Discarica A Giugliano, In Odore Di Ecomafia

Discarica a Giugliano, in odore di ecomafia

monnezzaLa cava Monticelli, dove vorrebbero costruire una nuova discarica è di proprietà della Alma di Luca Avolio, già finito nelle inchieste sui boss della monnezza. Il piano del prefetto Ruberto rischia di favorire interessi poco chiari. Il 3 aprile la decisione della conferenza dei servizi.

 

Si incupiscono sempre di più gli scenari del piano discariche redatto dal commissario straordinario per le discariche della Regione Campania, il prefetto Raffaele Ruberto. Come già riportato da Fanpage il piano per la realizzazione di discariche nel quartiere napoletano di Chiaiano e nel comune di Giugliano in Campania è stato pianificato dall’ex direttore tecnico della municipalizzata Sap Na, Giovanni Perillo finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della DDA di Napoli sulla costruzione e gestione della discarica di Chiaiano. Proprio sui terreni dove dovrebbe sorgere la nuova discarica a Giugliano sembrano aleggiare loschi interessi.

 

 

La Alma ed i traffici di rifiuti di Avolio – Come riportato dal portale di Teleclub Italia la cava di Masseria Monticelli è di proprietà della società Alma di Villaricca. Due cespiti su sei appartengono alla società di Luca Avolio mentre altri quattro appartengono alla società Campus di Afragola.
La società Alma ha gestito per anni un’altra discarica, quella di Via Ripuaria a Villaricca. Come riportato dalle dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo e come ricordato anche nella relazione finale della commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti presieduta nella XVI legislatura da Gaetano Pecorella, la discarica dell’Alma era al centro di un traffico di rifiuti che coinvolgeva il gotha criminale della monnezza. Secondo le sentenze della magistratura, Luca Avolio, il titolare dell’Alma, partecipava ai summit con Gaetano Vassallo, ora collaboratore di giustizia e l’avvocato Cipriano Chianese ritenuto il capo della cupola dei traffici di rifiuti tra nord e sud. Indicativo è il passaggio della sentenza di condanna emessa dal GUP in data 19 luglio 1994, procedimento N°9731/93 R.G. nei confronti di Gaetano Cerci ritenuto il braccio destro di Cipriano Chianese.
Qui si ricostruisce anche il ruolo di Avolio:

…il Cerci era stato delegato da Francesco Bidognetti (detto Cicciotto e’Mezzanotte) a rappresentarlo, in quanto latitante, nella gestione del traffico di rifiuti […] partecipando alle riunioni operative con i gestori delle discariche interessati dai traffici illeciti: Avolio, Vassallo e Chianese”.

 

Lo stesso Luca Avolio fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta Adelphi, la sua discarica cosi’ come quelle di Vassallo e Chianese, ricevevano indebitamente le autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti da parte dell’ex assessore provinciale Raffaele Perrone Capano. Secondo il pentito Nunzio Perrella, c’era anche Luca Avolio dell’Alma in quello che viene definito lo storico summit in cui si pianificò la strategia criminale per lo sversamento illecito dei rifiuti nella provincia di Napoli che si tenne al ristorante La Lanterna di Villaricca nel 1989. L’Alma acquistò tra gli anni novanta e gli anni zero diverse cave o parte di esse nella zona dei comuni di Giugliano e Villaricca. In passato proprio su Cava Monticelli si manifestò un interesse della Fibe, l’azienda di Impregilo che ha gestito l’emergenza rifiuti in Campania per diversi anni, per il fitto della cava. Trattativa che non andò mai in porto. Ed oggi, dopo che i traffici illeciti dei rifiuti in Campania sono arrivati all’attenzione nazionale, dopo che i volti dei boss dei rifiuti e degli imprenditori conniventi sono diventati noti all’opinione pubblica, il prefetto Ruberto pensa di costruire una nuova discarica proprio in una cava di proprietà dell’Alma di Luca Avolio che, se si dovesse realizzare il progetto del commissario straordinario, ovviamente otterrebbe nuovi profitti proprio dalla gestione dei rifiuti. Una eventualità che avrebbe quanto meno il sapore della beffa.

 

La decisione il 3 aprile – Secondo le previsioni del commissario Ruberto la costruzione della discarica in Cava Monticelli a Giugliano avrebbe un costo di ben 22 milioni di euro, il doppio rispetto all’impegno di spesa previsto per Chiaiano. Una bella cifra di cui parte andrà ovviamente nelle tasche dell’Alma. Oltre al rischio di favorire interessi poco limpidi nella costruzione della discarica di cava Monticelli, c’è anche il rischio di inquinamento. Infatti la falda acquifera scorre a pochi metri di profondità sotto la cava. La decisione sul futuro di cava Monticelli si conoscerà il prossimo 3 aprile quando, due giorni dopo quella prevista per Chiaiano, si terrà una conferenza dei servizi presso gli uffici del settore ambiente della Regione Campania con tutti gli enti competenti per capire la fattibilità del progetto.

 

Titolo originale: “I terreni della nuova discarica a Giugliano, in odore di ecomafia