“Il 2013 é Stato L’anno Peggiore Per La Riforma Agraria”, Secondo João Paulo Rodrigues

“Il 2013 é stato l’anno peggiore per la Riforma Agraria”, secondo João Paulo Rodrigues

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[18 Dicembre 2013 Luiz Felipe Albuquerque – Página do MST] L’anno 2013 non lascerà nostalgia ai Senza Terra di tutto il paese. Per quanto riguarda la lotta per la terra, il bilancio è positivo, dal momento che mobilitazioni, cortei e occupazioni di terreni e di edifici pubblici sono avvenute praticamente in tutto l’anno. Ma quando ci si riferisce alla politica di Riforma agraria, quasi nulla è stato fatto, e in molti casi il governo è riuscito nella prodezza di camminare all’indietro. Questi sono i commenti di João Paolo Rodrigues, del coordinamento nazionale del MST, sulla politica agraria svolta dal governo federale per l’intero anno. Come ha affermato Rodrigues, questo governo, che è sempre andato male, è riuscito anche a fare peggio. “Finora, solo 159 famiglie sono state insediate in tutto il paese. E ‘una vergogna. Ci sono non più di 10 immobili espropriati dal governo Dilma. Peggio dell’ultimo governo militare del generale Figueiredo, quando sono stati espropriati 152 proprietà “, dice.

 

Come valuti la lotta per la terra nel 2013 in un periodo di paralisi completa della Riforma Agraria?

 

Nonostante sia stato un anno del tutto negativo in relazione alla Riforma agraria, i contadini continuano saldi nella lotta per la terra. Nel mese di marzo, ad esempio, abbiamo montato un accampamento permanente a Brasilia per tre mesi, realizzando costantemente nella capitale federale delle lotte, come marce, occupazioni di ministeri e atti politici. Nello stesso mese si è svolta la Giornata delle donne, quando più di 10 000 agricoltori si sono mobilitati per chiedere l’insediamento di 150.000 famiglie accampate in tutto il paese, occupando terreni, aziende che producono pesticidi , edifici pubblici, con marce e blocchi di autostrade.

 

Subito dopo, nel mese di aprile, i Senza terra hanno fatto una altra Giornata di carattere nazionale, con manifestazioni in 19 stati più il Distretto Federale. Di nuovo decine di autostrade bloccate, occupazioni di terreni, edifici pubblici, municipi, marce e atti politici in tutto il paese. In giugno e luglio il Movimento si è unito alle manifestazioni che si sono riversate nelle strade delle principali città del paese bloccando diverse autostrade. In questa ondata, i giovani Senza terra hanno organizzato una Giornata di lotta agli inizi di agosto. Verso la fine di questo mese, tutti i Movimenti insieme, insieme con i sindacati, hanno realizzato una mobilitazione nazionale, con i sindacati che hanno effettuato scioperi e blocchi totali delle città, mentre noi contadini abbiamo bloccato le autostrade.

 

Nel mese di ottobre, più di 12 stati si sono mobilitati in una Giornata Unitaria per la Sovranità Alimentare, quando ancora una volta la popolazione rurale ha promosso cortei, occupazioni di terre ed edifici pubblici. Nello stesso mese, la Giornata dei piccoli Senza terra ha ribadito la lotta nei campi e il bisogno di Riforma Agraria, occupando ministeri e dipartimenti statali.
Tutto questo solo per parlare delle lotte di carattere nazionale, senza contare le lotte regionali negli Stati . Cioè, dire che non c’è più lotta nelle campagne è una grande bugia.

 

E dove si colloca la questione della Riforma Agraria?

 

Questo è il grande problema, con un bilancio estremamente negativo. Questo è l’anno peggiore per la Riforma Agraria. Il Governo Rousseff, che è sempre stato pessimo in questa materia, è riuscito a peggiorare. Finora, solo 159 famiglie sono state insediate in tutto il paese. E’ una vergogna. Sono solo 10 gli immobili espropriati dal governo Dilma. Peggio dell’ultimo governo militare del generale Figueiredo, quando sono stati espropriati 152 immobili. Un altro grave problema è quello che il governo federale sta chiamando la “emancipazione degli insediamenti”, passando la titolarietà dei lotti agli insediati. In pratica, questo serve a scaricare sulle famiglie la responsabilità dello Stato. Ma il peggio è che questa politica creerà un controriforma agraria, dal momento che i grandi agricoltori hanno iniziato a premere sugli insediati perchè vendano i loro lotti, aumentando ulteriormente la concentrazione della terra nel paese.

 

E quale è la difficoltà al progredire della riforma agraria?

 

Possiamo citare due importanti questioni cruciali. La prima è che il governo è completamente un ostaggio dei Deputati dell’Agrobusiness, il più grande gruppo nel Congresso. Sono 162 deputati e 11 senatori, per non parlare della legione di adetti dell’ultima ora. Giusto per avere una dimensione del problema, essi riescono a vincere in tutto, anche sulle proposte incostituzionali. Per esemplificare si va dallo strangolamento sul codice forestale, alla modifica della PEC del lavoro schiavo, alla marcia indietro sulla legislazione riguardante la demarcazione delle terre indigene, alla creazione di una commissione speciale per rilasciare nuovi pesticidi con maggiore facilità – ignorando il lavoro di valutazione ANVISA e IBAMA – e arrivare al permesso a nuove colture transgeniche. Nessuna di queste proposte è nell’interesse della società brasiliana. Tutte rispondono esclusivamente agli interessi privati di questo settore e stanno vincendo. Il gruppo dei Deputati dell’Agrobusness ( la Bancada Ruralista ) è un cancro del popolo brasiliano.

 

L’altra questione è l’illusione del governo in rapporto all’Agrobusiness. Le grandi esportazioni di materie prime promosse da questo settore consentono al governo di mantenere la politica di produzione sistematica di avanzo primario, assicurando il destino delle risorse di bilancio al settore finanziario, come pagamenti di interessi e di servizio del debito pubblico. Ma allo stesso tempo ha creato alcune politiche pubbliche per l’agricoltura familiare e contadina. In primo luogo è molto importante notare che tutte le politiche pubbliche sono conquiste delle lotte dei movimenti sociali. Lottiamo per garantire l’acquisto di cibo e abbiamo conquistato il Programma Nazionale di Alimentazione nella Scuola (PNAE) e il programma di acquisto di Alimenti (PAA). Lottiamo per l’istruzione nel campo ed abbiamo conquistato il Programma Nazionale di Educazione nella Riforma agraria (Pronera). Lottiamo per l’agroindustrializzazione della nostra produzione, e abbiamo conquistato il Programma Terra Forte. Lottiamo per un diverso modello di agricoltura, e abbiamo conquistato il Piano nazionale di Agroecologia e Produzione biologica – BrasileAgroecologico. Questo solo per fare alcuni esempi.

 

Tuttavia, sappiamo che, anche se queste misure sono importanti, esse hanno anche i loro limiti. Sono molto sproporzionato rispetto agli investimenti destinati all’agrobusiness. Per avere una idea il Piano Raccolti 2013/2014 dell’Agricoltura familiare rappresenta poco più del 20% rispetto a quello che è destinato a agrobusiness. Inoltre, abbiamo queste politiche oggi, ma nulla ci assicura che possiamo contare su di esse domani. Un semplice cambio di governo, per esempio, può far finire tutte le nostre conquiste.

 

Che cosa dovete fare, allora?

 

È necessario dare priorità alla produzione contadina e familiare, e non trattarla come un qualcosa di secondario. Il governo deve capire che l’unica soluzione alla povertà è una vasta Riforma agraria, la creazione di migliaia di posti di lavoro nel settore. Se non si farà questo , aumenteranno a dismisura i principali centri urbani e le favele della periferie intorno a queste grandi città. Vale a dire, cambiare la logica e la struttura della produzione agricola in Brasile. La stessa FAO ha riconosciuto che l’unica soluzione per la crisi ambientale e per garantire la sovranità alimentare è l’agricoltura familiare. Lo ha detto José Graziano, direttore della FAO. Tanto che il 2014 sarà l’Anno Internazionale della Agricoltura Familiare delle Nazioni Unite.

 

Ma perchè entrambi i modelli di agricoltura non possono conciliarsi?

 

Sono modelli che si contrappongono nella loro logica ed essenza. L’avidità dell’Agrobusiness, con le sue gigantesche risorse economiche, impedisce un altro tipo di agricoltura, poiché sempre cercano di incorporare la terra dei contadini e le risorse naturali al loro modello di produzione delle materie prime. Per avere un’idea, negli ultimi due decenni l’Agrobusiness ha espulso più di 6 milioni di persone dalla campagna brasiliana. E dove sono andate ? Nelle favele dei grandi centri urbani. L’Agribusiness non genera occupazione, dal momento che oltre il 70% della forza lavoro impiegata nel settore è dell’agricoltura familiare, si appropria delle piccole e medie aziende agricole e la concentrazione della terra in Brasile continua a crescere di anno in anno.

 

All’interno della produzione degli alimenti di base per il popolo brasiliano, la situazione è gravissima. Dal 1990 al 2011, le superfici piantate con alimenti di base come riso, fagioli, manioca e grano sono diminuiti tra il 20-35%, mentre i prodotti nobili dell’Agrobusiness, come canna da zucchero e soia, sono aumentati del 122% e del 107%. E tutti destinati alla esportazione. Stiamo perfino importando riso e fagioli alla Cina. Questo è allarmante. Nel febbraio 2014 il MST terrà il suo 6° Congresso Nazionale. Quale è l’obiettivo del Movimento con questa attività? Consolidare la nostra proposta di Riforma Agraria Popolare. Più che mai la Riforma Agraria è urgente e necessaria. Tuttavia, si tratta di un nuovo tipo di Riforma Agraria, che noi chiamiamo popolare.

 

Crediamo che la Riforma agraria non è più una politica destinata solo alla popolazione rurale. E’ urgente e necessaria per tutta la società nel suo complesso. Se vogliamo mangiare alimenti ricchi di veleni che ci procureranno il cancro, se vogliamo coltivare produzioni che distruggono l’ambiente e contribuiscono alla crisi climatica, espellono i contadini dai campi aumentando la popolazione povera delle grandi città, in questo caso la Riforma Agraria, non è necessaria. Ma se invece desideriamo un modello di produzione che concilia la sua produzione con la conservazione ambientale, che il popolo brasiliano abbia alimenti sani e senza pesticidi, che la miseria e la povertà cessino di esistere nel nostro paese, la Riforma Agraria non è mai stata così necessaria. Pertanto, dobbiamo dimostrare la sua importanza alla società, affinchè l’intera classe lavoratrice aiuti a realizzare la Riforma Agraria Popolare, che sarà possibile solo con una ampia riforma del sistema politico.

 

E quali sono le prospettive di lotta per il prossimo periodo?

 

In questo ultimo periodo, abbiamo costruito e ampliato l’unità di tutti i movimenti sociali rurali, con lo sguardo diretto a un programma di agricoltura che realmente interessi al popolo brasiliano. E questo tende a rafforzarsi sempre più. Parallelamente a questo, aumentano le evidenze delle contraddizioni del modello dell’agrobusiness, come la sua distruzione dell’ambiente, l’uso enorme di pesticidi e l’insicurezza rispetto ai prezzi dei prodotti alimentari. Inoltre, risultato delle grandi lotte di quest’anno, le organizzazioni sociali hanno costruito il Plebiscito Popolare per una profonda riforma politica nel 2014, che permetterà di cambiare radicalmente la situazione attuale

 

[Traduzione di Antonio Lupo]