La Pandemia Silenziosa Della Contaminazione Ambientale

La pandemia silenziosa della contaminazione ambientale

 

Spesso, è l’acqua il veicolo di diffusione di una buona parte dei problemi che colpiscono l’ambiente e la salute della popolazione. Ovviamente, la popolazione infantile e la terza età sono i segmenti demografici che più patiscono le conseguenze.

 

Con eccessiva frequenza, e specialmente nei paesi denominati eufemisticamente in via di sviluppo, l’inquinamento genera catastrofi di grandezze equiparabili a quelle, per esempio, degli uragani tropicali.
 
Allo stesso modo, l’OMS avverte che il riscaldamento globale e il cambiamento climatico potrebbero aggravare ulteriormente il  problema. Si comincia a parlare ormai di questi problemi usando vocaboli come “pandemia silenziosa”. Diversamente da altri tipi di degradazione ambientale, l’inquinamento, in un modo o nell’altro, colpisce tutti i paesi del pianeta. Si tratta dunque di un problema globale.
 
L’aumento continuo della popolazione, la sua concentrazione progressiva in grandi centri urbani e lo sviluppo industriale causano, giorno per giorno, sempre più problemi all’ambiente, rubricati come inquinamento ambientale. Esso consiste nella presenza di fattori di origine umana nell’ambiente, che essendo ad esso estranei causano alterazioni nella struttura e nel funzionamento degli ecosistemi: queste alterazioni possono essere dannose per la vita vegetale ed animale, ed ostacolare l’utilizzo libero dei servizi ambientali e dei territori. L’inquinamento ambientale consiste inoltre nell’incorporazione nei suolo, nell’atmosfera o nelle acque di sostanze solide, liquide, gassose o miste, che alterino sfavorevolmente le condizioni naturali degli stessi, o che possano colpire la salute, l’igiene o il benessere della popolazione. 

 
Principali tipi di inquinamento: 
 

Inquinamento atmosferico: Fa riferimento all’alterazione dell’atmosfera terrestre causata dall’aggiunta di gas o di particelle solide o liquide in sospensione in proporzione diverse da quelle naturali. Il nome di inquinamento atmosferico si applica in generale alle alterazioni che hanno effetti dannosi sulla salute degli esseri viventi e sugli elementi materiali, e non ad altre alterazioni innocue. I principali meccanismi di inquinamento atmosferico sono i processi industriali che implicano combustione, tanto quelli delle industrie quanto quelli delle automobili e dei sistemi di riscaldamento residenziale che generano, tra i vari agenti inquinanti, diossido e monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo. Allo stesso modo alucune industrie emettono gas nocivi durante i processi proroduttivi, come cloro o idrocarburi. L’inquinamento atmosferico può avere carattere locale, quando gli effetti legati al focolaio si avvertono nelle vicinanze dello stesso; o planetario, quando le caratteristiche dell’agente inquinante colpiscono l’equilibrio generale del pianeta e zone lontane da quelle dei focolai emittenti.

 

Contaminazione del suolo: L’inquinamento del suolo si produce con il deposito di sostanze chimiche, residui di produzione e rifiuti in senso ampio. Le prime possono essere di tipo industriale o domestico e contaminare il suolo attraverso residui liquidi, come le acque di scarico delle abitazioni, o attraverso l’inquinamento atmosferico dovuto al materiale articolato che successivamente si deposita sul suolo.

 

Contaminazione dell’acqua:  L’acqua si considera inquinata quando la sua composizione o il suo stato sono alterati a tal punto che non riuniscono più le condizioni ottimali per il suo utilizzo, presenti invece allo stato naturale. Secondo la definizione fornita dall’OMS,  devono inoltre considerarsi inquinamento sia le modificazioni delle proprietà fisiche, chimiche e biologiche dell’acqua che possono farle perdere la potabilità per il consumo giornaliero o per l’utilizzo in attività domestiche, industriali, agricole ecc…, sia i cambiamenti di temperatura provocati da emissioni di acqua calda (inquinamento termico). 

 

In Argentina, l’inquinamento ambientale è maggiore di quello che ci sarebbe da aspettarsi in un paese con tanta legislazione di settore. Come conseguenza della frammentazione di responsabilità istituzionali e della mancanza di coordinazione nazionale, si è prodotto un quadro ambientale confuso, che permette atteggiamenti irresponsabili. La cattiva gestione dei rifiuti colpisce quasi tutte le città. La maggioranza dei grandi fiumi e dei laghi è inquinata dalla spazzatura delle abitazioni, dalle colache e dall’attività industriale o mineraria. E ci sono più di 2.000 discariche a cielo aperto senza alcun tipo di controllo. Sembra che nel paese poco importi della salute dell’ambiente. Nelle province ci sono gravi problemi di inquinamento, specialmente nei fiumi, nei laghi e nelle falde sotterranee. La disattenzione è allarmante e la mancanza di controlli la regola.
Le principali cause di inquinamento in Argentina sono: 

 

1. Inquinamento atmosferico e acustico: i veicoli a motore sono la fonte di inquinamento dell’aria nelle aree urbane. 
 
2. Inquinamento delle acque sotterranee: la fonte principale di questo tipo di inquinamento sono i serbatoi settici e le acque residuali industriali. 
 
3. L’inquinamento delle acque superficiali: causato dalle acque residuali industriali e dalle acque nere, è una delle principali cause di danni ecologici a laghi e lagune attorno alle principali aree urbane. L’inquinamento umano può causare grandi danni al presente ed al futuro delle persone. 

 

Per cercare una soluzione a questo problema, è necessario cominciare ad applicare un piano di gestione ambientale che, in maniera dettagliata, deve stabilire le azioni richieste per prevenire, mitigare, controllare, compensare e correggere i possibili effetti o impatti ambientali negativi causati dallo sviluppo di un progetto, opera o attività; include anche i piani di intervento, valutazione e monitoraggio, e quelli di contingenza. Il contenuto del piano può essere regolamentato in forma differente in ogni paese.[…]

È molto importante che la gente prenda coscienza dell’inquinamento che produce. E che non solo colpisce la città o il paese, bensì il pianeta nella sua totalità. Le autorità devono farsi carico e rendersi conto della gravità della situazione. Ma soprattutto stimolare nei bambini l’amore per la natura, la sana convivenza con essa e la sua protezione. 
 
Forse non è facile ridurre le emissioni di diossido di carbonio, il disboscamento degli alberi, l’inquinamento dell’acqua, tra gli innumerevoli problemi, ma è certo più facile che i bambini si abituino a non usare l’automobile se non è strettamente necessario, ad aver cura dell’acqua, a riciclare. E forse in un domani, non molto lontano, si respirerà un’aria pulita sul nostro pianeta.
 
Rattrista vedere come le autorità non si sono preoccupate come avrebbero dovuto per i temi ecologici ed ambientali. Ma se governo non prende misure, noi cittadini dobbiamo cominciare a prenderle, perché in fin dei conti tutti siamo abitanti di questo gran pianeta azzurro che chiamiamo casa. Casa che, se non facciamo qualcosa, finiremo per distruggere. Perché “Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, quando l’ultimo fiume sarà stato avvelenato, quando l’ultimo pesce sarà stato pescato, ci renderemo conto solo allora che non si può mangiare il denaro.”


di Cristian Frers – Esperto di Gestione Ambientale e Comunicazione Sociale  (Argentina)

www.ecoportal.net  

Traduzione di Alice Pelosi