Lettera Aperta Del Casale “PachaMama”

Lettera aperta del Casale “PachaMama”

casale pachamamaLETTERA  APERTA del Casale “PachaMama”

 

AL SINDACO DI ROMA, AL VICESINDACO E AL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO 9, e a tutti i cittadini di Roma

 

Il  28 giugno scorso, dopo 30 anni di completo abbandono e degrado, abbiamo voluto riprendere possesso dello spazio inutilizzato del casale dell’Ara, ribattezzandolo PachaMama (MadreTerra) uno spazio che racconta la storia del territorio dell’Acqua Acetosa, visto che al catasto risulta una RISERVA  NATURALE, per farlo diventare un esempio di recupero di un’area dismessa volto sia alla riconciliazione con la sua identità originaria che a divenire opportunità di sviluppo sostenibile.

 

La volontà di riaffermare i diritti primari ed avviare un percorso volto all’emancipazione ed alla coesione sociale, ha messo insieme ragazzi precari, operatori sociali, attivisti di Action, con l’obiettivo di esercitare il diritto all’abitare ed avviare una serie di progetti finalizzati alla creazione di nuova occupazione e al miglioramento delle condizioni di vita, promuovendo allo stesso tempo il recupero ambientale.

 

Mentre una parte dell’abitato sarà destinata a spazi abitativi comunitari, si intendono avviare interventi di agricoltura urbana e sociale, agricoltura biologica con annessa ristorazione e vendita di prodotti; attivazione di un centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile; esperimenti di innovazione sociale volti al sostegno ed al (re)inserimento al lavoro di giovani e donne in difficoltà; interventi di formazione ed avvio all’impresa artigianale e degli antichi mestieri (falegnameria, lavorazione del ferro, ecc.); costruzione di un centro di auto-produzione culturale.

 

Si  vuole costruire una fattoria sociale che mira a riunificare i bisogni, le identità, tutele ed istanze di libertà di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro più o meno elevate abilità. Vorremmo farlo condividendo i suoi frutti e i suoi spazi con gli abitanti del territorio per ridar vita ad  uno spazio lasciato all’abbandono e restituirlo alla collettività. In questo si ritrova il valore del lavoro non solo come fonte di reddito individuale, ma anche come elemento fondante di una società più giusta, più coesa e sostenibile a partire dalla riqualificazione di un bene comune che va salvaguardato, condiviso e rispettato da tutti.

 

Ovviamente la nostra azione di lotta ha scatenato la reazione della destra e di chi ha interessi ed egoismi che con i beni comuni non hanno niente a che fare, che con lo spauracchio degli zingari e centri sociali hanno aperto una campagna denigratoria sul “Tempo” e chiesto lo sgombero della nostra esperienza perchè abbiamo organizzato dibattiti sull’agricoltura sociale e la riconversione urbana ed extraurbana, feste e campeggi con mercati biologici e artigianali, film e concerti acustici, con la partecipazione di centinaia di cittadini, perchè abbiamo arato e stiamo coltivando il primo ettaro e sperimentando permacolture sostenibili e perché stiamo organizzando dei workshop innovativi di bioarchitettura con giovani di tutta Europa.

 

Le Istituzioni preposte sono state incontrate e messe al corrente della situazione, e ora pubblicamente PROPONIAMO CHE :

 

  • L’Amministrazione Capitolina obblighi il costruttore A. Scarpellini al rispetto della convenzione N° 27644, che deve ristrutturare i casali, per gli scopi di cui sopra, e ridarli al Patrimonio di Roma, dichiarandoci disponibili a far eseguire i lavori di sistemazione, e di azzerare lo scempio urbano della società, sempre di proprietà del costruttore, che si era aggiudicata, nella precedente amministrazione, il Punto verde qualità 12.18, “Piano di zona 12 B Acqua  Acetosa Ostiense”.

 

  • Il Presidente del Municipio 9 istituisca un tavolo tra noi, i cittadini del territorio adiacente e  i dipartimenti del Patrimonio, Ambiente e Urbanistica al fine di trovare una soluzione condivisa sulla gestione del Bene Comune.

 

  • Il Sindaco e il Presidente del Municipio 9 chiedano ad  Acea di predisporre gli allacci di luce ed acqua al fine di garantire le primarie necessita dei minori e delle famiglie e dei lavoratori, soprattutto per le esigenze agricole degli orti nel casale Pachamama.

 

  • Il Sindaco indaghi con celerità sull’inutilizzo del centro sportivo, di proprietà comunale, adiacente al casale e alla scuola Papillo, le tre contropartite che nella convenzione con i costruttori dovevano dare per aver ricevuto l’edificabilità della zona.

 

  • Il Sindaco predisponga la chiusura dell’autodemolitore su via Acqua acetosa Ostiense, a pochi metri dalla fonte di acqua sorgiva Laurentina, per rispettare le numerose ordinanze che prevedono lo spostamento di tali attività fuori il GRA .

 

Infine rivendichiamo il diritto alla legittima illegalità laddove ai bisogni dei cittadini non vengano corrisposte le dovute e tempestive soluzioni da parte degli organi istituzionali preposti, coscienti della situazione di crisi strutturale e permanente che ci induce a riprendere, risanare e convertire pezzi abbandonati e degradati di territorio e farne un’occasione di sviluppo sociale culturale e lavorativo.

 

Questo è il Cambiamento e la Legalità come Giustizia sociale che vogliamo impegnandoci a mobilitarci presto e bene qualora alle nostre richieste non giungano risposte da parte Vostra.

 

 

Roma 16 ottobre 2013

 

 

 

                                                       il Comitato di gestione del Casale PachaMama