Il Lato Oscuro Dell’energia “pulita” – Alle Popolazioni Di Oaxaca, Solo Lo 0,2% Di Profitti

Il lato oscuro dell’energia “pulita” – Alle popolazioni di Oaxaca, solo lo 0,2% di profitti

eolico oaxacaIstmo de Tehuantepec, Oaxaca (Messico)- La creazione del corridoio eolico nell’Istmo di Tehuantepec, implementato principalmente da aziende spagnole, si è rivelato quasi una nuova conquista visto che le comunità indigene zapoteca e ikoot sono state praticamente deprivate di 12 mila ettari di terre tramite contratti leonini e svantaggiosi, al fine di produrre energia elettrica dal vento sulle loro terre, a solo beneficio dell’iniziativa privata. La firma dei contratti è stata accompagnata da promesse di sviluppo e benessere per le comunità indigene di Juchitán di Zaragoza, Santiago Ixtaltepec, El Espinal, Unión Hidalgo, Santo Domingo Ingenio, Santiago Niltepec, La Venta, La Ventosa, Santa María Xadani, San Blas Atempa, Santa María del Mar, San Francisco del Mar, San Mateo del Mar e San Dionisio del Mar.

Alla fine, le possibili comunità beneficiarie si sono ritrovate nel mezzo di conflitti con la perdita di migliaia di ettari di coltivazioni e impatti ambientali negativi, così come in preda a minacce, persecuzioni e incarcerazioni dei loro leader o abitanti.

All’inizio di questo secolo, le comunità indigene zapoteche hanno cominciato a organizzarsi e a opporsi alla costruzione del corridoio eolico, a causa dei bassi prezzi offerti inizialmente dalla Commissione Federale dell’Elettricità (CFE) per l’affitto delle loro terre e per il mancato compimento delle opere pubbliche, per lo sviluppo dei progetti di La Venta e La Venta II.

In seguito, con l’ingresso delle imprese straniere, soprattutto spagnole, l’opposizione è sorta per la totale assenza di consenso previo, libero e informato e per i contratti di affitto fraudolenti.

PROMESSE AL VENTO

L’attivista dell’Assemblea dei Popoli Indigeni dell’Istmo di Tehuantepec a Difesa della Terra e del Territorio (APIITDTT), Maribel González Pedro, ci dice che le imprese spagnole, tra cui Iberdrola, Unión Fenosa, Endesa, Preneal, Gamesa, Acciona, Eurus, Renovalia, Demex, con la compiacenza e l’appoggio dei differenti livelli del governo, hanno costretto le comunità indigene zapoteche e ikoot — mareño o huave —  a firmare contratti completamente svantaggiosi, leonini e irrispettosi dei diritti dei popoli indigeni contenuti nella Costituzione Messicana e nella Convenzione 169 dell’ILO, in quanto validi per un periodo di trenta anni e prorogabili di altri trenta. Inoltre, precisa, che non sono state consultate le popolazioni interessate né gli sono state fornite le informazioni necessarie per analizzare e prendere una decisione consapevole.

“In molti casi i contratti di affitto sono stati firmati senza aver prima mostrato alle popolazioni interessate i contenuti e gli allegati”.

Ci spiega che le imprese spagnole promettono alle comunità indigene e ikoots grandi investimenti milionari per ottenere il loro consenso, ma il proprietario della terra riceve solo lo 0,2% dei profitti, paragonato al 75% destinato all’acquisto degli aerogeneratori in Spagna, Germania o Danimarca, al 9% per l’infrastruttura elettrica, al 5% per la linea di evacuazione, al 6% per le opere civili , al 4% per l’ingegneria, licenze e permessi.

“Indubbiamente è una distribuzione abusiva e ineguale tra il contadino indigeno e l’imprenditore straniero”, sottolinea.

Ci spiega che le imprese spagnole stanno affittando terre collettive (ejidos), comunali e di piccola proprietà a prezzi ridicoli, perché la maggior parte paga per sezioni di terra 100 pesos per ettaro l’anno, per interventi ai terreni, tra strade, scavi e altro dall’ uno ai quindici pesos al metro quadro e per aerogeneratore installato sul terreno dagli otto ai dodicimila pesos l’anno, senza prendere in considerazione la qualità della terra.

SOLO LE BRICIOLE

Mentre un aerogeneratore di due mega può produrre all’anno più di otto milioni seicentoquarantamila kilowatt, a un prezzo di 0.71 centesimi, che è il prezzo di vendita dell’elettricità, “quindi uno solo di questi aerogeneratori può produrre sei milioni centotrentaquattromila pesos e si destina solo lo 0,2% di quello che si produce per pagare la terra e per lo sfruttamento del vento. Per chi sono i guadagni allora?”. González Pedro, sostiene che le imprese spagnole approfittano dell’analfabetismo e della conoscenza della lingua dei proprietari terrieri per concludere la firma dei contratti .

“I contadini non terminano l’istruzione primaria e molti altri non sono mai andati a scuola; è per questo che non sanno né leggere né scrivere e coloro che hanno un’istruzione scolastica non hanno conoscenza degli strumenti giuridici per capire la portata dei contratti, oltre al fatto che le aziende non danno informazioni veritiere sull’ implicazione e la natura del progetto”.

A sua volta, il coordinatore dei Programmi dell’Unione delle Comunità Indigene della Zona Nord dell’Istmo (Ucizoni), Carlos Beas Torres, sottolinea che il parco eolico, secondo i progetti, occuperà centotrentamila ettari nel 2014 per l’installazione di cinquemila aerogeneratori e come conseguenza, darà origine a gravi problemi poiché ognuno di questi occuperà quasi mezzo ettaro e verranno usate più di mille tonnellate di calcestruzzo che danneggeranno le falde acquifere e comprometteranno la messa a dimora degli appezzamenti irrigati.

Ci riferisce che il parco eolico provocherà la quasi totale scomparsa dell’agricoltura nelle comunità indigene e ikoot, a causa dello sfruttamento della terra ad alta produttività per l’installazione degli aerogeneratori.

Ne La Venta, cinquecentomila ettari della zona irrigata che producevano diecimila tonnellate di cereali di base, attualmente sono occupati da cento aerogeneratori del parco eolico dell’impresa spagnola Eurus.

“La maggior parte delle terre, oltre a un valore economico perché irrigue, hanno anche un grande valore simbolico perché sono un’eredità dei loro antenati”, ci fa notare.

NESSUN RISPETTO PER I LUOGHI SACRI

Nel caso di San Dionisio del Mar, le imprese spagnole pretendono di appropriarsi dell’isola di Tileme, un luogo sacro per la popolazione indigena e sito che presenta una grande biodiversità per la presenza di mangrovie, foreste, lagune, pesci e uccelli.

Nel frattempo, Bettina Cruz Velásquez, membro del Movimento di Resistenza Civile contro le Tariffe Elevate, sottolinea che mentre le compagnie spagnole otterranno milioni di dollari dall’uso delle terre indigene, i pagamenti per l’affitto della terra sono esigui e gli impieghi scarsi, temporanei e miseri. Inoltre, osserva, che l’energia elettrica generata non va a beneficio delle comunità indigene e ikoot perché sarà venduta ad aziende come Wal-Mart, Soriana, Cruz Azul, Cemex, Bimbo, Coca-Cola, Cuauhtemoc Moctezuma, e per rifornire di energia elettrica l’America Centrale e gli USA, come parte del Sistema di Interconnessione Elettrica per il Centro America (SIEPAC).

Cruz Velásquez afferma che molte aziende spagnole come Renovalia, si considerano socialmente responsabili e impegnate nello sviluppo sociale e nella comunicazione con le comunità dei Paesi in cui operano, “però in Messico la realtà è la violazione dei diritti umani perpetrata ai danni dei proprietari della terra”.

L’AEROGENERAZIONE, LA NUOVA CONQUISTA

“Il corridoio eolico si è costruito nell’Istmo di Tehuantepec attraverso l’inganno e la menzogna. Questa è la vera faccia della cosiddetta energia pulita e della nuova conquista spagnola in Messico perché ci stanno privando delle nostre terre con contratti di affitto truccati e leonini, che favoriscono le aziende transnazionali. Si tratta chiaramente di un esproprio. Inoltre il danno che lasciano alle terre è molto grande così come le implicazioni ambientali. Non siamo d’accordo nel consegnare le nostre risorse e la nostra sovranità alle compagnie multinazionali.  Abbiamo chiesto che si rispetti il nostro diritto a un’informazione ampia e dettagliata nelle nostre lingue madri per qualsiasi progetto sui nostri territori”; Juan Martínez Regalado, piccolo proprietario coinvolto di Unión Hidalgo.

Gli uccelli migratori urtano contro gli aerogeneratori.

In base a uno studio dell’Istituto di Ecologia (Inecol), il corridoio eolico viola l’accordo di protezione degli uccelli migratori firmato con gli Stati Uniti e la Legge di Protezione degli Animali in Pericoli di Estinzione perché provoca l’urto e la morte di uccelli migratori  che collidono con gli aerogeneratori. Attualmente attraverso l’Istmo di Tehuantepec circolano all’incirca dodici milioni di uccelli di almeno centotrenta specie, tra cui l’aquila bianca, l’aquila dalle ali larghe, l’aquila dorata e il falco pellegrino, tutti protetti dalle leggi del Messico, Stai Uniti e Canada. In Spagna, gli aerogeneratori hanno provocato la morte di uccelli, tra cui aquile, avvoltoi, cigni, oche, cicogne, ecc. fino ad alcune specie di pipistrelli a rischio di estinzione.

Terra “oaxaqueña”, denaro straniero

Il corridoio eolico dell’Istmo di Tehuantepec consta attualmente di otto parchi, ma è prevista l’installazione di ventidue parchi con cinque mila aerogeneratori nel 2014 su un’estensione di trentatremila ettari, che però ne coinvolgerà centotrentamila.

La maggior parte delle aziende spagnole ha ricevuto finanziamenti da istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale e da banche messicane come Nafinsa, Bancomext e Banobras-Fonadin, così come dalle portoghesi Banco Espíritu Santo de Portugal,  Santander e Caixa Bank della Spagna.

AFFARI CON VENTO IN POPPA

dodicimila pesos, rendita per ogni aerogeneratore

sei milioni centotrentaquattromila pesos generati da ogni motore al prezzo della tariffa elettrica

22 parchi previsti per il 2014

cinquemila aerogeneratori

trentatremila ettari di terre che occuperanno in due anni

centotrentamila ettari la superficie coinvolta

 

di OCTAVIO VÉLEZ ASCENCIO

 

 

Foto di Mario Jiménez Leyva

Traduzione di Francesca Pippo