Honduras: Revocata Sospensione Dei Diritti Civili. Sit-in In Italia

Honduras: revocata sospensione dei diritti civili. Sit-in in Italia

 

TEGUCIGALPA – Il leader di fatto dell’Honduras Roberto Micheletti ha revocato ieri il decreto di emergenza con il quale aveva sospeso le libertà civili e chiuso due emittenti che si erano schierate a favore del deposto presidente Manuel Zelaya.  Micheletti era al centro di pressioni internazionali per revocare le misure d’emergenza, mentre l’Organizzazione degli Stati Americani sta cercando, attraverso negoziati, di porre fine alla crisi provocata dal golpe che a giugno ha rovesciato Zelaya.

Il decreto era stato imposto il 27 settembre scorso.

Oltre alla revoca del decreto, Micheletti pare aver ammorbidito le sue posizioni, arrivando ad affermare che  i responsabili dell’esilio dell’ex presidente Manuel Zelaya saranno giudicati e “puniti”. A giugno, sottolinea il presidente, fu un errore costringere il presidente ad andare in Costa Rica, perché la costituzione “protegge i cittadini honduregni all’interno del paese”.

Il presidente deposto Zelaya, intanto, è tornato segretamente nel Paese centroamericano due settimane fa, e da allora è rifugiato nell’ambasciata del Brasile. Nelle scorse ore ha dichiarato che “la deroga della sospensione dei diritti civili dichiarata dal governo golpista è in realtà una farsa, anzi, la Resistenza civile chiede a gran voce una Assemblea Costituente”.

Probabilmente il cambio di atteggiamento di Micheletti è giunto in seguito alle pressioni internazionali che da tempo ormai criticavano la soppressione delle libertà fondamentali. Il regime golpista di Tegucigalpa, infatti, aveva vietato alla popolazione di radunarsi per manifestare e aveva anche bloccato la libertà di stampa.

Forse la revoca dello stato d’assedio agevolerà i colloqui fra i rappresentanti del regime autoritario e i ministri degli Esteri dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), previsti per questa settimana.

Micheletti si dice ora anche disponibile, qualora le elezioni di novembre dovessero risultare regolari, a rimettere l’incarico (ottenuto con un colpo di stato il 28 giugno scorso). Passo indietro che a suo avviso dovrebbe fare anche il legittimo presidente hondureño Manuel Zelaya.

Secondo alcuni analisti questa potrebbe essere la settimana giusta per far terminare la crisi nel piccolo paese Centroamericano.

Intanto in Italia si preparano due manifestazioni di solidarietà con il popolo e il legittimo governo dell’Honduras. L’appuntamento è per domani giovedì 8 ottobre alle 17.30 sotto l’ambasciata degli Stati Uniti, e per martedì 13 ottobre sempre alle 17.30 sotto l’ambasciata dell’Honduras.

 

Fonti: PeaceReporter, Reuters, Asca