Le Guardiane Della Vita

Le guardiane della vita

 

[di Maria G. Di Rienzo su Comune-Info]

Il 12 ottobre dell’anno scorso, circa trecento donne di sette diverse tribù indigene dell’Amazzonia ecuadoriana iniziarono una marcia di 219 chilometri per raggiungere la capitale.Quando ci arrivarono, parecchi giorni più tardi, con i loro bambini in braccio il presidente Correa si rifiutò di riceverle. Le donne intendevano chiedergli conto delle politiche estrattive (petrolio e miniere) che stanno devastando con l’inquinamento le loro terre.

 

Il 28 novembre successivo, una delegazione di queste donne inascoltate si presentò a Quito durante l’asta che metteva in vendita sei milioni di acri del loro territorio a scopo di trivellazione e chiese conto ai petrolieri delle loro azioni. Il presidente Correa trovò la faccenda così insopportabile da vendicarsi chiudendo la Fundación Pacha Mama, una dell’ong ambientaliste più rispettate e note dell’Ecuador, e da denunciare come “terroristi” i leader tribali.

Felipe Jácome, fotografo documentarista, è andato a chiedere alle donne della marcia chi sono e perché fanno quel che fanno. La mostra “Amazonas: Guardiane della Vita”, di cui vi presento tre immagini, contiene le risposte. Ogni fotografia è corredata da una cornice di simboli e da una presentazione vergate dalla donna ritratta.

Il mio nome è Hueiya. Vivo nella comunità Waorani chiamata Ñoneno. Lotto per la mia comunità, perché in futuro i nostri bambini non soffrano e possano vivere in pace, respirando aria pulita. Lotto perché i miei figli non debbano soffrire, perché la terra continui ad essere fertile e libera dall’inquinamento, perché i nostri fiumi continuino ad essere puliti, così che (i bambini) possano bere acqua pulita. Lotto per tutti i bambini che devono ancora nascere su questa Terra.

Il mio nome è Jasmil Villamil. Ho 11 anni. Voglio vivere liberamente nella giungla amazzonica. Voglio giocare con tutti gli animali e voglio che la mia comunità viva in pace.

Il mio nome è Simona. Questa è la nostra terra. Questi disegni sono i simboli della ricchezza che esiste nella giungla. Noi viviamo bene, qui. Lottiamo per la nostra terra da 35 anni. Questo governo non ha una coscienza. E’ perciò che violano i nostri diritti. Ma noi non staremo giù. Anche se ci circondano, le nostre comunità si ergeranno con forza.

* Maria G. Di Rienzo, femminista, giornalista, formatrice e regista teatrale, è autrice del blog http://lunanuvola.wordpress.com (dove è stato pubblicato questo articolo). Ha autorizzato Comune-info a pubblicare i suoi articoli.

 

 

*Articolo pubblicato su comune-info.net, 4 settembre 2014