Lettera Del Parlamento Europeo A Uribe

Lettera del Parlamento Europeo a Uribe

uribe 3In una lettera inviata da Bruxelles il 19 febbraio 2009 al presidente Alvaro Uribe, con copia al Procuratore Generale della Nazione, il Parlamento Europeo chiede una commissione di controllo internazionale (come nel caso del massacro di Pando in Bolivia, per la quale è stata disposta una commissione della UNASUR) davanti all’omicidio da parte di una truppa dell’esercito nazionale di Edwin Legarda, marito della Consigliera Maggiore del CRIC, Aida Quilcue Vivas, avvenuto nel dicembre scorso.

Valutando la gravità della crisi dei diritti umani e dello sterminio dei popoli indigeni della Colombia, il parlamento Europeo chiede anche al presidente della cosiddetta Sicurezza Democratica “di prestare la dovuta attenzione alle rivendicazioni della recente minga Indigena e Popolare, che si continui e si agisca con gli accordi conclusi con il movimento indigeno e i movimenti sociali in generale” e condanna il recente massacro ai danni del popolo indigeno Awa, nel quale hanno perso la vita oltre 30 membri delle comunità Awa.

Ecco di seguito il testo integrale della lettera:

Parlamento europeo, Bruxelles, 19 febbraio 2009

Dottor Álvaro Uribe Vélez
Presidente della Repubblica
Palazzo di Nariño
Santa Fe de Bogotá
Colombia

cc: Dottor Mario Iguarán, Procuratore generae della Repubblica.

Signor Presidente:
Mercoledì 10 febbraio 2009 abbiamo ricevuto al Parlamento europeo la signora Aida Quilcué, leader indigena colombiana e Consigliera Maggiore del Consiglio Regionale Indigeno del Cauca, CRIC, che si è diretta ai deputati europei e alle deputate europee di diversi schieramenti politici così come ai rappresentanti di diverse organizzazioni e cittadini.

Ci ha scandalizzato profondamente il dramma della Signora Quilcué, la persecuzione che subisce il suo popolo indigeno (come gli altri popoli indigeni del paese) per mano di vari gruppi armati, ma allo stesso modo dall’esercito della Colombia. Ci ha indignato oltremodo il recente omicidio di suo marito Edwin Legarda, per mano di una squadriglia dell’esercito di Colombia, lo scorso 16 dicembre 2008. Le prime indagini indicano che i soldati dell’esercito nazionale stavano aspettando la signora Quilcué e che l’ordine dato dai superiori ai soldati era di uccidere una temibile guerrigliera. Il piano prevedeva di costituire un altro falso positivo, dato che la truppa aveva 2 uniformi e due fucili che erano diversi da quello dei soldati.
La preghiamo, Signor Presidente, di prendere seri provvedimenti per tali omicidi e di terminare la persecuzione della popolazione civile in Colombia. In particolare insistiamo nel ricordarle che la lotta degli indigeni è legittima e che in nessun modo può essere definita terrorismo. La preghiamo di mettere fine all’impunità che esiste oggi, che è un incentivo per continuare a commettere crimini.

Di fronte alla gravità dell’omicidio del Signor Legarda commesso inoltre da una truppa dell’esercito il cui compito dovrebbe e deve consistere nell’impossibilitare questo tipo di crimini e garantire protezione alla società civile, chiediamo che le indagini e il processo dei colpevoli siano accompagnati da una commissione di controllo internazionale, come è stato nel caso del massacro di Pando in Bolivia, indagata da una commissione della UNASUR.

Per tanto le chiediamo, Signor Presidente, di autorizzare la costituzione e l’invio di tale commissione. Ci permettiamo inoltre di sottolineare che bisogna non solo punire coloro che hanno commesso il crimine, ma anche i suoi autori intellettuali.

Riteniamo urgente che la signora Aida Quilcué e suoi compagni indigeni smettano di essere bersaglio dell’esercito e della polizia, e che il Governo riconosca pubblicamente che la loro lotta è legittima e non possono essere definiti terroristi. E’ imprescindibile inoltre, che lo stesso governo metta in azione un dispositivo di protezione immediata per essi.

Nello stesso contesto, ci urge ricordare altri casi simili Signor Presidente. Così, condanniamo e chiediamo che si indaghi attentamente ed urgentemente sul recente massacro degli indigeni Awa.

In questo senso le chiediamo anche di prestare la dovuta attenzione alle rivendicazioni della recente Minga Indigena e Popolare, e di impegnarsi a rispettare gli accordi conclusi con il movimento indigeno e i movimenti sociali in generale.

In particolare ci sembra importante che la Colombia ratifichi senza riserve la Dichiarazione universale dei popoli indigeni delle Nazioni Unite.

Infine riteniamo urgente una soluzione pacifica e negoziata al conflitto armato che continua in Colombia e le cui principali vittime sono i civili.

Vogliamo sottolineare, Signor Presidente, che tutte le richieste contenute in questa lettera sono basate sul rispetto dello spirito e del senso della Costituzione della Colombia e del Diritto Internazionale.

Distinti Saluti,

– Vittorio Agnoletto, Deputato europeo del gruppo GUE/NGL, Membro della Commissione degli Affari  Esteri del Parlamento europeo,
– Marie-Hélène Aubert, Deputata europea del gruppo dei Verdes/ALE, Vice-presidente del gruppo dei Verdes/ALE, Vice-apresidente dell’Assemblea paritaria UE-ACP,
– Giusto Catania, Deputato europeo del gruppo GUE/NGL, Vice-presidente della  Commissione dei Diritti Civili e Libertà del Parlamento europeo,
– Gabriele Cretu, Deputata europea del gruppo PSE, Vice-presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Comunità Andina delle Nazioni,
– Sergio De Sousa Pinto, Deputato europeo del gruppo PSE, Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per relazioni con MERCOSUR,
– Ilda Figueiredo, Deputata europea del gruppo GUE/NGL, Membro della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con MERCOSUR,
– Hélène Flautre, Diputada europea del gruppo dei Verdes/ALE, Presidente della  Sub-comissione del Parlamento europeo per i Diritti umani,
– Armando França, Deputato europeo del gruppo PSE, Membro della Commissione delle Libertà Civili, Giustizia e Affari dell’Interno del Parlamento europeo,
– Monica Frassoni, Deputata europea, Co-presidente del gruppo dei Verdes/ALE
– Vicente Garcés, Deputato europeo del gruppo PSE, Membro della Commissione di Bilancio del Parlamento europeo,
– Ana-Maria Gomez, Deputata europea del gruppo PSE, Membro della Commissione di Cooperazione e Sviluppo del Parlamento europeo
– Jens Holm Diputado europeo del gruppo GUE/NGL, Membro della Commissione dell’ ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentarw del Parlamento europeo
– Alain Lipietz, Deputato europeo del gruppo dei Verdes/ALE, Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Comunità Andina delle Nazioni,
– Caroline Lucas, Deputata europea del gruppo dei Verdes/ALE, Membro della  Commissione del Commercio Internazionale del Parlamento europeo
– Helmuth Markov, Deputato europeo del gruppo GUE/NGL, Presidente della Commissione del Commercio Internazionale del Parlamento europeo
– Willy Meyer-Pleite, Deputato europeo del gruppo GUE/NGL, Vice-presidente dell’ Assemblea biregionale EUROLAT e Membro della Commissione degli Affari Esteri del Parlamento europeo
– Luisa Morgantini, Deputata europea del gruppo GUE/NGL, Vice-presidente del Parlamento europeo,
– Roberto Musacchio, Deputato europeo del gruppo GUE/NGL, Membro della Commissione dell’Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo,
– Miguel Portas, Deputato europeo del gruppo GUE/NGL, Membro della Commissione degli Affari esteri del Parlamento europeo,
– Raül Romeva i Rueda, Deputato europeo del gruppo dei Verdes/ALE,  Vice-Presidente della Commissione dei Diritti della Donna  e Iguaglianza dei Generi, Vice-Presidente della Delegazione con i Paesi dell’ America Centrale
– Frithjof Schmidt, Deputato europeo del gruppo dei Verdes-ALE, Membro della Commissione per la Cooperazione, e lo Sviluppo del Parlamento europeo,
– Francis Wurtz, Deputato europeo, Presidente del gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde del Parlamento europeo -GUE/NGL