Honduras: Rientro A Sopresa Di Zelaya. Scatta Il Coprifuoco

Honduras: rientro a sopresa di Zelaya. Scatta il coprifuoco

TEGUCIGALPA – Dopo 86 giorni dal colpo di stato che lo mandato in esilio, Manuel Zelaya è rientrato in Honduras, e intende “dialogare” con il regime de facto: lo ha detto lo stesso presidente deposto. Il presidente golpista, Roberto Micheletti, ha decretato il coprifuoco in tutto il territorio nazionale, fino a domani mattina.

A dare per primi la notizia del rientro sono stati alcuni media locali, che prima hanno riferito della presenza di Zelaya in un ufficio della sede dell’Onu di Tegucigalpa, poi hanno precisato che il presidente deposto si trovava nell’ambasciata brasiliana della città insieme alla moglie, Xiomara Castro, dove si sono subito radunati migliaia di suoi sotenitori.

Poi la conferma del dipartimento di stato americano e, qualche ora dopo, due emittenti tv hanno mostrato le immagini del presidente, con il suo ormai noto cappello bianco, all’ interno della sede diplomatica. In dichiarazioni all’emittente Telesur, Zelaya si è detto “pronto ad avviare il dialogo, sia interno sia internazionale, per il ritorno della democrazia nel paese. Sono arrivato nel paese superando mille ostacoli, ora mi trovo nella capitale”, ha sottolineato, ricordando di “avere il sostegno dei paesi dell’Unione europea e della ‘comunita’ asiatica”.

Zelaya ha inoltre rilevato di aver parlato con diversi presidenti latinoamericani: l’obiettivo, ha puntualizzato, è quello di “avviare il dialogo, ma voglio essere accompagnato dai principali leader internazionali”. Ieri è stata quindi una giornata di sorprese e tensioni a Tegucigalpa, dove i movimenti delle migliaia di simpatizzanti pro-Zelaya vengono seguiti da vicino dalle forze dell’ordine. Le organizzazioni sociali di otto province del nordovest dell’Honduras hanno d’altra parte fatto sapere che intendono marciare verso la capitale, dove arriveranno oggi o domani. A dare qualche traccia sulla dinamica del rientro di Zelaya é stato, da Caracas, il presidente venezuelano, e suo grande amico, Hugo Chavez: “Manuel ha viaggiato per due giorni via terra prima di rientrare in patria, ha attraversato fiumi e montagne. Insieme a quattro compagni è riuscito ad arrivare nella capitale”.

Mentre la notizia del rientro di Zelaya rimbalzava in tutto il paese, davanti alla sede dell’Onu si concentravano diverse migliaia di suoi sostenitori, che poi si sono spostati davanti all’ambasciata brasiliana. A smentire l’arrivo del rivale è stato fin da subito Micheletti che nelle ore successive non ha più rilasciato dichiarazioni. Si tratta di una mossa del “terrorismo mediatico per guadagnare terreno sul fronte sia interno sia internazionale”, ha detto il presidente golpista, aggiungendo che “in realtà Zelaya si trova in una suite di un albergo in Nicaragua”. Qualche ora dopo, il governo de facto ha però imposto il coprifuoco in tutto il territorio nazionale, dalle 4 del pomeriggio (ora locale) di ieri fino alle 7 di stamani.

Intervenendo a New York, il ministro degli esteri brasiliano, Celso Amorim, si è augurato che il ritorno in Honduras di Zelaya rappresenti un nuovo stadio nei negoziati con gli esponenti del governo di fatto. Il rientro a sorpresa del presidente deposto ha avuto luogo, ricordano analisti locali, a un mese dalle elezioni presidenziali, in programma il 29 novembre.

Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha invitato alla calma: “Entrambe le parti hanno sostenitori che devono controllarsi ed essere cauti nei giorni a venire”, ha detto ieri a New York dopo i colloqui con il presidente del Costa Rica Oscar Arias, i cui sforzi di mediazione in Honduras finora sono falliti.

Il rovesciamento di Zelaya ha fatto piombare l’Honduras nella sua più grave crisi politica da decenni, ed è stato condannato dal presidente americano Barack Obama, dall’Unione Europea e dai governi dell’America Latina.

Fonti: Ansa/Reuters