Honduras: Sospesi Diritti Costituzionali, L’Osa Lancia Ultimatum Ai Golpisti

Honduras: sospesi diritti costituzionali, l’Osa lancia ultimatum ai golpisti

Settantadue ore di tempo per riportare l’ex presidente Manuel Zelaya in carica: è questo l’ultimatum lanciato dall’Organizzazione degli Stati Americani al nuovo governo dell’Honduras. «Ci deve essere un ritorno immediato, sicuro e incondizionato», ha fatto sapere l’Organizzazione. Zelaya, che ieri ha parlato all’Assemblea delle Nazioni Unite, attende la scadenza dell’ultimatum a Panama, prima di rientare in Honduras come ha pianificato. Il suo rientro, dapprima previsto per domani, sarebbe spostato al fine settimana. Ma il nuovo presidente Roberto Micheletti ha minacciato di arrestarlo qualora dovesse tornare, annunciando che il nuovo governo ha intenzione di inviare al più presto una sua delegazione a Washington.


Intanto il Parlamento dell’Honduras ha approvato la sospensione provvisoria di numerose liberta’ costituzionali fino alla fine della settimana.Un colpo di stato ha destituito il presidente Zelaya. La ‘restrizione parziale’ e’ stata proposta dal Governo ed approvata dal Parlamento, spiegano due deputati.’La misura autorizza a mantenere persone in detenzione provvisoria per piu’ di 24 ore e sospende garanzie come la liberta’ d’associazione’, dice Doris Gutierrez di Unificazione democratica (destra).

Il provvedimento autorizza a mantenere persone in stato di fermo di polizia per piu’ di 24 ore e sospende la liberta’ d’associazione, di riunione e di libera circolazione.

Nei giorni scorsi  Italia, Francia e Spagna hanno richiamato i loro ambasciatori in Honduras. Anche l’amministrazione Obama continua a considerare Zelaya il legittimo presidente dell’Honduras: il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha detto che Zelaya si è incontrato ieri a Washington, mentre si trovava all’Osa, con l’assistente segretario di stato Tom Shannon e con Dan Restrepo, un esponente del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca.

Nello stesso tempo il Pentagono ha annunciato il rinvio di una operazione militare congiunta che avrebbe dovuto condurre assieme all’Honduras.

L’Honduras rischia oggi più che mai l’isolamento internazionale. Ma nonostante il richiamo degli ambasciatori dei Paesi latino-americani e la minaccia dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) di sospendere il Paese centroamericano come fu fatto nel 1962 per Cuba, il presidente golpista, Roberto Micheletti, tiene duro. “Non possiamo negoziare nulla” con il deposto presidente Manuel Zelaya, ha fatto sapere Micheletti dal suo quartier generale, sottolineando che nei suoi confronti c’e’ un mandato di arresto e lui potra’ aspirare al massimo a “un seggio da deputato o a una poltrona da sindaco” quando avra’ risolto le sue pendenze con la giustizia. 

 

(ASC/Ansa/Asca)