India: Cosa Succede Oggi In West Bengala

India: cosa succede oggi in West Bengala

nano carSingur, Dicembre 2008

1. 7 ottobre 2008: dopo appena 96 ore dalla dichiarazione di Ratan Tata di abbandonare Singur, sulla spinta delle proteste sociali nel West Bengala, si è raggiunto un accordo con il governo dello stato del Gujarat per ricollocare l’impianto della Nano. Questo spostamento è stato celebrato dalla classe media urbana indiana che insegue il sogno di possedere una macchina a costi bassissimi (meno di 2.500 dollari), in un momento di crisi mondiale del settore automobilistico. Per i contadini di Singur il problema però rimane. In questa fase del conflitto, in cui è stato ufficializzato finalmente l’abbandono dell’impianto di Singur della Tata Motors, è stata lanciata una campagna per far passate la teoria secondo cuii i contadini di Singur e chi li supporta sono contro l’industrializzazione. Per avallare questa visione si è ripetutamente cercato di offuscare il fatto che chi si oppone al progetto della Nano non è contro l’industria ma sta tentando di difendere le proprie terre e la propria sussistenza e di promuovere equità, trasparenza e democrazia. La nostra principale tesi è che tutti vogliono l’industrializzazione e la creazione di nuovi posti di lavoro ma chi goderà dei benefici e chi sopporterà i sacrifici? Lo strumento per facilitare l’industrializzazione è quello di aggiungere milioni di dollari nelle casse della Tata? E aggiungere decine di migliaia di persone nelle file dei disoccupati e dei malnutriti? Come dovrebbero essere prese le decisioni in democrazia? Non dovrebbero avere parola chi perde la terra e la speranza di sussistenza? E tutti gli accordi che hanno un effetto sulla vita delle persone è giusto che siano segreti?

2. I grandi media e chi appoggia il progetto hanno presentato il movimento in difesa dei contadini di Singur come se avesse impedito irragionevolmente il progetto quando era completo al 80%. Il movimento viene inoltre mostrato come dominato da un partito politico per fini puramente politici. La giusta e spontanea rabbia delle persone a cui terra e diritti sono stati negati è stata manipolata dai media e mostrata come il risultato di una manipolazione da parte di un partito politico. Queste vessazioni tendono a sminuire il contributo delle persone in generale e dei contadini di Singur in particolare. Si sono dimenticati che le proteste sono partite dal maggio del 2006 durante la prima visita della Tata al sito prescelto e i contadini hanno continuato a protestare nonostante le ripetute repressioni. Un altro tentativo è stato quello di diffondere teorie cospirative e diffamanti su varie persone. Le minacce sono state espresse in varie forme – manifesti sono stati affissi di fronte agli uffici delle Ong che affiancano i movimenti accusandoli di essere “agenti della CIA”, bruciando effigi, misteriosi uomini in motocicletta hanno visitato la sede della PBKMS. Il presidente della PBKMS è stato accusato di aver avuto un incontro segreto con un ufficiale del consolato USA poche ore prima di un picchetto davanti alla fabbrica organizzato dal sindacato e altri del Save Farmlands Committee. PBKMS ha esporto denuncia per diffamazione contro il Bengali Daily che ha riportato queste accuse.

3. Il 3 ottobre del 2008 durante una conferenza stampa a Kolkata (Calcutta), Ratan Tata ha dichiarato la sua intenzione di spostare la produzione da Singur, ignorando le questioni che concernono il futuro delle terre a Singur. Legalmente la terra è stata affittata dalla Tata per la somma irrisoria di 8.500 rupie all’anno. Il governo del West Bengala sta insistendo sul fatto che le terre continuino ad essere usate per impianti industriali. I problemi sono complicati dal fatto che alcuni contadini hanno preso comunque le compensazioni per le terre requisite per la costruzione della fabbrica. Nell’intero conflitto è chiaro che lanche l’italiana FIAT è completamente coinvolta: anche se le esatte circostanze dell’accordo con la Tata rimangono segrete è noto che la joint venture Tata – Fiat è coinvolta nella produzione e nella distribuzione internazionale della Nano.

4. Nell’intera lotta l’appoggio internazionale, specialmente dei lavoratori metalmeccanici e del settore agricolo ed in particolare dei sindacati della Fiat in Italia è stato importante. Dopo la delegazione d’affari guidata da Romano Prodi, al tempo Primo Ministro italiano venuta nel West Bengala nel febbraio 2007, i segretari generali di CGIL, CISL e UIL hanno scritto al governo italiano circa il conflitto di Singur chiedendo il rispetto dei diritti umani. La FIM – CISL, insieme a centinaia di altri sindacati hanno scritto una lettera di protesta al Primo Ministro del West Bengala. La FIM e altri sindacati in Italia hanno inoltre scritto al Ministro dello Sviluppo Economico chiedendo che la Fiat segua i principi generali della responsabilità d’impresa contenuti nel OECD Guidelines for Multinational Enterprises. Nel maggio 2007 IUF ha portato il caso delle atrocità perpetuate contro i lavoratori della PBKMS nell’area di Singur all’OIL – Organizzazione Internazionale del Lavoro qualificandolo come un attacco ail diritto di organizzazione. I lavoratori metalmeccanici indiani hanno appoggiato l’azione. Il segretario generale dei lavoratori del settore automobilistico nella Hindi Motors ha effettuato uno sciopero della fame di 21 giorni per appoggiare i contadini di Singur nel dicembre 2006. Nel maggio 2007 i lavoratori del settore automobilistico nel Tamil Nadu ,sotto la sigla del WPTUC, hanno organizzato incontri e altre azioni di solidarietà a Chennai.

5. La lotta del Singur è ora focalizzata su tre tematiche. La prima è la riconsegna delle terre ai contadini, coloro che si sono fermamente opposti al progetto e che non hanno voluto le compensazioni. Questi contadini posseggono il 40% della terra requisita cioè circa 400 ettari. Altra questione è il totale stato di indigenza di chi ha perso la terra ma continua a dipendere dalla terra per la propria sussistenza. Ovvero braccianti e lavoratori agricoli senza terra, la maggioranza dei quali sono donne. Mentre Ratan Tata ha spostato in meno di 96 ore la fabbrica “sfollata” da Singur, queste donne e questi uomini che sono i più poveri nei villaggi, stanno morendo di fame e hanno perso negli ultimi due anni ogni possibilità di futuro.

6. Il terzo problema che rimane irrisolto è l’impatto dell’industrializzazione a Singur sulle terre intorno all’impianto. Alcune terre non sono state usate. Altre sono state edificate e quando vengono restituite dovrebbero tornare nello stato originario cioè riconvertite in terreni agricoli. Ci vorranno degli anni, ma secondo gli esperti è possibile. Il problema dell’inquinamento che deriva dall’industria sulla terra dove sorge il progetto, sull’area intorno alla fabbrica e sulle falde acquifere rimane invece irrisolto. Bisogna vigilare affinchè la speculazione non avvenga e che l’area circostante, un tratto molto fertile, non venga convertita definitivamente per uso industriale creando problemi di approvvigionamento di cibo nella regione.

Il PBKMS insieme al Save Farmlands Committee continuerà lo stato di agitazione finchè tre richieste non saranno soddisfatte le tre condizioni qui di seguito:

– La terra deve essere restituita ai contadini a cui è stata requisita dopo il risanamento per permettere di tornare al suo stato fertile.

– Deve essere elaborata una proposta accettabile che compensi per la perdita di mezzi di sussistenza dei braccianti e dei lavoratori senza terra.

– Devono essere messe in atto misure di protezione per prevenire la distruzione di una terra agricola fertile a Singur e delle zone circostanti.

Mandate email o fax per appoggio e solidarietà a:

President of India at presidentofindia@rb.nic.in

Dr. Manmohan Singh Prime Minsiter of India at +91-11-23016857

Smt. Sonia Gandhi, Chairperson UPA at + 91- 11 2379 4616

Buddhadev Bhattacharjee Chief Minister of West Bengal at cm@wb.gov.in

Gopal Krishna Gandhi, Governor of West Bengal at governor-wb@nic.in