L’infinita Storia Della Bolivia E Del CIADI

L’infinita storia della Bolivia e del CIADI

L’impresa mineraria Manquiri ha minacciato nelle scorse settimane di denunciare la Bolivia presso il CIADI. Contemporaneamente la Bolivia ha vinto contro la Telecom presso una Corte inglese  – L’impresa mineraria Manquiri, che sta portando avanti il progetto San Bartolomé nel Cerro Rico di Potosí, ha minacciato di presentare una denuncia al CIADI nel caso in in cui venga ostacolata dal Comitato Interistituzionale di Potosí, il quale vuole preservare questo giacimento e l’ambiente circostante dalle attività estrattive.

La compagnia mineraria ha annunciato nelle scorse settimane che ricorrerà al CIADI per sporgere denuncia contro lo Stato boliviano chiedendo 240 milioni di dollari se le sue operazioni verranno in qualche modo ostacolate. I dirigenti del Comitato Civico di  Potosí chiedono che lo Stato tolga effetto al contratto con l’impresa Manquiri e chiedono le dimissioni del Presidente della Compagnia Mineraria Boliviana (Comibol), Hugo Miranda, per aver trattato la questione con indifferenza e per aver dimostrato di non voler proteggere il patrimonio nazionale.

Le cooperative minerarie annunciano mobilitazioni se il progetto  San Bartolomé verrà ostacolato e dichiarano di non accettare nessuna azione intenzionata a danneggiare il loro lavoro nel Cerro Rico.

Allo stesso tempo, la Bolivia ha vinto la causa contro ETI – Eurotelecom presso una corte inglese, ottenendo 190 mila dollari. Secondo quanto dichiarato dal Ministro della Difesa Legale dello Stato, Héctor Arce, l’Alta Corte di Londra si è pronunciata a favore della Bolivia e ha multato l’italiana  Eurotelecom con 190 mila dollari per aver confiscato in modo arbitrario 85 milioni di dollari dello Stato a seguito della nazionalizzazione di Entel.

Arce Zaconeta ha spiegato che la Corte londinese ha ordinato a Eurotelecom il pagamento di 190 mila dollari, corrispondenti ai costi e alle multe giudiziarie, a favore della Bolivia, denaro sborsato dal Tesoro Generale della Nazione (TGN). Arce ha spiegato che “l’anno scorso ETI ha ottenuto la confisca di denaro di Entel e ha richiesto sia presso tribunali newyorkesi che del Regno Unito la confisca di denaro dalle casse dello Stato Boliviano. La Bolivia ha assunto la difesa di entrambi i processi che sono andati a buon fine per il Paese, visto che si è risusciti a scongelare 85 milioni di dollari che sono stati messi a disposizione di Entel”

L’impresa italiana Eurotelecom era riuscita a confiscare circa 35 milioni di dollari in tre banche degli Stati Uniti e circa 50 milioni di dollari in una banca di Londra. Il Ministro della Difesa Legale dello Stato ha sottolineato che per la prima volta il Tesoro Generale riceve denaro da una multinazionale per essere stato denunciato presso una corte internazionale.

Il Ministro spiega, inoltre, che il processo avviato da ETI presso il CIADI continua e che si sta attraversando in questi mesi la fase delle osservazioni di parte. Si spera che il processo termini entro la fine dell’anno.

Sottolinea, inoltre, la Bolivia ha in corso solo due processi internazionali, il primo con la Eurotelecom e l’altro, ereditato dal Governo dell’ex Presidente Carlos Mesa, con l’impresa Quiborax. Sottolinea che “non c’è nessun processo né giudizio che sia ad un livello avanzato. Sono solo due procedimenti, in uno stiamo analizzando la giurisdizione, nell’altro la situazione è ferma e non c’è motivo di preoccuparsi né di pensare a condizioni difficili per quanto riguarda gli investimenti nel nostro Paese. Per tanto fino ad ora non c’è stata nessuna denuncia contro la  Bolivia in materia petrolifera”.

 

Traduzione di Maddalena Natalicchio