La Finanza Fa Outing Tramite JP Morgan: “Liberatevi Delle Costituzioni Antifasciste”

La finanza fa outing tramite JP Morgan: “Liberatevi delle costituzioni antifasciste”

illusondemocracy[di A. Salati su Dailystorm] Non è uno scherzo, ma la conclusione di un documento redatto dagli economisti del gigante finanziario JP Morgan. I valori democratici non sembrano efficienti da un punto di vista economico.

 

LA FINANZA FA OUTING – Finalmente un documento senza giri di parole. Non che i contenuti siano condivisibili, ci mancherebbe, ma per lo meno hanno segnato un punto di svolta nel teatrino gestito da finanza e governi. Il documento pubblicato da JP Morgan intitolato “JPM the euro area adjustment about halfway there” è una sintesi sviluppata in sedici pagine sull’odierna condizione dell’Eurozona per individuare un’uscita dalla crisi del debito. L’analisi affronta genericamente i percorsi intrapresi finora dai governi europei, in particolare da quelli del Sud, elogiandone alcuni comportamenti ma al tempo stesso affermando con altrettanta chiarezza che quanto fatto finora non basterà a rilanciare l’economia.

 

Di fatto, come si può intendere dal titolo del documento, l’Europa si trova a metà strada. Lasciatasi alle spalle la parte più onerosa della crisi, ora serve il cosiddetto “salto di qualità” per evitare che l’austerity continui a far parte del panorama europeo ancora a lungo. Il problema è stabilire cosa si intenda per “salto di qualità”. Per noi la ripresa economica non può prescindere da una rivisitazione del vigente modello economico, una sua revisione che ci permetta di portare alla luce del sole temi come i beni comuni, la sostenibilità ambientale, la tutela dei lavoratori e la lotta al precariato. Ma JP Morgan non la pensa esattamente allo stesso modo. Per il gigante della finanza infatti, l’obiettivo che i paesi mediterranei dovrebbero seguire è “l’abbandono delle leggi sinistroidi e antifasciste“. Insomma, secoli di battaglie civili, militari e politiche per il raggiungimento della democrazia (ammesso che quella in cui viviamo lo sia a tutti gli effetti), sarebbero da rinnegare perché economicamente inefficienti.

 

DEMOCRAZIA? NO GRAZIE, E’ INEFFICIENTE – L’estratto che riportiamo è un vero e proprio manifesto del pensiero della finanza. Siamo pronti a giurare che anche gli altri grandi istituti la pensino in questo modo. Quantomeno, se così fosse, si spiegherebbero le misure austere e fortemente retrograde adottate dai nostri governi loro complici negli ultimi anni.

 

❝ I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico. 

 

I sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati dopo la caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo.

 

I sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia). ❞

 

Le riforme più urgenti da adottare, secondo JP Morgan, sono espresse nel seguito del documento. Nella pratica, il testo si traduce in un auspicio rivolto ai governi, con la speranza che si possa ridurre il costo del lavoro aumentandone la flessibilità anche mediante facilitazioni nei licenziamenti. Il completamento del quadro avverrebbe mediante riforme di liberalizzazioni, deregolamentazioni e privatizzazioni lasciando che la “mano invisibile” del mercato possa ricondurci verso un sentiero di crescita. Lo Stato dunque verrebbe relegato ad un mero ruolo amministrativo, lasciando al mercato l’andamento dell’economia, nel bene e nel male. Perché se è vero che lo Stato non ha i mezzi e le capacità per operare al pari del mercato, è altrettanto vero che quest’ultimo non ha nessun riguardo per le tutele e le regole che lo Stato per fortuna garantisce.

 

IL MANIFESTO DELLA FINANZA – Mentre al G8 il nostro premier Letta si crogiola nei piani prospettati da Obama per il rilancio dell’occupazione europea mediante lo sblocco della trattativa sul Transatlantic Trade and Investment Partnership, i principi storici spesso evocati dal suo partito (ammesso che ne abbia) vengono nel frattempo smantellati uno per uno in nome dell’efficienza economica. Il documento di JP Morgan costituisce un manifesto del pensiero della finanza e dei suoi apparati, un’idea che tutti conosciamo, ma che mai prima d’ora era stata così esplicitamente dichiarata.

 

Purtroppo il documento non ha ricevuto l’attenzione che meritava, eppure quanto affermato in esso lascia intendere che il problema europeo non è frutto soltanto di una scarsa competitività. Ad essere messo in discussione è un “eccesso di democrazia” che essi considerano inadeguato perché paralizzante per l’attività politica ed economica. Il messaggio che JP Morgan vuol far passere è fin troppo esplicito: qualunque misura da loro auspicata, per quanto incisiva ed economicamente adeguata, troverà sempre l’ostacolo delle nostre Costituzioni, garantiste e democratiche. L’Italia, la Grecia e la Spagna nella testa dei nostri padri fondatori sarebbero stati paesi liberi, democratici e fondati sul lavoro. La finanza, che già da tempo attenta ai nostri diritti, adesso ha finalmente palesato l’obiettivo della sue azioni. Non resta che difendere la nostra Costituzione per garantirci un futuro in cui l’uomo sia ancora tale, e non solo una merce.