La Guerra Contro Le Droghe Ha Fallito In America Latina

La guerra contro le droghe ha fallito in America Latina

marijuana

“Una guerra persa”. E’ così che la Commissine,costituita da 17 membri e guidata dagli ex presidenti Ernesto Zedillo (Messico), César Gaviria (Colombia) e Fernando Henrique Cardoso (Brasil), qualifica la lotta al narcotraffico:”Davanti ad una situazione che peggiora ogni giorno, con costi umani e sociali altissimi , è imperativo rettificare la strategia di “guerra contro le droghe” applicata durante gli ultimi trenta anni nella regione”.

Secondo la Commissioe le politiche proibizioniste basate sulla repressione della produzione e del traffico così come la criminalizzazione del consumo, non hanno prodotto i risultati sperati. I dati del rapporto confermano questa posizione: l’America Latina continua ad essere il maggiore esportatore mondiale di cocaina e marijuana, è divenuta una crescente produttrice di oppio ed eroina e inizia la produzione di droghe sintetiche; i livelli di consumo continuano ad aumentare nella regione, mentre tendono a stabilizzarsi in America del Nord ed Europa.

“In America Latina la revisione in profondità delle politiche attuali è ancora più urgente alla luce del suo elevatissimo costo umano e delle  minacce alle istituzioni democratiche”, sottolineano. La Commissione ritiene che l’attuale modello di politica di repressione alle droghe è fermamente radicato nei preconcetti, timori e visioni ideologiche: “Il tema si è trasformato in un tabù che impedisce il dibattito pubblico per la sua identificazione con il crimine, blocca l’informazione e confina i consumatori di droghe in circoli chiusi, dove diventano più vulnerabili con l’azione del crimine organizzato”.

La Commissione ritiene che le politiche sicure, efficienti e fondamentali nei diritti umani implichino il riconoscimento della diversità delle situazioni nazionali così come di dare priorità alla prevenzione e al trattamento. Comunque – hanno sottolineato – “la scelta di politiche di questo genere non devono negare l’importanza delle azioni repressive per affrontare le sfide imposte dal crimine organizzato, persino con la partecipazione delle forze armate, in situazioni limite, d’accordo con la decisione di ogni paese”.

Il rapporto cita l’esperienza colombiana che per decenni ha adottato tutti i mezzi di lotta immaginabili, i cui benefici non corrispondono alle enormi spese e ai costi umani. “Nonostante alcuni risultati in Colombia nella  lotta contro la droga, sono tornate a crescere le aree di piantagione di colture illecite così come il flusso di droghe dalla Colombia e dall’area Andina”, aggiungono.

Per leggere la dichiarazione completa della Commissione in spagnolo:

http://drogasydemocracia.org/files/2009/02/declaracao_espanhol_site.pdf