La Campagna Colombiana In Difesa Dell’acqua

La campagna colombiana in difesa dell’acqua

colombia acquaEd ecco la proposta lanciata attraverso la campagna: inserire nel testo della Costituzione la difesa dell’acqua, il diritto al suo accesso come un diritto umano fondamentale, l’obbligo da parte dello Stato di garantire un minimo vitale ad ogni cittadino senza discriminazioni e quello di salvaguardare particolari ecosistemi ed il ciclo completo delle acque. Proposte semplici quanto rivoluzionarie, visto il paese in cui vengono fatte ed il clima internazionale tutt’altro che favorevole all’esercizio diretto della democrazia. Per raggiungere questo scopo e promuovere il referendum servono almeno un milione e quattrocento mila firme che devono essere consegnate al Congresso. Una volta ricevute le firme, il Congresso deve convocare entro sei mesi il referendum su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi.

Nonostante i tanti programmi internazionali che si appellano a questi obiettivi, come quelli del millennio delle Nazioni Unite, l’unica maniera per rendere obbligatorio il diritto fondamentale all’acqua e la sua difesa continua ad essere la mobilitazione dei cittadini e l’esercizio diretto della democrazia. In Colombia, sembrava impossibile raggiungere questo risultato, considerando la violenza cronicizzata di un paese che ha fatto dei crimini di stato e del genocidio politico il suo biglietto da visita negli ultimi quaranta anni. Invece i movimenti e la società civile colombiana ancora una volta hanno dato prova di grandissima capacità non solo di resistenza alla clava della violenza ma anche di mobilitazione e di unità su un tema fondamentale come quello dell’acqua. Il governo di Uribe ha tentato in tutte le maniere di ostacolare questa possibilità. Immensi i guadagni garantiti dal governo di Bogotà alle multinazionali del settore, che da sempre fanno affari d’oro con il presidente più oscuro e discusso che il paese ricordi. Intimidazioni, omicidi politici, dissimulazione della realtà, persecuzione politica, nessun rispetto per le regole, queste sono alcune delle azioni messe in campo per ostacolare la lotta dei movimenti colombiani per difendere i beni comuni ed i loro diritti fondamentali. Ma questa volta pare proprio che il referendum si farà. Sarà proprio durante la chiusura del terzo Festival Latinoamericano Surrealidades, il prossimo 12 settembre, che verranno consegnate le firme. Molte le manifestazioni e le attività culturali di piazza previste che rifletteranno lo stile, le caratteristiche e le diversità del movimento colombiano. Tra queste vi saranno la presentazione di un disco fatto da artisti impegnati nella campagna dal titolo «Agua cantos para que fluya» e il giorno dopo una cerimonia sacra con cui si svolgerà un rituale per «sanare» il fiume Bogotà. Una sorta di offerta attraverso canti e meditazioni agli spiriti dell’acqua, sulle sponde di quello che risulta essere uno dei fiumi più contaminati dell’america latina. Parole che raccontano di una saggezza antica, quanto mai attuale ed indispensabile, visti i tempi che corrono.

di Giuseppe De Marzo – Associazione A Sud
[pubblicato su Carta l’ 11 Settembre 2008]