I Governi Progressisti Latinoamericani Si Rafforzano

I Governi progressisti latinoamericani si rafforzano

I conflitti politici -compresi quelli militari- in America Latina nel 2009, mettono in discussione la forza esercitata dai governi più progressisti nei forti contrasti con le elitès politico-economiche della regione. Dopo anni, il Congresso Nazionale brasiliano ha approvato l’entrata del Venezuela nel Mercato Comune del Sud (Mercosur). La disposizione era già stata approvata da Argentina, Uruguay e Paraguay, gli altri membri del blocco.

 

L’ingresso ufficiale del Venezuela nel Mercosur, tra gli altri fatti che hanno segnato il 2009, rafforza ancora di più le relazioni che si vanno costruendo nella regione. Alcuni analisti considerano i paesi latino americani sempre più distanti dall’Area del Libero Commercio delle Americhe (Alca), proposta nel 1994 dagli Stati Uniti.

 

La presenza degli Stati Uniti nella regione viene sistematicamente rifiutata dai governi progressisti. Nella linea del fronte delle proteste regionali, il presidente venezuelano, Hugo Chavez, e l’ Unione delle Nazioni del Sud (Unasur) hanno denunciato l’intenzione degli Stati Uniti di intervenire politicamente nella regione.

Un accordo tra Colombia e Stati Uniti ha permesso, quest’anno, l’installazione di sette basi militari statunitensi nel paese latinoamericano. Gli Stati Uniti hanno giustificato la loro presenza come “ lotta al terrorismo”.  Secondo Venezuela e Bolivia, l’obiettivo  – degli Stati Uniti – è minare l’ascesa dei governi di sinistra nella regione.

 

In Perù, dopo le manifestazioni indigene, il Congresso Nazionale è stato obbligato a far precipitare due Trattati di Libero Commercio (TLC) stabiliti con gli Stati Uniti. I dispositivi disciplinavano l’uso e l’esplorazione delle risorse naturali – come gas, petrolio e legno – nell’Amazzonia peruviana.

 

Il rifiuto degli interventi Statunitensi e la vicinanza tra i paesi latino americani sono le principali cause della trasformazione dell’articolazione politica nell’emisfero sud americano.

 

Secondo la coordinatrice dell’Osservatorio delle Nazionalità, Monica Dias Martins, l’entrata venezuelana contribuirà allo sviluppo delle regioni Nord e Nordest del Brasile, con cui il  Venezuela stabilirà maggiori relazioni commerciali. Inoltre, le relazioni doganiere con il Venezuela  potranno supplire alle necessità energetiche – dato che il paese è ricco di petrolio – e creare un corridoio di esportazione verso il Caribe.

In un intervista con ADITAL, Monica fa un breve bilancio dei principali  avvenimenti politici del 2009 in America Latina. Monica è anche professoressa dell’ Università Statale de Ceará (Uece) ed editore della rivista Tensões Mundiais.

Adital-  Ciudiamo l’anno con l’ingresso Ufficiale del Venezuela nel Mercosur. Di fatto cosa significa questo per il rafforzamento del blocco?

Mônica Martins – La presenza del Venezuela come membro effettivo del Mercosur rappresenta il riconoscimento di un progetto di cooperazione regionale con maggior autonomia di fronte alle grandi potenze, oltre ad aprire prospettive promettenti per lo sviluppo dei paesi che costituiscono il blocco.

Con l’integrazione, saremo più vicini all’America Centrale e al Caribe, e questo porterà innegabili benefici, in particolare al Nord e al Nordest del Brasile.

 

Adital – Lei come vede le articolazioni tra Alba, Mercosur, Unasul che assumono dimensioni sempre più significative per il contesto politico?

 

Mônica Martins- Stiamo imparando a convivere con le diversità politiche, economiche e culturali e questo è importante affinché l’America del Sud si consolidi come attore internazionale di peso.

 

Adital- Oggi possiamo dire che i Trattati di Libero Commercio stanno perdendo campo con il rifiuto non solo dei governi, ma anche dei movimenti sociali organizzati?

 

Mônica Martins -Il rifiuto all’Area di Libero Commercio delle Americhe (Alca), iniziato con i movimenti sociali popolari, già negli anni novanta, costituisce una forte tendenza delle nazioni latino americane.

Gli attuali governanti cercano, nelle differenti forme, di stimolare scambi intensi e giusti, di beni e servizi, tra i paesi. Alle elezioni si sono visti risultati favorevoli per chi segue questa strada.

 

Adital – Quale sarà la grande sfida nell’affrontare l’ingerenza imposta dai paesi chiamati potenti nelle relazioni con i paesi latino americani?  

Mônica Martins –  Una delle sfide che si presenta agli stati nazionali in America Latina è il garantire la democrazia conquistata con difficoltà, associata alla riduzione delle diseguaglianze sociali e l’ampliamento del benessere delle nostre popolazioni. Questo significa che il Consiglio di Difesa Sudamericano, creato recentemente, diventa un tema di estrema attualità.