Liberalizzare I Servizi Pubblici

Liberalizzare i servizi pubblici

[di  Danilo Stentella su Altronovecento]

La liberalizzazione dei servizi pubblici: traiettorie storiche e attualità

Abstract

Il processo di creazione di un apparato dei servizi pubblici in Italia si è sviluppato intorno al movimento municipalista che si è andato affermando in Italia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, attraverso un processo di riforma che in quel periodo ha significativamente influenzato il modello di organizzazione sociale dello Stato, condizionando il lento passaggio dallo Stato di diritto allo Stato sociale.

Personalità del mondo economico e politico di tutta l’Europa hanno contribuito alla nascita del movimento municipalista, tra i principali esponenti italiani si sono distinti Giovanni Montemartini e Alessandro Schiavi. Quest’ultimo, insieme a Edgard Milhaud, Fernand Cottier, Edouard Herriot e altri, ipotizzò la necessità di un istituto europeo di credito comunale, base di un progetto federalista incentrato sulla autonomia delle municipalità.

Quel lento e a volte travagliato percorso si è interrotto dalla fine degli anni ottanta del XX secolo, con una forte accelerazione in Italia nel periodo post Tangentopoli, quando la passiva accettazione di istanze di riforma provenienti dal mondo anglosassone hanno generato mutamenti negli assetti proprietari di aziende di servizio pubblico locale e delle partecipazioni statali.

L’Unione Europea, seppure entità dai contorni ancora opachi e dai contenuti ancor meno chiari, è entrata in questo processo di smobilitazione per mezzo di una legislazione che avrebbe come primaria finalità quella di garantire la libera circolazione delle merci e delle persone al suo interno, forte anche di una solida, fin troppo, e per il momento, moneta unica. Con la finalità dichiarata di sciogliere le briglie al mercato europeo, liberandone le enormi potenzialità, è stato istituito un potente apparato di controllo delle legislazioni nazionali che distorcono la concorrenza, concentrato nei poteri della Commissione e della Corte di Giustizia. In questo contesto la disciplina degli aiuti di Stato ha introdotto, oltre a riflessioni di tipo economico, aspetti del processo di integrazione che indeboliscono la sovranità legislativa delle singole nazioni. Infatti le norme europee sugli aiuti di Stato prevedono la notifica preventiva alla Commissione europea da parte dei singoli Paesi dei provvedimenti legislativi in materia, ovvero ad un organo che non è diretta espressione della volontà elettiva dei cittadini dell’Unione. Questo intervento di controllo, svolto quando i provvedimenti non sono ancora divenuti legge, fa della Commissione uno degli attori del processo di formazione di certe leggi.

In allegato il testo integrale

La liberalizzazione dei servizi pubblici: traiettorie storiche e attualità

*Articolo pubblicato su fondazionemicheletti.it, Marzo 2014