sia per quanto riguarda la diminuzione della produzione sia della circolazione degli stupefacenti. Nonostante le forze armate abbiano aumentato del 51% il loro armamento e sradicato quasi 800.000 ettari delle coltivazioni di droga attraverso la fumigazione e distrutto 8.900 laboratori, il flusso di droga non si è arrestato ed il mercato dei paesi industrializzati continua ad essere sommerso dagli stupefacenti.

Il “componente di miglioramento ed appoggio sociale” del Plan Colombia è praticamente inesistente, il numero degli sfollati in questo paese uguaglia quasi quello dell’Iraq e del Sudan e sono aumentate le violazioni dei diritti umani per mano delle forze armate e dei loro soci, i paramilitari, che sono stati riciclati sotto una politica di reinserimento destinata a legittimare il saccheggio delle terre piuttosto che l’applicazione della giustizia.

L’iniziativa Merida va mano nella mano con il Plan Puebla Panamá, programma connesso al Banco Interamericano de Desarrollo, che vuole creare una rete di infrastrutture elettriche, di strade, canali ed in un futuro non lontano polidotti per il trasporto di gas naturale e petrolio. Nonostante le “buone intenzioni” dei banchieri ed imprenditori relazionati al Plan, le comunità locali ed i popoli indigeni osservano numerose anomalie nella formulazione dei progetti e nell’inesistenza dell’applicazione al diritto di consultazione.

Qualche giorno fa a Medellín in Colombia, si è presentato alla stampa uno dei personaggi più repellenti della politica estera degli Stati Uniti: John Dimitir Negroponte, che ha sottolineato davanti ai cancellieri membri della OEA l’importanza dell’Iniziativa Merida e dei TLC tra il suo paese e le nazioni latinoamericane, perché proporzionerebbero la sicurezza e le opportunità economiche ai cittadini. Negroponte ha messo molta enfasi nel dire che “nessun paese dell’emisfero sarà esente dal crimine organizzato, dalle bande e dal narcotraffico, fino a che tutti non si troveranno in una condizione di sicurezza”.

Il cognome Negroponte ha una speciale connotazione per il popolo onduregno, il quale lo associa alla tenebrosa decade degli 80, quando è stato proconsole in Honduras e ha stabilito un regime di terrore che fino ad ora non è stato totalmente dissipato. L’ideologo del battaglione della morte conosciuto come 316, non ha solo seminato di terrore il paese, ma ha anche confiscato l’immaginario sociale del popolo onduregno, creando una generazione di timorati al servizio dell’impero. Bisogna segnalare che fino ad ora, in Honduras, i violatori dei diritti umani rimangono in libertà, e alcuni di loro sono rimasti dentro gli apparati di sicurezza dello stato.

La visita di Negroponte è di cattivo augurio per il paese, e da il sentore che dalla mattina alla sera si tornerà agli anni 80 nella cornice dell’Iniziativa Merida, compagna del Plan Puebla Panamá. Il fatto che sia Negroponte uno degli incaricati della vendita di questo vaso di Pandora fa molto pensare. Ci sarà un motivo per cui il cancelliere Nicolás Maduro del Venezuela, durante la riunione della OEA a Medellín, ha detto che “il funzionarino chiamato Negroponte, che non ha curriculum, ha solamente un apparato criminale”.

Come dato curioso, il Senato degli Stati Uniti ha approvato lo scorso 18 maggio, una somma di 350 milioni di dollari per il Messico, e cento milioni per il Belice, la Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama, oltre ad aver aggiunto altri 5 milioni cada uno per la Repubblica Domenicana e per Haiti.

Il Messico riceverà i fondi dell’iniziativa Merida solo se il governo statunitense stimerà che quello messicano ha iniziato ad attuare le riforme legali e giuridiche, e che le unità politiche e militari sostenute dalle risorse siano estranee ad abusi e corruzione. Le condizioni imposte sono state rifiutate categoricamente dal governo messicano, dichiarandole inaccettabili da parte del Segretario Camilo Mouriño.

E’ di una grande ironia il fatto che gli Stati Uniti, autoproclamatisi polizia mondiale, siano adesso gli incaricati di verificare il rispetto dei diritti umani. L’Alzeihmer ha colpito una buona parte del suo onorabile parlamento, che si è dimenticato dei loro prigionieri a Guantánamo, ad Abu Ghraib, i massacri delle vittime civili in Iraq, Afganistan, e negli altri scenari di guerra preventiva che stanno portando avanti nel mondo.

La Organización Fraternal Negra Hondureña (OFRANEH), si unisce al rifiuto del popolo onduregno e centroamericano alla visita di uno dei suoi più temuti torturatori.