Lampedusa: Corridoio Umanitario E Diritto D’asilo Ue

Lampedusa: corridoio umanitario e diritto d’asilo Ue

lampedusa2Le drammatiche immagini che ci arrivano da Lampedusa spingono ad una riflessione che deve andare oltre l’onda emotiva. Una riflessione necessaria che analizzi i nessi tra il modello economico e sociale attuale, le leggi vigenti e queste morti prevedibili, annunciate ed evitabili. Un sistema produttivo predatorio che riduce ovunque territori a terra inerme e velenosa, condannando le comunità che lo abitano a morire o a fuggire. Un sistema economico basato sull’ingiustizia spalleggiato da una politica ipocrita la cui legge criminalizza i migranti, li definisce clandestini, ne viola in maniera sistematica i diritti umani fondamentali. E’ per questo che una strage come quella di ieri deve avere come immediata contromisura l’abrogazione di una legge vergognosa come la Bossi Fini, e avviare un profondo ripensamento di un modello economico insostenibile i cui risvolti sociali ed ambientali sono sempre più drammatici.

 

Sit-in in Piazza Esquilino 

Lunedì 7 ottobre ore 17.00

[Leggi i dettagli]

 

Nel frattempo è necessario mobilitarsi per fare pressione sul governo italiano: a partire da “Appello per l’apertura di un canale umanitario per il diritto d’asilo europeo” promuoviamo, come realtà del movimento antirazzista, associazioni, organizzazioni umanitarie, sindacati, partiti, centri sociali e  singoli attivisti  un momento di protesta e di confronto, un sit-in lunedì 7 ottobre in Piazza Esquilino a Roma, luogo simbolo delle lotte per i diritti dei migranti. Alleghiamo di seguito il testo integrale dell’appello per l’apertura di una canale umanitario per il diritto d’asilo europeo che vi invitiamo a leggere sottoscrivere e diffondere.

 

 

L’APPELLO

Naufragio a Lampedusa – Appello per l’apertura di un canale umanitario per il diritto d’asilo europeo

 

Ai Ministri della Repubblica, ai presidenti delle Camere, alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali

 

A cadenza ormai quotidiana la cronaca racconta la tragedia che continua a consumarsi nel mezzo del confine blu: il Mar Mediterraneo. Proprio in queste ore arriva la notizia di centinaia di cadaveri raccolti in mare, ragazzi, donne e bambini rovesciati in acqua dopo l’incendio scoppiato a bordo di un barcone diretto verso l’Europa. Si tratta di richiedenti asilo, donne e uomini in fuga da guerra e persecuzioni, così come gli altri inghiottiti da mare nel corso di questi decenni: oltre 20.000. Lo spettacolo della frontiera Sud ci ha abituato a guardare l’incessante susseguirsi di queste tragedie con gli occhi di chi, impotente, può solo sperare che ogni naufragio sia l’ultimo. Come se non vi fosse altro modo di guardare a chi fugge dalla guerra che con gli occhi di chi attende l’approdo di una barca, a volte per soccorrerla, altre per respingerla, altre ancora per recuperarne il relitto.

 

 

Per questo le lacrime e le parole dell’Europa che piange i morti del confine faticano a non suonare come retoriche. Perché l’Europa capace di proiettare la sua sovranità fin all’interno del continente africano per esternalizzare le frontiere, finanziare centri di detenzione, pattugliare e respingere, ha invece il dovere, a fronte di questa continua richiesta di aiuto, di far si che chi fugge dalla morte per raggiungere l’Europa, non trovi la morte nel suo cammino Si tratta invece oggi di “esternalizzare” i diritti. Dimettere al bando la legge Bossi-Fini e aprire invece, a livello europeo, un canale umanitario affinché chi fugge dalla guerra possa chiedere asilo alle istituzioni europee in Libia, in Egitto, in Siria o lì dove è necessario (presso i consolati o altri uffici) senza doversi imbarcare alimentando il traffico di essere umani e il bollettino dei naufragi.

 

Nessun appalto dei diritti, nessuna sollevazione di responsabilità ai governi europei., piuttosto la necessità che l’Europa si faccia veramente carico di evitare queste morti costruendo una presenza diretta e non terza che, fin dall’interno dei confini africani, possa raccogliere le richieste di chi chiede protezione per poi accogliere sul suolo europeo chi fugge ed esaminare qui la sua domanda.

 

Alle Istituzioni italiane, ai Presidenti delle Camere, ai Ministri della Repubblica, chiediamo di farsi immediatamente carico di questa richiesta.

 

Alle Istituzioni europee di mettersi immediatamente al lavoro per rendere operativo un canale umanitario verso l’Europa.

 

Alle Associazioni tutte, alle organizzazioni umanitarie, ai collettivi ed ai comitati, rivolgiamo l’invito di mobilitarsi in queste prossime ore ed in futuro per affermare IL DIRITTO D’ASILO EUROPEO

 

Progetto Melting Pot Europa

 

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Per adesioni: Progetto Melting Pot

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Prime sottoscrizioni:

Progetto Melting Pot Europa
Associazione Culturale Askavusa, Lampedusa
Arci Immigrazione
CGIL
Campagna LasciateCIEntrare
Medici per i Diritti Umani
Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR)
Prendiamo La Parola
ZaLab
Rifondazione Comunista
SEL (Sinistra Ecologia e Libertà)
Rete Antirazzista Catanese
Associazione Antigone
Associazione A Sud
Associazione Lunaria
Associazione Articolo21
Terre des Hommes
Ambasciata dei Diritti Marche
Esc-Infomigrante, Roma
ADL Cobas
Associazione Razzismo Stop, Padova
Associazione Ya Basta! Bologna
Aps Garibaldi 101
Movimento migranti e rifugiati
Terra del fuoco
Borderline Europe
PRIME Italia
Osservatorio Diritti Umani
Osservatorio Carcere UCPI
Class Action Procedimentale
Unione forense per la tutela dei diritti umani
Associazione “Solidarite Nord Sud” ONLUS
ALBA – Alleanza Lavoro Beni Comuni Ambiente
Voice off Onlus
Associazione Todo Cambia
Opera Nomadi di Padova Onlus
Comitato No Muos Milano
Associazione Volontari per la Protezione Civile ASTRA
Associazione Finis Terrae Onlus
Casa Internazionale delle Donne di Roma
Centro sociale Bruno, Trento
Ass. Città Migrante – Reggio Emilia
Ex-Colorificio Liberato/Municipio dei beni comuni Pisa
Associazione Rumori Sinistri, Rimini
Cooperativa Sociale K-Pax Onlus
APRESA – Associació de Persones en Risc d’Exclusió Social d’Arenys de Mar – Catalunya
Cooperativa Sociale Cento Fiori – Rimini
Osservatorio Migranti Basilicata
L’Orchestre Poétique d’Avant-guerre
Associazione SCI
Comitato Primo Marzo Firenze
Corriere Immigrazione
Associazione “La Cruna dell’Ago” Rossano
RACMI e Federazione Africana in Toscana
Associazione L.E.S.S. onlus
C.S. Tpo Bologna
Scuola d’italiano Kalima TPO
Sale Docks, Venezia
Laboratorio Zeta, Palermo
Comune-info
Circolo “Che” Guevara PRC Cornaredo
PIAM onlus Asti
Associazione Monastero del Bene Comune Verona
Le Mafalde-associazione interculturale
Csa Arcadia Schio
AMM – archivio memorie migranti
Forum Cittadini del Mondo R.Amarugi
Casa dei beni comuni, Laboratorio Bassa padovana
Làbas occupato
Solidarietà e Cooperazione CIPSI
Osservatorio sulla Repressione
Centro Immigrazione Asilo Cooperazione, CIAC onlus Parma
In Migrazione Onlus
Progetto Ondemigranti
Asd Polisportiva Independiente
Associazione Nazionale Italo-Filippina Giustizia e Diritto
Comitato “Se non ora quando?” Reggio Calabria
Cooperativa Ruah
Becco Giallo Editore
Associazione Biblioteca Vivente Bologna
Les Cultures ONLUS
Associazione Masala Mantova
Associazione “Cristina da Pizzano
Ancona Bene Comune
associazione L’Articolo 3 vale anche per me
Verona In, giornale on line
Rete Dormire Fuori
Associazione ComicOut

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